Caro Direttore, sulla istruzione, in special modo in questo ultimo periodo, tutti gli italiani, più o meno, si sentono autorizzati a dire la propria opinione...
...mi sono quindi chiesto se non era il caso che anch'io, da uomo della strada, non possa dire la mia.
Sono sostanzialmente d'accordo con quanto il Governo, e segnatamente il Ministro Gelmini sta facendo, anzi, secondo la mia opinione, la sua opera è fin troppo blanda.
Tralasciando la scuola elementare, sulla quale tornerei una prossima volta, vorrei dare un giudizio su quanto riguarda l'Università.
Inutile dire ancora che l'università non funziona, che i Baroni fanno quello che vogliono (innanzi tutto i loro interessi e quelli dei loro amici e familiari), basti vedere la dinastia dei "Frati" (rettore, moglie, figlio...) che lavorano negli atenei, e che sono sicuramente i maggiori responsabili del dissesto in cui versa l'istruzione universitaria.
Acclarato questo, mi aspetterei una serie di interventi, oltre il taglio previsto in finanziaria, (del resto molto blando), quali ad esempio:
Dare la gestione delle Università a Manager in grado di assicurare una corretta e funzionale attività, anche con riferimento alle risorse disponibili.
Una profonda revisione delle materie che si insegnano nelle università per verificarne la congruità con i corsi di laurea (l'insegnamento di molte materie non fondamentali andrebbe eliminato, professori compresi)
Rivedere il concetto che l'università, pur essendo aperta a tutti, sia aperta, a spese del pubblico, anche a coloro che poco fanno per conseguire il titolo accademico nei tempi e nei modi previsti.
Per questo ultimo riferimento, ad esempio questi provvedimenti:
Tralasciando la scuola elementare, sulla quale tornerei una prossima volta, vorrei dare un giudizio su quanto riguarda l'Università.
Inutile dire ancora che l'università non funziona, che i Baroni fanno quello che vogliono (innanzi tutto i loro interessi e quelli dei loro amici e familiari), basti vedere la dinastia dei "Frati" (rettore, moglie, figlio...) che lavorano negli atenei, e che sono sicuramente i maggiori responsabili del dissesto in cui versa l'istruzione universitaria.
Acclarato questo, mi aspetterei una serie di interventi, oltre il taglio previsto in finanziaria, (del resto molto blando), quali ad esempio:
Dare la gestione delle Università a Manager in grado di assicurare una corretta e funzionale attività, anche con riferimento alle risorse disponibili.
Una profonda revisione delle materie che si insegnano nelle università per verificarne la congruità con i corsi di laurea (l'insegnamento di molte materie non fondamentali andrebbe eliminato, professori compresi)
Rivedere il concetto che l'università, pur essendo aperta a tutti, sia aperta, a spese del pubblico, anche a coloro che poco fanno per conseguire il titolo accademico nei tempi e nei modi previsti.
Per questo ultimo riferimento, ad esempio questi provvedimenti:
- Chi consegue la laurea nei tempi previsti dei quattro o cinque anni, va bene, paga tasse normali.
- Chi la consegue con un anno di ritardo rientra in tale area, e, solanto per l'ultimo anno, paga una tassa maggiorata, possibilemte al 50% del costo che la collettività sostiene per lo studente.
- Chi va fuori corso per il secondo anno consecutivo paga quanto lo Stato spende per la sua istruzione.
- Chi va oltre va fuori e va a perdere tempo in una università privata (se lo accoglie), o, meglio, ripropone le sue braccia per prendere una vanga e imparare a vangare la terra.
Sarebbe bello vedere quanto risparmiamo, e, meglio ancora, quanto miglioriamo il prodotto.
Questo è un provvedimento che prenderlo farà sicuramente starnazzare ancora di più coloro che vanno all'università per passare il tempo e farlo perdere agli altri (tanto c'è chi paga), ma, sicuramente, avrà il consenso della maggior parte degli studenti che all'università ci vanno per porre le basi del loro futuro.
Secondo te è un'idea tanto sballata?
Secondo me la guerra è guerra, e quando si comincia è inutile pensare che ci possa essere una pace senza la eliminazione di uno dei due contendenti.
Ennio
Ennio








