Lunedì 03 Maggio 2010 14:41

Istruzione: un saggio di polemica ‘dolce e gentile’. di Giorgio Prinzi

Scritto da Administrator
Caro Direttore, le invio quello che per me è  un saggio di polemica ‘dolce e gentile’ sull’argomento scuola in merito a quanto affermato sul tema 'scuola' nei giorni scorsi da Francesca Passalacqua...

 

…La signora forse è stata spinta da un emotivo coinvolgimento nell’affermare tra l’altro, che ‘un Movimento d'opinione che abbia la pretesa di essere un osservatorio sui mali del Paese dovrebbe essere un po' più serio e circostanziato nei suoi giudizi, evitando di esprimere commenti da "Bar dello Sport", a meno che non si accontenti del plauso dei suoi, ma allora è tutta un'altra storia!’

Sinceramente non ho capito la causa di questa replica risentita partita, almeno così mi è apparso a prima vista, dalla contestazione di dati rilevati più o meno in corso d’opera, ed ho letto e riletto l’articolo scritto da lei, caro direttore e mi è sembrato che sulla scia di un sommario riassunto di un documento OCSE, un organizzazione europea, si parlasse molto pacatamente della scuola, come migliorarla e soprattutto da dove iniziare.

Nel merito di questa parte la nostra gentile Lettrice quasi non interviene, mentre si sente toccata sulle responsabilità degli insegnanti che, come è precisato nella replica, sono solo e soltanto una componente di una società che paga ancora le conseguenze del Sessantotto. La Scuola, infatti, è solo una tessera del complesso mosaico della nostra attuale e moderna società.

Tuttavia, mi sembra lapalissiano, in particolare per la Scuola, che il maggiore sforzo debba essere fatto dai dirigenti e dai docenti; sono loro che formano, non si può pensare che il miglioramento possa passare dai discenti che devono venire formati.

Sarei ben lieto che la Passalacqua, (immagino sia una docente o un’addetta ai lavori) non si limitasse ad una replica che mi è apparsa alquanto piccata, ma che spiegasse a tutti noi e ai nostri lettori cosa a suo avviso è necessario fare per migliorare la Scuola e per contrastare un fenomeno che è anche di natura sociale. Il regresso è generalizzato ed è in tutti i campi, che soluzioni potrebbe proporre oggi?

Mi piacerebbe anche conoscere cosa voleva intendere in concreto con la sua replica. Forse che il corpo docente è tutto nel suo complesso e senza eccezione alcuna il migliore possibile? Che ad esso non sono imputabili responsabilità di nessun genere?

Mi sorge un dubbio: che la Passalacqua intendesse affermare che la Scuola italiana attuale è la migliore possibile e che quindi viene da sé bollare come discorsi da bar quelli di coloro che si chiedono, magari da esterni ed incompetenti - quali noi siamo - se in essa non ci sia qualcosa che non dico non funzioni, ma che potrebbe funzionare meglio?

E sarei curioso infine di conoscere se la Signora Francesca ha letto anche altre cose pubblicate sul nostro sito e nel caso se ritiene tutto mere chiacchiere da bar dello sport.

Con rinnovata stima e simpatia, Giorgio Prinzi

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