Egregio Direttore, condivido l'atteggiamento di critica costruttiva e soprattutto di osservatorio che dopo le elezioni il Movimento ha scelto di adottare...
Sono un insegnante in pensione con 3 figli e 5 nipoti dai 3 ai 21 anni e anche per questo credo di poter rappresentare un testimone della situazione scolastica che è divenuta e sta divenendo sempre più disastrosa, ogni giorno di più.
Rilevo della miopia (o malafede?) nella posizione del Gruppo "Rete di docenti precari 11 luglio", che mi sembra solo una visione di parte forse trascurando il vero obiettivo che ai miei tempi rappresentava la prima mission della scuola ed era l'educazione dei bambini.
Ho fatto gli ultimi 15 anni della mia carriera in un "modulo" (3 insegnanti-2 classi) affiancato da due colleghe efficienti e volenterose ma fin da subito il "modulo" è stato bloccato dal "sistema" nei contenuti e nei metodi.
Infatti, dopo un periodo vissuto positivamente anche con i ragazzi, siamo stati trascinati al ribasso nonostante l'entusiasmo e la buona volontà che al momento ci pervadeva.
Ricordo che negli anni '90 un governo aveva stanziato dei fondi per premiare chi si dava da fare, subito rientrato per l'opera dei Confederati che trovarono giusto invece elargire quelle modeste cifre a pioggia. (la forza delle tessere!).
I risultati di sperimentazioni dissennate sotto la spinta di idee sessantottine ora presentano il conto del disastro scolastico e non solo (ignoranza su tutti i campi, bullismo, vuoto morale, ecc.).
Quando si va tanto in basso o ci si annienta o si risale.
Cosa ci resta da fare? mi sembra che solo una riforma determinata, lucida e coraggiosa possa assicurarci i risultati da tutti attesi.
Finisco questa mia accorata testimonianza con un invito al Ministro Gelmini di confermare con i fatti il suo coraggioso impegno.
Carlo Piccoli








