Il Nepotismo è sempre esistito fin dalle prime civiltà. Non ha risparmiato la cultura egiziana, greca e...
...romana. E’ stato un appannaggio dei papi dal xv al xvII secolo, ha coinvolto le dittature specie quelle centro e sudamericane (vedi Haiti).
Sembrava che con lo sviluppo della democrazia si fosse notevolmente ridotto , ma dopo la seconda guerra mondiale ha coinvolto la nostra cultura accademica con un crescendo che in quest' ultimo decennio ha raggiunto l’apice, malgrado la diluizione e quindi il minor potere delle cosiddette baronie universitarie.
Assistiamo ad un fenomeno che tende a creare in questo settore un nuovo feudalesimo anche se di tipo diverso. Un’eredità di scambio.
Il figlio di un cattedratico di solito diventa cattedratico di un’altra cattedra e viceversa.
Non risulta proprio che nella mappatura del genoma sia apparso un gene respomsabile dell’accademismo universitario. E allora? Molto semplice:in ormai parecchi casi sia il padre( e spesso la madre), sia il figlio sono responsabili di una prevaricazione. Un soppruso che oltre a colpire le vittime danneggia la nostra cultura, l’insegnamento, la ricerca , la formazione , la scienza.
E’indispensabile che la casta si democratizzi , si evolva, si responsabilizzi, in una parola preponga agli interessi personali e famigliari la giustizia e il bene commune.
Poichè però questa trasformazione, questa presa di coscienza è molto difficile, come sempre , quando è assente la morale pura deve subentrare quella pratica.
Le autorità preposte debbono vigilare e stroncare gli abusi senza passare all’errore opposto. Cioè non escludere dai vertici accademici tutti I figli ma solo quelli che sono nepoti, in un certo numero di casi infatti I figli sono meritori
Enrico Malizia
Roma, 14 Aprile 2009








