di Temistocle Sidoti
Una sintesi sulle principali innovazioni introdotte dal ministro Gelmini
Due tabù sono emersi con la pubblicazione delle nuove linee guida sull'Università; il primo è rappresentato dai feudi dei rettori che ora, controllati, non hanno più libertà di sprecare il danaro pubblico; il secondo dalle dinastie dei professori, da ora in avanti giudicati in base al merito e non all'anzianità.
Ed è stata così minata la discrezionalità assoluta di queste due caste.
Gli Atenei dovrebbero essere quindi più "agili", meno dispendiosi, con chiari ed espliciti progetti di riforma per cambiare veramente.
Ritengo opportuno, per tentare di arginare gli attacchi da parte delle due caste, riepilogare in breve le principali linee guida della riforma Gelmini:
- Possibilità per gli Atenei di aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni delle facoltà e relativi costi
- I bilanci delle Università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza
- Riduzione dei settori dagli attuali 370 a circa la metà
- Limite massimo di 8 anni al mandato dei rettori
- Adozione di un codice etico, soprattutto per evitare conflitti di interesse legati a parentele o assunzioni clientelari
- I professori dovranno svolgere 1500 ore annue di cui almeno 150 per docenza
- Scatti stipendiali solo per i professori più meritevoli
Ritengo altresì opportuno citare alcune considerazioni di approfondimento:
- Gli scatti di stipendio saranno solo sulla base del merito
- Non più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili o corsi di laurea che producono per giunta disoccupati
- Spazio al merito con l'introduzione di un meccanismo che dia la gratuità del servizio a chi non ha i soldi (e faccia pagare qualcosa a chi li ha)
- Intervenire costruttivamente sulla ricerca, che non può continuare ad essere uno status:non più ricercatori a vita
- Stoppare il diluvio di assunzioni, mascherate da concorsi e limitare il fenomeno di "parentopoli" con l'invenzione di incarichi per figli, mogli, amanti, parenti, amici,...
- Scopo della Finanziaria: evitare sprechi e soldi buttati per sostenere un sistema inefficiente, solo così è possibile che l'Università torni a vivere.
In definitiva, il principale obiettivo da perseguire appare il recupero della classe docente non quella dei "baroni" (il ricambio scatta dopo 8 anni). Da recuperare sono quindi i professori, criticabili perché si sono adeguati a questi autentici misfatti commessi da politici irresponsabili e da sindacalisti avidi di potere. Le acquiescenze e le complicità sono state gravi e l'offerta di una falsa autonomia era un invito esplicito al degrado. Ma dobbiamo avere fiducia nel recupero motivazionale dei nostri professori e il nostro Paese si svilupperà su una scuola che funziona davvero. Temistocle Sidoti Roma: 21 agosto 2009








