Tra i numerosi articoli sulla stampa di oggi proponiamo, a nostro giudizio tra i più significativi, quelli pubblicati da "Il Messaggero", da il "Corriere della Sera" e da "la Repubblica".
da “Il Messaggero”
Università, più soldi agli atenei migliori
Ma molti rettori protestano per i tagli
di Giulia Alessandri
ROMA (25 luglio) - Più soldi ai meritevoli. Finora era stato uno slogan, adesso ci siamo: il motto del ministro Gelmini da ieri si è tramutato in realtà. Il Cdm ha varato un pacchetto di provvedimenti per l’università che prevede, per la prima volta, l’assegnazione di premi (il 7% del fondo di finanziamento ordinario degli atenei, circa 525milioni) alle università migliori, con penalizzazioni per quelli peggiori. Il governo ha detto sì anche alla nuova agenzia di valutazione (Anvur) che dovrà stilare le pagelle di atenei ed enti di ricerca, anche e soprattutto per aiutare il ministero ad allocare le risorse in base a criteri di merito. È stata approvata, poi, un’ulteriore sforbiciata ai corsi universitari inutili, quelli frequentati da pochissimi studenti, e sono stati varati i nuovi criteri di valutazione per i concorsi da ricercatore e lo sblocco dei concorsi del 2008 rimasti al palo in attesa delle nuove regole.
Fondi ai meritevoli: qualità della didattica e della ricerca, capacità di attrarre fondi dall’estero. Sono stati tra i criteri che il ministero ha scelto per premiare le università migliori. Per poter distribuire i soldi il ministero ha stilato una classifica in due parti: i primi 27 posti sono assegnati agli atenei più virtuosi che prendono, quindi, più fondi, gli altri 27 sono occupati dai meno bravi che subiranno una decurtazione. L’erogazione dei fondi premiali è sospesa per gli atenei di Trieste, Firenze e Siena, in attesa del risanamento dei dei bilanci.
Secondo la classifica del ministero la migliore università è quella di Trento, piccola ma funzionale. Seguono i politecnici di Torino e Milano. Roma arriva al settimo posto con l’università dello sport del Foro Italico, Tor Vergata è diciassettesima. Bocciate Sapienza e Roma Tre che subiranno, dunque, dei tagli. Questa la traduzione in soldi: Trento ottiene 6 milioni in più, il politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia, penultima in classifica, viene tolto 1 milione di euro, a Macerata, ultima, vanno 1,13 milioni in meno.
«Finalmente viene premiato il lavoro di anni- gioisce il rettore di Trento, Davide Bassi - anche in altre classifiche andiamo bene, ma finché le fanno i giornali sono complimenti quando le fa il ministero arrivano le risorse. Con i soldi che ci arriveranno riusciremo ad attenuare in parte l’effetto dei tagli». Il perché del primato di Trento? «Abbiamo ottenuto - spiega il rettore - molti finanziamenti a livello europeo, in molte lauree magistrali abbiamo corsi completamente in inglese».
La graduatoria del ministero, comunque, è stata accolta anche da un coro di polemiche, soprattutto tra gli atenei che subiranno tagli. «Mi repelle concettualmente pensare che, come si evince dai risultati proposti, l’Italia sia popolata a Nord di Roma da intelligenze baciate da Dio e a Sud della capitale da poveri accattoni della cultura e della ricerca, approssimativi e male in arnese», commenta amareggiato il rettore di Palermo Roberto Lagalla che chiede parametri più “oggettivi”.
Il rettore di Roma Tre Guido Fabiani, parla di «meccanismo di valutazione non adeguato». E a Firenze il rettore Marinelli confuta la sospensione dei fondi dicendo che è basata su dati “errati” circa il le spese eccessive per il personale, ma il ministero ribatte «Firenze ha migliorato la situazione ma è ancora sotto monitoraggio». Gelmini, comunque, va avanti e promette «l’obiettivo è arrivare a distribuire il 25-30% dei fondi in base al merito». L’agenzia di valutazione: il Cdm ha detto sì anche alla nuova agenzia di valutazione che dovrà dare le pagelle ad atenei e enti di ricerca per aiutare il ministero ad allocare le risorse. L’Anvur avrà nel mirino sia i corsi universitari che i dottorati, i master (è la prima volta) e le scuole di specializzazione. Corsi inutili e concorsi: il ministro chiede un altro taglio ai corsi inutili, quelli con pochi studenti.
Per i concorsi da ricercatore sono stati decisi nuovi criteri di valutazione: in particolare ogni titolo scientifico sarà valutato separatamente e si utilizzeranno criteri internazionali. Sbloccati, infine i concorsi (1800) del 2008: il ministero ha deciso i criteri definitivi per la composizione delle commissioni che si basano, essenzialmente sui sorteggi dei commissari da una lista nazionale.
da il “Corriere della Sera”
ricerca, progetti, processi formativi tra i criteri di valutazione
Università, più fondi alle migliori
Tagli per 27 atenei «sotto gli standard»
Per la prima volta in Italia applicato un criterio di qualità nella distribuzione dei fondi. I primi tre atenei in classifica: Trento e i Politecnici di Milano e Torino
MILANO - L’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono i tre migliori atenei italiani. Quelli che, secondo il ministero, hanno i maggiori standard qualitativi. E per questo verranno premiati. Anzi, il premio è già stato assegnato dal ministro Mariastella Gelmini. Per la prima volta in Italia, infatti, il ministero ha distribuito una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. In particolare i due terzi di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. E la classifica, che ha fatto da base a questa divisione dei fondi, certamente farà discutere (leggi la graduatoria del ministero). Perchè se c'è chi ottiene più fondi, ci sono anche atenei che, di conseguenza ne riceveranno di meno. E nella prima graduatoria sono ben 27 le università che avranno un «taglio» di fondi perché secondo la valutazione «non hanno gli standard qualitativi previsti».
Università di Trento, facoltà di Ingegneria
ECCELLENZE - Il provvedimento, firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, avvia quindi un nuovo sistema di valutazione delle Università italiane. L'intenzione del ministero e del governo è di premiare gli atenei più «virtuosi». Quali eccellenze sono state rilevate nelle università premiate? Trento, per esempio, secondo il provvedimento ministeriale, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino, invece, hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca.
PROMOSSI E BOCCIATI - Diversi gli atenei del Centro-Sud promossi: Roma “Tor Vergata”, l’Università di Chieti e Pescara, l’Università della Calabria, l’Università Politecnica delle Marche, l’Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l’Università del Sannio di Benevento. Ma è anche vero che tra i 27 bocciati che avranno meno fondi ci sono soltanto tre atenei del Nord (Brescia, Parma e Iuav Venezia): le altre 24 università con giudizio negativo sono tutte al Centro o al Sud. E ci sono anche atenei di rilievo, come per esempio La Sapienza di Roma. Ma quanto vale la «promozione» in termini di finanziamenti? In particolare Trento ottiene 6 milioni in più, il Politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia, penultima in classifica, invece viene tolto 1 milione di euro, mentre Macerata, ultima, avrà un «taglio» di 1 milione 130mila euro. Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero. L’erogazione dei finanziamenti del 7% alle Università di Trieste, Firenze e Siena è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso.
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Così sui forum internet si commenta la riforma approvata ieri dal Cdm
Il Sud insorge: "Aria fritta". Ma c'è chi apprezza: "Bene distribuire meglio le risorse"
Soldi agli atenei più virtuosi
Sul web qualche sì e molte critiche
ROMA - Qualche apprezzamento e molte critiche. Ecco come il popolo del web ha commentato i provvedimenti sulle università emanati ieri dal ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini. Il Sud insorge mentre sono molti a pensare che si tratti della "solita aria fritta". Il provvedimento più discusso è senz'altro quello sulla ripartizione del cosiddetto Fondo premiale, il 7 per cento (pari a circa 525 milioni di euro) dell'intero Fondo di finanziamento ordinario per il 2009. Critiche al metodo. Sono parecchi coloro che, anche apprezzando la mossa, non si raccapezzano. "Il ministero usa il termine 'virtuoso' in maniera fuorviante e strumentale. Si tratta, difatti, di una classifica puramente economica: vengono premiate le università che hanno speso di meno", scrive paulatz. Riferendosi al numero di studenti che si iscrivono al secondo anno dopo avere superato almeno i due terzi degli esami "salgono in classifica le università dove è più facile superare gli esami", osserva emmeerre. Dello stesso tenore il commenti di lenottera. Ma quello che stronca il metodo Gelmini è di bastardo58: "La classifica contiene un gran bel numero di sorprese anche per ..... addetti ai lavori. Questa classifica fà a pugni con le classifiche stilate a livello internazionale. Come spiega il CIVR che Trento è prima nella sua classifica ma non compare tra le 100 migliori università europee? Come fa ad andare davanti ad altre 8-9 università? Come mai la classifica CIVR premia atenei medio piccoli ? Se i risultati del CIVR sono questi, forse è meglio eliminarlo e prendere A GRATIS queste classifiche fatte da team sicuramente indipendenti di gente che studia tutto l'anno il problema". "Ahahah, se i laureati di atenei della Puglia, Campania, Sicilia (regione dalla disoccupazione cronica) non riescono a trovare lavoro entro tre anni questo significa che le università non sono didatticamente adeguate?", si chiede iliosis. kiokona parla, in modo ironico, di "criteri geniali!". "Corro ad iscrivermi all'università dell'Insubria, finalmente riconosciuta per il suo valore! Evviva le università bonsai, senza ricerca e con 4 iscritti! loro sì che sono virtuose. Chiudiamo invece Trieste, La Sapienza, Firenze, Pisa, Bologna, Napoli, con la loro assurda pretesa di istruire centinaia di migliaia di studenti e fare anche ricerca di base". E alba10 si chiede: "come abbiano fatto atenei in dichiarata bancarotta a risultare virtuosi... mah... e poi virtuosi che vuol dire?". "Sarei curioso di conoscere i criteri adottati. "Mi sembra strano che il livello scientifico della Federico II o dell'Orientale di Napoli sia inferiore a quello dell'università dell'Insubria o della Tuscia", commenta stsacco. E anche i prof si ribellano. "Che cosa deve fare un professore universitario che si sforza da anni per mantenere buona la qualità della propria ricerca e didattica e che legge invece che il proprio Ateneo (La Sapienza di Roma) è tra quelli non virtuosi e che quindi si dovrà accontentare di minori risorse (ancora!). Forse è arrivato il momento di mandare tutti quanti a quel paese?". Il Sud che si ribella. "La logica di questo provvedimento - scrive stefanomc - è che come al solito è il sud a prenderlo in quel posto: Italia paese sempre più viscido e schifoso". Per terra11 il "Sud ancora e sempre stuprato... sarebbe meglio portare la meritocrazia in parlamento!". Mentre riclaur osserva che "del 50 per cento dei più virtuosi il 90 per cento è al nord. E' chiaro che c'è un fattore ambientale che viene alimentato dal premio. In queste condizioni dando più fondi al nord si aumentano ulteriormente gli squilibri strutturali". Anche "la percentuale di occupati dipende anche dalla situazione socio-economica dell'area in cui si trova l'ateneo: le università del Sud sono dunque penalizzate", scrive luciam2. "E' vero!!, il federalismo fiscale sta funzionando, togliendo sempre più soldi al sud, spostandoli a nord. Questo provvedimento ne è la prova eloquente. Brava Gelmini!!! Continua così!!", dice bicienzo5. Di parere analogo alphabetagamma: "Il criterio comunque è tale da consentire il "federalismo": quasi tutti i fondi al nord, le riduzioni al sud". Gli studenti poveri tartassati. "I soldi che verranno meno agli atenei - commenta andrea021 - da parte dello stato saranno prelevati agli studenti aumentando le tasse. Questa sarebbe una bella novità". Anche simoneutzeri la pensa alla stessa maniera. "La verità - per lana05 - è che questo governo usa i media televisivi per pilotare il consenso: è normale che si cerchi di fare una scuola d'elite solo per ricchi e dare al resto del popolo gabibbi e veline". "Non mi sembra una gran bella notizia: si penalizzano solo un certo tipo di studenti. Cosa dovrebbe fare un genitore di un ragazzo napoletano? Mandarlo a studiare dove dice la Gelmini, perché lì la didattica è migliore? E i soldi chi li trova?", si chiede kikko311060. "Governo pessimo!", è il commento di netrace. "Mi sembra davvero una pessima idea. E' come se a scuola un giovane andasse male e, invece di dare un brutto voto, gli vengono tolti i libri. Come può una università bocciata promuoversi, rilanciarsi se gli viene tolta l'aria per respirare?". Secondo augurisilvio "Questo sistema è devastante: il risultato alla lunga sarà che l'istruzione diventerà per pochi e soprattutto l'obiettivo è la privatizzazione". I favorevoli. I provvedimenti della Gelmini raccolgono anche consensi. "Sono ferocemente antiberlusconiano, ma mi sembra che questa iniziativa sia solo da lodare! Cosa c'entrano le scuole per ricchi? sono tutte università pubbliche, qualcuna buona, qualcuna pessima", scrive razionale. Per effepi01 "condivisibili gli obiettivi, discutibili diversi criteri di valutazione. Benissimo per quanto riguarda la soppressione di corsi inutili". "Credo che il grosso problema dell'istruzione non è su quanto viene destinato ma come. I soldi per l'istruzione sono molti, ma distribuiti in maniera pessima. Se c'è una azione in questo senso la vedo positivamente, scrive ermes1740. Preoccupato tiziano766: "Tutto quello che leggo nell'articolo mi piace, e pure tanto. mi devo preoccupare?". Mentre vinmal74 invita la Gelmini ad andare avanti: "Era ora! Speriamo sia solo l'inizio di un nuovo circolo virtuoso". "La Gelmini sta facendo un ottimo lavoro, sotto sotto sono contenti anche molti esponenti del Pd solo che hanno paura del sindacato e stanno zitti", scrive paolone. Pur sempre Tagli. "CORTESEMENTE, NON SI PARLI DI MILIONI DI EURO IN PIU'! Si tratta di criteri di distribuzione di una quota di FFO salassato dalla legge 133/08. Al sistema universitario pubblico italiano viene tagliato, da qui al 2013, il 67% del suo budget reale, cioè, assegni fissi a parte, di ciò che spende per ricerca, didattica, edilizia, internazionalizzazione", commenta infastidito il cugino. "SONO SOLO TAGLI! - incalza biancarandi -, si danno poche briciole in più a qualcuno e si taglia qualcosa ad altri per distrarre l'attenzione. La verità è che questo governo ha tagliato i fondi ad una università che è la più povera tra quelle dei paesi industrializzati". D'accordo anche valenti02. "Si tratta di fumo negli occhi. Il problema è che il governo ha deciso per il 2010 e gli anni seguenti tagli indiscriminati che porteranno al collasso l'Università ed il sistema di ricerca italiani. Già ora siamo al 29esimo posto (su 30) fra i paesi OCSE per percentuale sul PIL di investimenti in università e ricerca e dopo questi tagli, nel 2010, saremo al punto che la maggioranza delle università italiane non avrà i fondi per pagare gli stipendi ai docenti ed al personale". I raccomandati restano. Per stalinne la vera rivoluzione è un'altra. "Più che tagliare i fondi dovrebbero fare in modo che coloro che causano scarsa qualità per proprio demerito non facciano più parte dell'università, altrimenti ci rimettono solo gli studenti", scrive. Secondo luca57 "la selezione deve essere fatta prima, alle università devono accedere i migliori, non devono essere delle aree di parcheggio così facendo le facoltà buone vivrebbero ed i carrozzoni si estinguerebbero naturalmente, sia a nord che a sud". "Le Università hanno bisogno di soldi? Bene, allora possono licenziare i raccomandati di turno e far tornare in Italia i cervelli fuggiti all'estero", è la proposta di achille125. Ma non ci si illuda: "Caro achille125, ma non ti rendi conto che chi dovrebbe licenziare è raccomandato anche lui? All'estero i cervelli li pagano, però devono conseguire i risultati prefissati, se no calci... beh già lo sai dove", risponde scoiattolo04. (25 luglio 2009)
Roma: domenica 26 luglio 2009








