Lunedì 03 Maggio 2010 15:26

Parole in libertà in un caldo giorno di mezza estate

Scritto da Administrator

di Maurizio Navarra

Quando ad alcuni il caldo da alla testa, ma in Italia o è sempre caldo o non è solo colpa del caldo.

Cosa fare la vigilia di ferragosto? Realmente un problema serio, da affrontare con ogni cura e tantissima concentrazione da ogni persona dabbene che desideri rimanere in pace con se stessa, con il resto dell’umanità e con il Padreterno. Allora, vediamo se siamo in regola con tutto. Prenotazione per pranzo ferragostano, fatta. Ultime spesette dove si pratica liquidazione in località adeguatamente refrigerate, fatte. Auguri amici? No. Qualcuno potrebbe perfino incavolarsi se costretto a casa da impegni. Caldo, fa un caldo vero, di stagione ed a quello non c’è assolutamente rimedio, a meno di non aver fatto installare in casa un esercito di condizionatori. Pazienza. Ci si arrangia lo stesso con frequenti abluzioni e magari con un buon ventilatore! Tutto a posto? Proprio tutto a posto? Siamo sicuri? Bene. Allora è arrivato il momento del “cazzeggio libero”. Cosa vuol dire? Ho usato una malaparola? Secondo il mio PC (molto più serio di me) si; provare per credere: il PC corregge automaticamente il termine lessicale “cazzeggio” in un assolutamente inadeguato “pazzeggio” che non ha nessun significato.

Veniamo al punto. Per me il significato del termine “cazzeggio libero” è molto chiaro al punto che questa è stata, forse, da sempre l’occupazione da me preferita. Una predisposizione, quasi una malattia cronica che si è impossessata di me adattandosi alla mia cervice ed al mio modo di pensare; una malattia trasmessami da un umorista geniale, Jerome K. Jerome, attraverso i suoi “Pensieri oziosi di un ozioso”. Ed allora avanti! Via al libero andare, al libero pensare, al libero camminare, al libero esprimersi senza nessuna meta, obiettivo e costrizione alcuna. Mi raccomando soltanto di usare poca, pochissima serietà.

Ebbene, finalmente qualcuno ha rimesso le cose a posto ed ha decretato che l’insegnamento della religione non è sufficientemente serio (è così?) e quindi chi la insegna non può presenziare e partecipare agli scrutini. Chiedo scusa. Non si tratta dell’insegnamento di tutte le religioni, ma specificamente della religione cattolica. E così il TAR, questo straordinario tribunale delle meraviglie, ha decretato, su istanza di associazioni laichebenpensanti e magari ebraicheprotestantislamiche che siccome a scuola ci vanno anche studenti che non seguono l’insegnamento della religione cattolica, allora questo insegnamento non vale. E chi se ne frega se in Italia questo insegnamento si pratica da molti secoli. Roba del passato, da gettare via. Magari un insegnante cattolico che insegna religione cattolica, avrà pensato qualcuno, se si scrutina uno studente dichiaratamente non cattolico, lo potrebbe danneggiare dipingendolo agli increduli colleghi come un somaro a tutti gli effetti e, forse, indisciplinato. Il Ministro ricorrerà in appello. Qualcuno può dire, in questa nostra ferragostana Repubblica ai magistrati, di qualsiasi ordine e grado, che non sono pagati per legiferare ma, piuttosto, per applicare le leggi che ci sono? Non hanno studiato che nella nostra Repubblica italiana chi legifera è il Parlamento?

Di palo in frasca. Abbiamo un Presidente del Consiglio che si chiama Berlusconi. Una persona notoriamente in vista, della quale sono appetiti dalla cronaca anche i sospiri. Ora, la personalità … diciamo “frizzante” del Nostro è fonte pressoché incontenibile di argomenti di cronaca normale e di cronaca politica: è un fatto cui ci dobbiamo rassegnare, anche se ciò satura abbondantemente la nostra capacità di pazientare. Ebbene il Nostro, molti altri suoi predecessori lo hanno fatto (e meno male, ma in forma meno eclatante), ha una predilezione per il gentil sesso, ovviamente quello disponibile e meglio presentato ed offerto. Posto che qualsiasi italiano (non proprio tutti, ma parecchi si!) fanno o cercano di fare altrettanto (magari c’è anche chi ha altre predilezioni, non importa) è altrettanto un fatto. Ebbene. Farsi pizzicare in questi atteggiamenti che dovrebbero restare riservati, addirittura farsi registrare e fotografare come capita ad un qualsiasi pisquano che è sorpreso sul fatto da un occhiuto investigatore istigato da una moglie gelosa … è veramente troppo!!! Il “qualsiasi pisquano” praticamente non ha difese al di fuori della sua prudenza e della sua capacità di dissimulare. Poveretto! Ma il Nostro! Non dovrebbe essere difeso e protetto da un sistema di sicurezza implacabile? Non dovrebbe avere su di se lo scudo delle Forze dell’Ordine e, magari, anche dell’Intelligence della quale è diretto capo? Dove stava tutta questa gente (ben) pagata quando alcune “signorine” sono entrate nella residenza del Nostro portando con se tanta di quella roba per registrare che manco una troupe del TG? Dove stava tutta questa gente, e questa forse è la cosa peggiore, mentre il Nostro entrava in contatto, e che tipo di contatto, con persone che potremmo definire eufemisticamente “a rischio”?

Cazzeggio libero, e sempre di più! Tutti si affannano a dare consigli sulla crisi economica che affligge oramai da tempo il nostro mondo globale. Magari si prodigano in pesanti e ponderose considerazioni: un bell’esercizio L’effetto di tutto questo chiacchiericcio ha un effetto realmente strano sulla mia persona che … diciamo tende ad essere più che globalmente … alla romana … “rotta”. Globi o balle è tutt’uno, a livello concettuale, a livello di rottura intendo. Vogliamo, una volta per tutte, cominciare a dire che l’economia, avendo per anni cavalcato le ali dell’impossibile con il mercato dei derivati, sta cercando di rientrare nei ranghi facendo una vera e propria cura disintossicante? Nessuno si avvede che soltanto, camminando per fronti opposti, il Vaticano con la sua proposta di “finanza etica” e Pechino con la sua proposta di finanza statale mitigata, hanno elaborato qualcosa di realmente nuovo? E che fine hanno fatto tutti quelli, gente dotta e ben pagata, che si occupano di economia? Quando finirà la crisi? Ma siamo tutti matti? C’è realmente qualcuno che ritiene ancora che le cose possano riequilibrarsi sulle posizioni di prima? Tutti i credenti dovrebbero gridare all’unisono “Dio non voglia!”. Perché nessuno afferma che l’occidente e la sua libera economia di mercato stanno, di fatto, passando la stessa crisi che ha travolto il regime sovietico? E mentre tutti gli occidentali cercano di difendere il potere di acquisto del proprio borsellino, chi difende la gente che vive nei paesi cosiddetti “sottosviluppati” o quelli “in via di sviluppo” che sono stati di fatto macinati dall’avvento del WTO?

Non mancano neppure le buone notizie, per fortuna. Il nostro Governo, ed anche la nostra Opposizione, si sono finalmente svegliati dal sonno e si sono resi conto che i nostri militari, mandati in armi in Afganistan a contrastare un nemico infido (forse uno dei più infidi del mondo), in una regione dove non sono riusciti a prevalere più tempo fa i Britannici e più recentemente i sovietici che pure non scherzavano per niente, sono, pensate un po’, in guerra! Non siamo li a portare caramelle ed a costruire case e scuole. I nostri soldati, quindi, vengono sparati e di conseguenza sparano. Onestamente, la mia speranza è che i nostri militari talvolta sparino di iniziativa, prima di subire il fuoco avversario. Non basta. Applicando la legge in modo straordinariamente efficace (per i nemici?) si è appreso che la magistratura italiana mette sotto sequestro cautelativo i mezzi corazzati e blindati che sono stati colpiti probabilmente per indagare e raccogliere elementi di prova. Per indagare cosa, di grazia? Raccogliere cosa? Faremo fare una perizia balistica a tutte le armi dei terroristi afgani per stabilire chi ha sparato contro i nostri mezzi? Sono cose sulle quali, forse, ho la tentazione di abbandonare la mia soavitas ferragostana, soprattutto quando sento che i nostri ufficiali sono estremamente reticenti nel comunicare il numero dei soldati avversari che riusciamo ad eliminare. Hanno ragione, accidenti! Credo che ci sia più di un imbecille pronto, già sicuramente pronto, a protestare se la mira e l’efficacia dei mostri militari sono troppo buoni.

Per carità. È meglio che io abbandoni il cazzeggio e torni a fare la persona seria. Tra poco saremo tutti pronti a parlare di “dopoferragosto”, di quanto il turismo abbia guadagnato o perso, di strade intasate per i rientri con bollini di tutti colori! Ed allora, buon ferragosto a tutti!!

Maurizio Navarra

Roma: venerdì 14 agosto 2009

 

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