Lunedì 03 Maggio 2010 13:40

Il Panico: una guerra inconscia che difficilmente si ammette

Scritto da Administrator

Sintomatologie e cause razionali ed irrazionali degli attacchi di panico, una sindrome diffusa molto più di quello che comunemente si crede.

Il panico è come la prima strada che si percorre da soli, bambini ingenui non conoscendo il pericolo, le strisce, i divieti, i semafori (neanche il loro colore). Il panico è come il tumore, ti arriva, un ospite indesiderato ma noto alla propria coscienza. Soffrire di panico è come avere la Sdp (Sdoppiamento della personalità), si è convinti di essere in noi ma non lo siamo. Ci si blocca davanti al nulla perché il nulla è quello che ci fa male pur avendo tutto, tutto quello che altri non hanno e che noi non vediamo non volendolo vedere. Il panico colpisce circa 19 milioni di uomini di età superiore ai 18 anni in Europa. In Italia ne soffrono circa due milioni di donne tra i 15 e i 18 anni. L’attacco di panico si sviluppa solitamente in età adulta ma può colpire anche in giovane età Più di due milioni in Italia ne “soffrono” rimarchiamolo ancora. Le donne hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di essere colpite dal disturbo. Le persone in linea biologica (padre, madre, fratello o sorella) hanno una elevata probabilità di esserne colpite. L’esatta causa del disturbo di attacco di panico non è chiara. Alcune teorie suggeriscono che la malattia si sviluppa sulla base di interazioni di fattori genetico biologici ambientali e sociali.

A tutti capita e spesso siamo superficiali nella nostra personale diagnosi ma occorrerebbe sapere e rendersi conto che un attacco di panico si riscontra in un periodo di paura o disagio intensi, con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), difestesie diminuzione e alterazione della sensibilità, tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

La maggior parte delle persone che ha un attacco, poi ne ha altri in seguito poiché ha paura di averne ancora, li provoca in se nei suoi pensieri terrorizzanti. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un "disturbo da attacchi di panico" o DAP. Non sottovalutare le paure è sempre importante ma,,.

 

LA PAURA REALE

Mi domandano! Tutti mi domandano euforici e sconnessi comunicando a stento il frullato dei loro pensieri che sciabordano dalle proprie capacità di comprensione di se stessi e degli altri: “Ehi tu, tu che l’hai provata, cos’è la paura?”.Rispondo senza quasi riflettere è così naturale per me parlarne, conviverci sopravvivendo superando il passaggio che una sensazione così imponente può far ricevere al proprio corpo: “È un foglio, un foglio smerigliato come la creazione di una barca in carta realizzata dai bimbi e non. Ma si può prevedere che se il lavoro è stato eseguito bene non sussistano problemi, in caso contrario proseguono i danni surreali di chi crea non sapendo cosa realizzerà”. Una costante eterna, il francobollo dell’avvio verso il disastro di un’esistenza che nessuno chiede di avere, di provare, di vivere”. La paura, la paura reale è vera, non ammette ne indicazioni ne controindicazioni. Una malattia incurabile, non dominabile non come un tumore di consueto prevedibile e spesso curabile ma come un terremoto dove, se ti va bene, la tua casa è salva come la tua vita ma, guardandoti intorno, per quello che resta da vedere, in fondo, in fondo vorresti che tutto, e non quel poco che sbigottito osservi tra le macerie, fosse distrutto compreso te. Si prova, e qualcuno ci riesce e ci si è salvato la pelle a comunicare col cellulare in casi di emergenza e a scrivere persino in Morse che tra semplici puntini e lineette ha davvero rivoluzionato la storia del mondo ma sono certa che ci sia una linea, nell’immenso, che non si può decifrare. Poi esiste la paura ipocrita quella di quelli che hanno paura di tutto ma tutto vogliono ottenere e quando non ci riescono hanno il terrore e il disagio di aver fallito e in fondo non hanno torto hanno davvero perso tutte le speranze di riconoscersi in se stessi e nei propri limiti. Esiste pure e vibra da secoli nell’aria la paura congenita quella che ti infondono anche quando sei solo un feto frutto di sperma e ovuli di uomini e donne incerti, nervosi, condizionati da etichette della vita come quella di dover per forza diventare genitori per trasformarsi in mostri di dominio familiare. C’è anche la paura subdola, un labirinto incredulo se improvviso, quella della morte con tutte le sue derivazioni, età, malattie, manie, abbandoni, fallimenti, shock ingenui falsamente, perché ognuno è consapevole, appena in grado di ragionare di dover un giorno andare via, chissà dove pensano, pur sapendo che si finisce tutti, in base alle scelte, concime per la terra. tra polvere incenerita o legno logorato.

La paura reale? E’ nell’inconscio. E’ quella talmente reale ed improvvisa che non si ha il tempo di raccontarla, come quando ti schiantano su un’autostrada e le macchine corrono quasi su di te e spesso ti sfracellano il cervello e tu non sai e se lo sai non lo potrai dire mai il perché. La paura è indelebile te la porti dentro e lei ti segue ovunque e per sempre anche se fai finta di sorridere, di ridere, di festeggiare mentre tremi nel tuo io e non lo ammetti. No…..la paura non è la resa come quella dei condannati alla pena di morte che hanno anche il tempo dell’ultimo pasto e pensiero. Ma quella che non ti aspetti come un semplicissimo “Bu!” dietro le spalle che fa solo rumore ma colpisce gli inconsapevoli che dicono, senza riflettere, di non sapere chi, dove, come quando e perché gli ha messo Paura, Li denominerei Giornalisti mancati. Eppure avrebbero dovuto aspettarselo! No, no neanche quella è reale perché se non sei stolto prevedi anche questo. La paura reale non esiste, coesiste con noi, in noi e si esplica nelle più svariate maniere ed ognuno, dentro lo sa. La paura degli innocenti, quella dei bambini, che è solo un transfert, un immettere paure proprie, di derivazione logistica e remota, all’ingenuità. La paura vera è quella che si prova quando sopravvivi ad una scossa elettrica, magnetica o di qualsiasi tipo e resti sano ed incolume. La paura è un urlo, il grande urlo interiore che abbiamo insito in noi fin dalla nascita. Il problema è che non è stata raggiunta la possibilità, in questo mondo, di creare ne una disciplina ne una palestra per difendersi contro se stessi.

Il panico è un urlo mancato e chi ne soffre lo sa e lo conosce bene quell’urlo interiore che cheta la parvenza esteriore ma interiormente può uccidere.

Roberta Valeriani

Roma: sabato 12 dicembre 2009

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