di Temistocle Sidoti
Gli interventi del Governo trovano oggi un clima meno barricadero e possono venire formulati e introdotti in una situazione generale di conflittualità non più selvaggia.
Nel nostro sito ragiono spesso anch'io sulla realtà della scuola italiana e dell'istruzione ai vari livelli,dalla scuola media all'università ed assieme ai nostri soci che operano nel settore abbiamo spesso dibattuto e anche vivacemente.
Dopo una iniziale feroce contrapposizione, che si opponeva "a prescindere" all'intenzione di intervenire dell'attuale governo ma che comunque andava avanti per la sua strada non tenendo conto dell'opposizione unicamente ideologica di sindacati e vecchi insegnanti sessantottini.
Ora infine le numerose riforme stanno passando in forma indolore, senza scioperi selvaggi e contrapposizioni evidenti.
E l'assenza di opposizione significa scarsità di argomenti contrari.
È quindi passato il concetto che questa riforma migliora le condizioni della nostra scuola.
Ammettiamo che solo un governo come l'attuale, del fare e non del dire, con un'ampia maggioranza in parlamento ed un largo consenso nel paese, poteva permettersi questa radicale riforma della nostra scuola.
È chiaro che si tratta di una svolta storica e di una riforma "epocale", non ritengo ci siano stati tentativi migliori di intervenire proficuamente nella scuola.
Tentativi che non sono mancati ma tutti finiti con ripetuti fallimenti, con quei governi che duravano poco, combattuti e battuti da compromessi con la sinistra e i sindacati.
Ma la chiara inversione di tendenza è rappresentata dalla riforma scolastica del governo Berlusconi, pur in un momento di crisi generale.
È arrivato il momento di dirci una verità, che difficilmente accetteranno molti degli insegnanti del mio entourage.
La scuola vive un inarrestabile declino che non può essere fermato dalle leggi perché è sbagliata la mentalità, gli uomini attuali della scuola non possono essere cambiati perché si dovrebbero cambiare i due terzi degli insegnanti: si dovrebbe cioè avviare una rivoluzione culturale nel Paese Italia.
Rendiamoci conto che la realtà della scuola sopravvive ai margini della cultura di cui è un "malfamato, popoloso e rumoroso satellite, pervaso da piagnistei e rancori, ritardi e latitanze, ideologie e ignoranze militanti."
Da lungo tempo la scuola non seleziona le classi dirigenti del futuro e arriva in ritardo su tutte le iniziative, è fuori del tempo!
Il suo declino è inarrestabile, né possono venire in aiuto gli immigrati (come qualcuno afferma), che pongono più problemi che soluzioni.
Però, dobbiamo avere fiducia nelle risorse degli italiani, l'abbiamo dimostrato tante volte nel passato.
Le riforme si debbono fare e si faranno e non abbandoniamo la nave ora che c'è il rischio che affondi.
Temistocle Sidoti
Roma: venerdì 12 febbraio 2010








