di Temistocle Sidoti
Dopo decenni il primo passo avanti per cambiare un sistema considerato intoccabile ed individuata la strada per cominciare a risolvere i principali problemi delle università.
Il Movimento d’opinione ha sempre dichiarato su questo sito che il sistema istruzione italiano da anni in fondo a tutte le classifiche internazionali, andava cambiato radicalmente.
Sembra subito chiaro che la riforma dovrà passare attraverso l’”autonomia” e la “responsabilità”e soprattutto attraverso la meritocrazia e la trasparenza.
Inoltre è senza dubbio strategico evitare incompatibilità e conflitti di potere attraverso l’adozione di un codice etico, commissariare i baroni che vanno con i conti in “rosso” e limitare la durata del rettorato entro gli otto anni.
Gli ostacoli maggiori da abbattere appaiono infatti, i baronati, le dinastie universitarie, che vedono le cattedre passare di padre in figlio, i finanziamenti assegnati a pioggia, la riduzione drastica degli sprechi.
Mentre la vera rivoluzione sembra proprio essere rappresentata dal diverso peso degli studenti negli organi di governo degli atenei, che avranno la responsabilità di valutare il lavoro dei professori e anche la loro effettiva presenza in aula.
Queste iniziative non hanno la pretesa di essere risolutive ma di certo possono essere il primo passo e per questo facciamo tanti auguri a tutti agli studenti e ai professori ma soprattutto al popolo italiano il cui destino dipende dalla nostra scuola e dalla nostra università.
Per riassumere ecco le principale novità del decreto Gelmini per la riforma dell’Università:
1. gli Atenei non saranno più terra di nessuno, i bilanci saranno trasparenti, debiti e crediti saranno dichiarati con trasparenza, premiati gli atenei con i conti a posto e commissariati gli atenei in rosso
2. i settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà
3. i rettori avranno il mandato di non oltre otto anni
4. governance: distinzione netta di funzioni per senato accademico e CDA
5. i professori dovranno lavorare 1500 ore annue di cui almeno 350 per docenza, gli scatti di stipendio solo per merito ai migliori
6. per i giovani ricercatori contratto a tempo determinato di sei anni, si può entrare in ruolo a 30 anni.
Temistocle Sidoti
Roma:lunedì 2 novembre 2009








