Lunedì 03 Maggio 2010 14:12

Lettera al Direttore dal Gruppo "Rete dei Docenti Precari 11 luglio"

Scritto da Administrator

Pubblichiamo una  lettera firmata da un gruppo di quei docenti su cui vorremmo che fosse fondata la scuola, di quei docenti che riconoscono "l'emergenza educazione", "il calo della tensione etica" cui purtroppo molti di noi se pure inconsapelvolmente hanno contribuito. Il Movimento attende l'articolo preannunciato e si augura che si risveglino presto le coscienze e che ognuno faccia la propria parte.

Egregio Direttore,
faccio parte di un gruppo chiamato "Rete dei Docenti  Precari 11
luglio", cui hanno aderito insegnanti di ogni ordine e grado, precari e
non, facenti parte di varie sigle sindacali. Stiamo cercando con grande
zelo, attraverso azioni di protesta e volantinaggio, di farci conoscere
e, soprattutto, di fare corretta informazione sull'attuale riforma
Gelmini che, a fronte dei numerosi tagli in programma, dell'aumento
indiscriminato del numero di studenti per ogni classe, del ritorno al
maestro unico, dell'introduzione della chiamata diretta dei presidi che
va a sostituire la (mai troppo) trasparente assegnazione di cattedre dal
Provveditorato, e di una serie di altri provvedimenti, sta seriamente
smantellando la scuola pubblica. Abbiamo avuto l'appoggio di alcune
riviste on-line e di vari blog, che hanno pubblicato i nostri articoli,
ma stiamo ancora lavorando affinché arrivi a tutti il messaggio che,
proseguendo nella direzione intrapresa, l'attuale governo trasformerà la
scuola statale in carta straccia, a tutto vantaggio della scuola
privata, per chi potrà permettersela.
Attraverso i media viene vituperato il nostro lavoro di educatori: un
lavoro serio, faticoso, continuo, instancabile; si parla di noi come di
assenteisti, fannulloni, persone incapaci di trasmettere valori a
generazioni di ragazzi, quando invece siamo gli unici ad andare
controcorrente, contro il sistema, contro i genitori, contro la cultura
di massa, gli unici a battersi perché gli studenti imparino ad
approfondire criticamente, anziché appiattirsi e omologarsi. La Gelmini
ha parlato vergognosamente della scuola pubblica come di un
"ammortizzatore sociale", uno "stipendificio".
Sempre nell'ottica della corretta informazione, ho scritto per due volte
a "Il Movimento" nella speranza di veder pubblicato un nostro articolo
in merito, un articolo non fazioso, ma che spieghi la situazione(e lo
faccia per voce di docenti, quindi dei diretti interessati, non del
primo sociologo o opinionista che deve riempire uno spazio) ma non ho
avuto risposta, anzi, ho letto con grande indignazione un articolo di
Alberoni che, con stucchevole qualunquismo, plaudeva alla (presunta)
iniziativa della Gelmini di mettere ordine nella scuola.
Spero che le mie parole non vadano sprecate e mi auguro che
un'associazione che, sulla carta, si batte per la formazione e
l'educazione, che parla di "emergenza educativa" e di "calo della
tensione etica" voglia davvero informare i suoi utenti su quello che sta
accadendo e sulle conseguenze dei succitati provvedimenti.
A nome mio e dei miei colleghi attendo risposta.

Grazie
Francesca
"Gruppo "Rete dei Docenti  Precari 11 luglio"

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