...Siamo giunti alla fine dell'anno scolastico e gli addetti ai lavori della scuola 'scoprono' che gli alunni non ammessi all'esame di maturità sono ben 28.000, il 40% in più rispetto all'anno scorso e quelli bocciati sono 372.000, il 20% in più sempre rispetto al precedente anno.
In coincidenza di questa 'scoperta' viene presentato il rapporto OCSE sulla scuola italiana, un rapporto che fotografa impietosamente l'arretratezza italiana nel campo dell'istruzione.
Infatti, secondo il rapporto, le scuole italiane spendono per ciascun studente molto di più degli altri paesi OCSE, ma i risultati sono scarsi e ci sono 9,6 insegnanti ogni 100 studenti rispetto ai 6,5 insegnanti nell'area OCSE.
Inoltre, i nostri studenti di 15 anni sono indietro di due terzi d'anno scolastico nelle scienze rispetto alla media euopea e di 2 anni rispetto ai migliori (i finlandesi).
Sempre secondo l'OCSE la scarsa motivazione degli insegnanti è una delle cause che determinano gli scarsi risultati di apprendimento degli studenti, seguono le procedure della loro selezione che devono essere più rigorose, gli incentivi finanziari che devono essere basati sui risultati, l'autonomia di gestione dei dirigenti scolastici deve essere maggiore.
Insomma a detta dell'OCSE, in Italia manca una cultura della valutazione non solo nella scuola, ma a tutti i livelli.
Quanto rilevato dal rapporto OCSE appare proprio il "giusto" pagamento di una poco sana politica sindacale volta principalmente alla garanzia del posto di lavoro sia esso precario o no, a prescindere dalla preparazione professionale per non parlare poi di quella umanistica.
Noi del Movimento siamo sempre più convinti che la mediocrità è frutto della non selezione, dell'avanzamento legato solo all'anzianità e che proprio questa mediocrità ha prodotto una considerazione sociale dei docenti sempre più scarsa fino al punto che sono costretti a difendersi dalle famiglie e da studenti arroganti, villani e perfino violenti.
Val la pena di ricordare che l'OCSE è un organismo internazionale che si occupa principalmente della cooperazione e dello sviluppo economico.
Appare chiaro dunque che la ripresa economica del nostro Paese e la formazione dei nostri studenti, specialmente quella umanistica, deve passare inevitabilmente attraverso la meritocrazia e la valutazione fatta da terze parti e tutti, ma proprio tutti, dobbiamo rendercene conto se vogliamo una scuola davvero seria.
Roma, 21 giugno 2009, Temistocle Sidoti








