Caro Direttore, mi rifaccio vivo con piacere per intervenire ancora nel vivace dibattito sul decreto Gelmini...
...Una mia collega di Todi mi ha informato che la Preside dell'Istituto nel corso di una riunione con i più stretti collaboratori, ha letto una mail proveniente dalla segreteria CGIL-scuola con la quale con molta chiarezza detto sindacato:
1.invitava esplicitamente il governo a modificare sostanzialmente la finanziaria in relazione alla scuola
2. criticava l'OCSE perchè giudica bassi i risultati della nostra scuola
3.proclamava vergognosi i tagli alla scuola.
Tutti i presenti hanno approvato con molta soddisfazione l'impegno della CGIL quando la Preside ha pensato bene di leggere anche la data di tale mail: 6 dicembre 2007, in pieno Governo Prodi!
Improvvisamente i sorrisi sono scomparsi dai volti che sono diventati torvi.
Mi chiedo, caro direttore, perchè allora Epifani non proclamò uno sciopero generale, perchè le maestre non si misero il lutto...e con sommo dispiacere mi dò anche le risposte.
In Italia ed in Parlamento si sta svolgendo una battaglia che nulla ha a che vedere con la scuola ed i suoi contenuti educativi.
Immagino che le maestre hanno messo il lutto per dire che la sinistra è morta, o meglio, questa sinistra è morta perchè appare incapace di fare una vera opposizione seria e costruttiva, che sembra preferire la menzogna a priori, rigettare tutte le proposte senza neppure leggere i decreti.
caro Direttore mi appare un ostruzionismo "a prescindere" tenace e deleterio per la crescita morale ed economica del Paese, fatto nella presunzione di essere gli unici depositari della verità e con il risultato di tacciare la maggioranza del Paese di essere dissennata e ottusa.
Una sinistra che giorno dopo giorno vuole lottare per non vedere che stanno nascendo (con molta fatica) politici nuovi, benpensanti che tentano di ristabilire la moralità, l'educazione, i valori sui quali si deve fondare una società che vuole definirsi responsabile.
.
E' pura utopia sperare in una fattiva collaborazione di tutti in nome del benessere di noi cittadini?
Grazie. Carlo Piccoli








