Si leggono in questi giorni, su giornali di diverse tendenze (Libero,
l'Unità, la Stampa,...), notizie e commenti su casi di nepotismo
smodato verificatisi nelle università italiane.
E non ci sono preferenze di latitudine, come ci si aspetterebbe,...
...perchè sono coinvolte le Università di Torino, Palermo, Milano,
Firenze, Roma, Messina e di tante altre città italiane.
Vorrei aprire questa rubrica sulle Università così come già fatto con
la Scuola che tanto successo ha avuto, con l'esposizione di tesi pro e
contro da parte di insegnanti di opposto pensiero che hanno in
quell'occasione difeso appassionatamente le loro posizioni.
Da parte mia e della Redazione, vorrei segnalare vari casi anomali e
forse indifendibili messi in atto dai cosiddetti "baroni" e mi
piacerebbe sentire soprattutto delle opinioni diverse, perchè ritengo
che nelle nostre Università ci siano ottimi professori e ricercatori
che non emigrano e che coscienzionamente ogni giorno fanno il loro
dovere.
Questo mio primo intervento vuole aprire una discussione sulla "forma
mentis" che avrebbero i figli dei rettori e di alcuni professoroni,
per merito della quale si trovano ad occupare i posti chiave di tante
Università italiane.
Ecco la tesi di questi "grandi padri": i nostri figli sono più bravi e
vincono i concorsi perchè possiedono la "forma mentis" tipica di noi
professori e vivono nell'ambiente familiare adatto alla loro
formazione nel quale si respira aria di cultura universitaria!!
Ed è convinzione di chi scrive che questa "forma mentis", forse già
nel DNA, intesa come una maggiore apertura mentale che i figli dei non
professori, meschini, non avrebbero, una sorta di un cranio enorme,
con maggiore ricettività, una mostruosità cefalica fra Einstain e Pico
de Paperis, che li renderebbe più adatti a vincere i concorsi!!
Ma ora viene il bello perchè vi parlerò, in questo come in altri
articoli che seguiranno, di come sono organizzati in pratica questi
concorsi e di quali e quanti procedimenti giudiziari sono
conseguentemente aperti!
Comincierei così per campanilismo citando il professore Giuseppe
Nicòtina, associato di Messina, che ha citato la strepitosa "forma
mentis" del figlio Ludovico grazie alla quale avrebbe vinto - in una
gara solitaria - un concorso per ricercatore; semplicemente, sempre
secondo il parere del prof.Nicòtina, è l'ambiente familiare che
trasuda cultura.
E sempre a Messina,le cronache giudiziarie denunciano l'ennesimo
scandalo al Rettorato dove ad un esame da ricercatore a Giurisprudenza
tutti i candidati sarebbero stati "sconsigliati"a presentarsi:tutti
tranne due,Vittoria Berlingò,figlia del Preside,e Salvatore
Siciliano,figlio del Procuratore aggiunto della città,cioè i due
vincitori predestinati!
Oggi mi fermo quì,parlerò poi dei casi di mogli,prole,amanti e
cugini,delle otto impiegate otto di segreteria di un Rettore,delle
modifiche dei regolamenti e degli statuti escogitate per aggirare le
normative vigenti e con le inevitabili e conseguenti incriminazioni
in atto da parte dell'autorità giudiziaria.....
Darò anche notizie (documentate) sulle genealogie accademiche
coinvolte in vari scandali e degli intrecci familiari incredibili
esistenti negli atenei italiani.
Alla prossima.....
Temistocle Sidoti
Roma, 6 Aprile 2009








