di Giorgio Prinzi
Il Calendario di Forza Armata del 2010 è dedicato alla progressiva caratterizzazione multietnica dell'Esercito dove già prestano servizio oltre 1500 militari figli di uno o di entrambi i genitori di nazionalità straniera.
Una organizzazione quale quella militare, notoriamente tradizionalista, anzi con il culto del retaggio e delle tradizioni sino al limite del paradosso (ci sono ancora le lance, le sciabole, e i “cavalieri”, che salgono a bordo dei carri armati all’ordine “in sella”), sa per altri versi essere profondamente innovativa, rivoluzionaria e futuribile sotto il profilo tecnologico come su quello dell’evoluzione sociale. Addirittura questo secondo aspetto diventa soverchiante nella comunicazione, come nel caso di “CalendEsercito 2010”, il calendario di Forza Armata, che si caratterizza all’insegna dell’integrazione multietnica sotto il significativo titolo di “Soldati d’Italia: i nuovi volti di un Esercito senza confini”.
Non si tratta di retorica o dell’esibizione di qualche caso isolato, perché sono già ben 1500 i militari “italiani da generazione recente” che prestano servizio in armi nella Forza Armata, perfettamente integrati con i loro commilitoni italiani da generazione molteplice. Si tratta di giovani, in possesso della cittadinanza italiana, che hanno uno o entrambi i genitori naturali di origine straniera.

La convivenza multietnica sembra funzionare perfettamente, forse proprio perché, come ha cercato di spiegare Michele Mirabella che ha coordinato la presentazione alla stampa di CalendEsercito 2010”, si riesce ad avere integrazione solo in presenza di eguaglianza, che nell’Esercito è anche esteriore e si caratterizza nell’uniforme, che cancella nell’aspetto ogni disuguaglianza e ogni diversità, e nelle regole, orari, comportamenti eguali per tutti: sempre, indipendentemente dalle etnie, dalle culture, dagli usi e dalle abitudini. Sotto molti aspetti vi è continuità nel ruolo di unificazione, per esempio tra gli usi e le abitudini del sud Italia e quelle del nord Italia, che l’Esercito Italiano ha svolto nel tempo. Forse si deve anche a questa tradizione pregressa di unificazione tra profonde diversità e disomogeneità nazionali quel bagaglio culturale che ha consentito di gestire, amalgamandole, le questioni legate inerenti agli aspetti derivanti dalle componenti multietniche e multiculturali. La multietnicità è divenuta persino un valore aggiunto in particolare nelle missioni all’Estero, dove è divenuta un fattore positivo nel favorire il contatto con i diversi gruppi etnici, con le diverse culture, e con i tanti costumi e le tante abitudini che popolano il nostro pianeta.
Anche la realizzazione del prodotto calendario risente del mutare dei tempi, del fatto che l’Esercito è per molti aspetti diventato un’azienda, che recluta sul mercato del lavoro e si rivolge ad un pubblico a cui deve comunicare al meglio la propria immagine. Le fotografie sono state affidate agli scatti di Philippe Jean Claude Antonello, cittadino della Svizzera italiana tra i più affermati fotografi di cinema. Le composizioni fotografiche, che risentono della formazione culturale umanistica dell’artista, ritraggono le attuali potenzialità operative e le prospettive future; le principali missioni, le attività logistico e operative finalizzate all’impiego fuori area; l’attività operativa in Patria, quella di promozione e di informazione al pubblico e quella sportiva. Abbiamo parlato di composizioni perché si tratta di scene costruite secondo i canoni della pittura umanistica con linee di fuga disposte a convergere in punti di sezione aurea, che hanno messo a dura prova soprattutto l’abilità dei piloti per posizionare i velivoli nel punto desiderato dall’artista. Ecco perché alla fine ci si trova di fronte a tavole pittoriche realizzate con tecnica fotografica.
Un solo, peraltro positivo, inconveniente. La presentazione è iniziata con un certo ritardo. A fare venire meno la proverbiale puntualità il desiderio del ministro per la Difesa Ignazio La Russa, impegnato in una votazione con forti connotazioni, a volere onorare ambedue gli impegni, nello specifico nel tenerci ad essere presente a un evento che per i contenuti si proponeva come significativo contributo a un aspetto attuale, sociale e culturale.
Il ministro La Russa e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Giuseppe Valotto si sono poi trattenuti con i giornalisti, rispondendo, tra le altre, anche ad una specifica domanda rivolta dal sito “il Movimento d’Opinione” sui problemi dell’integrazione multietnica, le cui risposte sono contenute nei concetti riportati nel corpo dell’articolo. Ringraziamo entrambi per la loro cortese disponibilità.
Gli aspetti della realizzazione degli scatti ci sono stati invece illustrati dall’artista Antonello e dal colonnello Marco Centritto, Capo Ufficio Pubblica Informazione, che ha assunto l’incarico dopo avere diretto “Rivista Militare”.
È possibile acquistare CalendEsercito 2010 attraverso il sito internet istituzionale http://www.esercito.difesa.it, bottone Esercito Store con link all'interno del sito EPI, sezione Calendesercito 2010; oppure entrando direttamente nel sito www.episrl.it, bottone stemma araldico Esercito Italiano, sezione Calendesercito 2010; od, infine,sia telefonando al call center tel. 02.26.30.32.35/ 36/ 37/38; sia inviando una e.mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Giorgio Prinzi
Roma: sabato 12 dicembre 2009