di Temistocle Sidoti
Il difficile compito di riportare la Scuola di ogni ordine e grado e l'Università a plasmare menti preparate con elevato livello di conoscenze e di cultura. Si pagano oggi anni di intenzionale disgregazione movimentista.
Da normali cittadini "pensanti" e volendoci rendere in qualche modo utili, ci rendiamo chiaramente conto che l'istruzione in Italia è in grande sofferenza, dopo gli anni di degrado a cui siamo stati costretti da una dissennata politica sindacale.
Siamo oggigiorno costretti a subire realtà inimmaginabili: infatti,è opportuno sapere che la prima selezione agli scritti dei concorsi per diplomati o addirittura per laureati si fa sugli errori di ortografia e di sintassi.
Non è un mistero che la scuola italiana sforni ogni anno studenti ai quali mancano le cognizioni di base non solo per essere competitivi a livello internazionale, ma anche per svolgere senza arrossire di vergogna qualunque professione in Italia.
All'università, arrivano studenti semianalfabeti, con nozioni carenti in italiano e matematica e bisognosi di corsi accelerati sulle materie base per proseguire gli studi.
Bisognerebbe andare a ritroso nelle materie d'insegnamento ed esaminare la situazione nelle elementari e cominciare a ricostruire da lì.
Se fossimo nei panni dei genitori dei ragazzi che frequentano le elementari, dovremmo organizzare dei sit-in giornalieri davanti al Ministero dell'Istruzione innalzando cartelli quali: "Gelmini, salva la prossima generazione".
Ma come e cosa fare per recuperare il tempo perduto?
Diverse iniziative sono state prese quest'anno dal Ministero, che ha cominciato ad applicare l'ideologia ormai dimenticata del merito e della selezione, inserendo e confermando una chiara inversione di rotta: a 30 atenei italiani sono stati assegnati più soldi rispetto all'anno scorso e ad altri 30 ne sono stati assegnati di meno.
Inoltre, è stato istituito un "Fondo Nazionale per il merito", che premia gli studenti migliori con un assegno fino a 3000 euro.
Così, si comincia a ragionare nel verso giusto e non si attua in ogni caso il principio egualitario di contributi a pioggia, per tutti e indiscriminatamente.
Si debbono recuperare ritardi cumulatisi negli anni di tale entità che solo riformando assieme la scuola e l'università sarà possibile raccogliere qualche risultato concreto.
In attesa che si riduca il numero degli insegnanti anche per avere la possibilità di studiare aumenti di retribuzione, la Gelmini dovrebbe impegnarsi perché nessun alunno delle scuole di ogni grado possa uscirne senza aver imparato almeno a parlare ed a scrivere, tornando cioè agli obiettivi delle classi per adulti del dopoguerra.
Temistocle Sidoti
Roma: mercoledì 23 dicembre 2009








