Venerdì 23 Aprile 2010 13:35

NON LASCIARE CHE SIA ! da Lilliput

Scritto da Administrator
“ Let it be or don’t let it be”?, ovvero lascia che sia o non lasciare che sia? Questo è il problema! È sbagliato astenersi dal vivere la cosa pubblica pensando che non ci appartenga. Subire le decisioni altrui per poter dire poi che sono sbagliate è troppo facile! Questo è un altro messaggio che ci viene da Lilliput



“Let it be”, traduzione italiana “lascia che sia”, invitava ad affidarsi al sovrannaturale ed agli eventi. Mother Mary, con le Sue parole di saggezza, suggeriva di lasciare che le cose andassero come dovevano andare perché comunque per tutto ci sarebbe stata una risposta e per tutti un’altra opportunità.
Anno 2007. A distanza di trentasette anni molte cose sono cambiate, compreso il senso di spiritualità e di ricerca di realizzazione di quel periodo. Un insieme di aridità e siccità pervade la società, non solo la terra in quanto suolo. Niente più brividi che ti scuotono la schiena nel vedere cose nuove, nel sapere cose nuove, nell’arricchire la mente e il cuore. Niente più manovalanza per imparare ad essere “persone” e per costruirsi un futuro con le proprie mani. Avidità, questa è l’altra parola che qualifica il periodo storico che stiamo vivendo. Chi ha vorrebbe sempre di più in barba a tutte le etiche sociali scritte e non scritte. E cinismo. Una specie di giustificativo strettamente personale che ti porta ad estraniarti dagli altri ed i loro problemi e a pensare solo a te stesso. I quotidiani dipingono, con la loro naturale cadenza, questa nostra società contemporanea attraverso notizie di delitti “efferati” verso le persone e le cose. E sempre più ci sentiamo impotenti e incapaci di pensare e gestire soluzioni alla nostra vita e a quella degli altri. Con quali armi tentare di eliminare questo degrado, percepito ma subdolamente camaleontico, che attanaglia i rapporti interpersonali e le relazioni che afferiscono direttamente alla società, che ne pervade tutte le categorie ed i settori per finire ai gangli stessi del sistema, quello politico-istituzionale?
Un detto paesano recita che “il pesce puzza dalla testa”. E difatti, guardando bene, ci rendiamo conto di avere un “Parlamento” imposto, con persone mai scelte per meriti personali, e comunque rappresentativo anche di una parte impura della società, esempio esecrabile, secondo tutti i giornali del momento, per accadimenti dovuti a droga, tangenti e…donnine. Imposto, purtroppo, per strategie di metodo relative alle ultime elezioni, dove i partiti hanno riempito le loro liste di tutto e di più, dai parenti con relative famiglie a personaggi che già all’inizio erano ritenuti scomodi ma i cui voti rappresentavano bottini da non lasciare al nemico. La questione droga, poi, riportata dai maggiori quotidiani, ha costituito un altro momento umiliante per la storia delle nostre Istituzioni, perché non basta un’analisi postuma ad un gruppetto sparuto di una decina di parlamentari a chiudere il problema. Anzi!! Tutti gli altri, vuoi perché, da una parte, erano sempre stati a favore di una droga libera, vuoi per menefreghismo dall’altro fronte, alla fine si sono tutti defilati disquisendo sulla validità o meno dei test. Meglio saliva o capelli? Oppure tutti e due? Qualcuno dice che nessuno dei due è affidabile! Nel dubbio è meglio andare al bar di fronte a bere un caffè!!
Con la stessa ipocrisia cercano di farci credere che stanno lavorando al meglio per il nostro Paese. Cosa dovrebbe fare un buon cittadino, secondo loro, per far tornare i conti, da loro stessi devastati? Una cosa semplicissima…pagare tutte le tasse ( a casa nostra si chiamano col loro nome: tributi) senza né recriminare né lamentarsi perché sennò sono guai seri. E se sono loro a non pagarle? Quisquilie, dimenticanze, commercialisti non competenti che hanno operato al di fuori delle loro disposizioni. Mentre i due terzi degli italiani sono costretti a stare a casa senza poter fare nemmeno le meritate vacanze estive per far quadrare il magro bilancio familiare, i nostri rappresentanti del popolo hanno fatto fagotto, accantonato nei cassetti dei loro dorati uffici ministeriali tutte le pratiche del paese, e stanno sdraiati sui loro yacht miliardari a rifocillarsi dalle loro fatiche disumane. Ogni tanto, in bermuda, ci parlano in differita attraverso i telegiornali, e ci suggeriscono come migliorare il nostro stile di vita…come essere buoni cittadini…..non bere.. non fumare… mangiare “poco”…… non andare con la donna di altri…insomma di fare tutto ciò che loro non fanno!!!
Non funziona nulla in questa nostra Italia di oggi. Una volta era descritta come “un Popolo di Poeti, di Artisti, di Eroi, di Santi, di Pensatori, di Scienziati, di Navigatori, di Trasmigratori “ Oggi è un’accozzaglia di personaggi che si scannano tra di loro per raggiungere il miglior posto al sole che ci sia. In senso figurato s’intende, Maldive permettendo. Mentre l’economia mondiale sta bruciando milioni e milioni di euro e le borse di tutto il mondo stanno andando a picco, mentre il pil italiano è salito soltanto dello 0,1 per cento mettendo a nudo il problema di una crescita frenata e comunque dato più basso dalla fine del 2005, mentre da BankItalia ci avvertono che il debito pubblico continua a crescere e che a maggio ha toccato un nuovo record, in Italia cosa facciamo per attrezzarci a difenderci da questa ondata di malumore in finanza e pessimismo economico, che sta per travolgere i continenti e i risparmiatori? Dobbiamo aspettarci un altro ’29 come in America o titoli strappalacrime come quelli argentini o di Parmalat?
Ci dicono di stare tranquilli e intanto ci dissanguano, controllando in modo induttivo i propri sudditi e reintroducendo persino il principio di retroattività.. Ma andate prima a pescare nel Vostro mare, cari Ministri! Cominciate a farci sapere quello che pagate Voi e tutte le persone del jet set che vi stanno attorno e che conoscete molto bene, quelle dei salotti buoni con le quali avete frequentazioni stabili e consolidate. Valentino Rossi, poverino, è erroneamente incappato nella rete, forse aveva esagerato non poco dichiarando proprio nulla invece di 60 milioni di euro!! Ma non credo proprio che sia il solo in quel mondo dorato in cui vivono e convivono politici, attori e sportivi. E allora dateci dentro, insomma “ fatece vedé….”!
E mentre tutto annaspa per non affondare…noi cittadini qualunque ci attacchiamo all’ultima scogliera per tentare di salvarci. Dall’amletico dilemma “ To be or not to be” passiamo, per diritto divino di sopravvivenza della specie, al più consono all’uopo “ Let it be or don’t let it be”, ovvero lascia che sia o non lasciare che sia. Questo è il problema! C’è una frase che mi rimbomba nella mente e che mi veniva ripetuta sempre, quando, a scuola, andavo a lamentarmi dei soprusi ricevuti da alcuni compagni di gioco: siamo sempre noi che permettiamo agli altri di farci del male, direttamente o indirettamente. Era un suggerimento alla ribellione? No, era un invito alla riflessione! E’ vero, esistono tanti mezzi, leciti, per impedire che accadimenti esterni condizionino negativamente la vita dei singoli, in particolare, e quella degli altri, in generale. Dal punto di vista sociale è umanamente sbagliato astenersi dal vivere la cosa pubblica pensando che non ci appartenga. Subire le decisioni altrui per poter dire poi che sono sbagliate è troppo facile!
Se pensiamo che il presente e futuro dell’Italia sia a rischio decadenza morale, etica e finanziaria “non lasciamo che sia” ma diamoci da fare per invertire la rotta!
Qualcuno ha detto “ Status quo è un termine latino per indicare il caos in cui ci troviamo” Ebbene questo status quo può essere cambiato. Da chi? Soltanto da noi TUTTI!
da Lilliput

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