Lunedì 03 Maggio 2010 15:30

Quella serietà professionale del "Tg satirico" che non si riscontra in programmi "impegnati"

Scritto da Administrator

di Giorgio Prinzi

La sinistra vede solo e soltanto le manchevolezze, vere o presunte, di Berlusconi, ma come tutti i gruppi fortemente ideologizzati ignora quelle di suoi membri. La liberta di stampa non può venire rivendicata a senso unico. Per questo non ho aderito alla manifestazione del 3 ottobre.

Il telegiornale satirico, a volte persino scollacciato e buffonesco che qualcuno potrebbe definire “informazione modello Berlusconi”, ha dato una lezione di stile e di deontologia professionale ai “profeti” e “martiri” del giornalismo italiano, ad esempio a Milena Gabanelli e Michele Santoro che possiamo citare in maniera documentata.

Cosa è avvenuto? L’avvocato Carlo Rienzi, Presidente del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, il Codacons, aveva sostenuto in una sua “arringa” a “Striscia la Notizia” (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_10_ghio2.flv), che l’Italia nell’eventuale ripartenza del nucleare avrebbe costruito superati ed obsoleti reattori di terza generazione, mentre Russi e Brasiliani erano interessati a reattori “italiani” di quarta generazione, di cui parlava in termini “miracolistici”.

Dov’è il problema? I reattori di quarta generazione non esistono; si tratta di una serie di indirizzi di sviluppo (auspici) a cui tendere per realizzare macchine con alcune peculiari caratteristiche tecniche, tra cui quella di contrarre il volume finale delle cosiddette scorie su cui il Presidente del Codacons aveva posto l’enfasi, dandone per acquisito il risultato. Comunque tali macchine, sempre nell’ipotesi di un loro effettivo sviluppo, per divenire operative richiedono tempi di alcuni decenni.

Proprio per questo, ipotizzare quali fossero le macchine in modo improprio citate dall’avvocato Rienzi è stato solo frutto di ipotesi e illazioni. Si è pensato, ad esempio, a reattori russi di derivazione navale militare, in servizio da decenni, che un consorzio internazionale che nella ragione sociale riporta la dizione “quarta generazione”, intende sviluppare adattandoli a scopi civili per Paesi e reti elettriche con alcune peculiari limitazioni. Si tratta di ipotesi, perché Rienzi al riguardo è stato generico e non ha citato macchine specifiche.

Come già altre volte avvenuto, ad esempio nei confronti delle trasmissioni della Gabanelli (su una puntata del programma dedicato al nucleare è stato realizzato un dossier di contestazione) o di Santoro (in occasione di una puntata su temi energetici contestato da chi scrive su “L’opinione delle Libertà” e dal professor Franco Battaglia su “il Giornale”), alcuni esponenti della comunità scientifica hanno inviato puntualizzazioni a “il Gabibbo”. Con una serietà professionale e rispetto delle regole di deontologia “Striscia la Notizia” ha concesso di replicare per tutti ad un qualificato rappresentante dei nuclearisti, il professor Marino Mazzini Ordinario del Settore Scientifico-Disciplinare Impianti Nucleari presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa, che ha avuto modo di fare le puntualizzazioni che in questa nota abbiamo sintetizzato.

Ma la correttezza di Striscia la Notizia, telegiornale “buffonesco”, è stata esemplare. Nel presentare il professor Mazzini ha affermato di avere ricevuto segnalazioni da più esperti; inoltre, mentre ha dato spazio alla replica su oggettive affermazioni di Rienzi ha evitato ogni riferimento a quanto era semplice deduzione dei replicanti, quale l’effettiva tipologia di macchine a cui l’esponente del Codacons avesse inteso riferirsi.

E Santoro e la Gabanelli? Non ci risulta che nei loro programmi ci siano state repliche o puntualizzazioni da parte di esperti del settore ad affermazioni fatte magari dal Nobel di turno, nello specifico di “AnnoZero” Dario Fò. Al contrario i politicizzati che scherzosamente definiamo “brigate dei giornalisti martiri di Ezzedin al-Siddì” hanno manifestato a favore di una presunta minacciata libertà di espressione, dimenticando che tra quanti fanno informazione fortemente orientata e non hanno concesso nei due casi citati alla controparte di esprimersi e di contestare quanto nei loro programmi affermato ci sono gli “idolatrati” Santoro e Gabanelli.

Evviva allora il Gabibbo, che sarà pure buffo, ma poi si comporta con serietà professionale.

Questa nota verrà inviata sotto forma di lettera circolare a tutti i colleghi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti che terrà nei prossimi giorni a Positano una sessione straordinaria dedicata ai temi dell’informazione, della formazione dei giornalisti, della deontologia professionale. Copia verrà inviata anche al Segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana Franco Siddi, il sindacato “unitario” (sinora almeno) dei giornalisti, che ha organizzato la manifestazione del 3 ottobre caratterizzatasi per atteggiamenti omologhi a quelli che si riscontrano in manifestazioni di estremisti palestinesi che scendono a rivendicare il rispetto dei diritti umani, sottintendendo solo e soltanto da parte di Israele.

Scherzosamente stigmatizziamo questi contraddittori aspetti della manifestazione del 3 ottobre, parlando di Brigate katā ‘ib al-shahīd ‘Izz al-Dīn al-Siddì.Sdrammatizziamo così la polemica scherzosamente “gabibbando” un poco anche noi, ma seriamente richiamiamo la categoria a vigilare a 360 gradi e non solo e solamente a senso unico, solo e soltanto avverso Berlusconi.

Giorgio Prinzi

Roma: martedì 13 ottobre 2009


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