Lunedì 03 Maggio 2010 15:37

Prima di parlare, assicurarsi che sia disconnesso

Scritto da Administrator

di Maurizio Navarra

Per evitare che vada in onda quello che si dice in privato, spesso più sincero e meno formale di quello che si dice in dichiarazioni pubbliche, bisogna sempre verificare attentamente, prima di esprimersi in prossimità di un microfono, che il sistema audio sia effettivamente disconnesso. A tal punto che lo sia anche qualcosa d'altro è del tutto inessenziale.

Accidenti alle telecamere spente! Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ritenendo spente telecamere e registratori, si è fatto sorprendere a commentare la domanda della giornalista Ida Peritore del TG1, che chiedeva una sua dichiarazione sulla pubblicazione delle foto che lo ritraggono insieme allo sfortunato Funzionario del SISDE Bruno Contrada, in maniera veramente molto poco urbana. La domanda della giornalista, secondo Di Pietro, sarebbe stata una domanda “del ca…’’. La domanda era stata fatta a Montecitorio in sala stampa, un luogo dedicato per sua destinazione proprio a rivolgere domande a Deputati di questa nostra cortese Repubblica.

Non basta. Al nostro simpatico, ruvido, Onorevole non è stato sufficiente rispondere come suo diritto in modo ironico, ma visto che la giornalista è del TG1 l’ha immediatamente collegata al Direttore del TG1, Minzolini, percepito, evidentemente, come un acerrimo nemico reo conseguentemente (è chiaro che questa è una mera, azzardata, ipotesi non suffragata da alcuna prova) di avergli scagliato addosso la giornalista forse al fine di provocarlo.

Ahimè! Anche un Di Pietro deve sapersi contenere! Attaccato sul “ca…”, pronunciato in modo obiettivamente imprudente, immediatamente ed in modo rabbioso dal PdL il Leader dell’IdV si è dovuto scusare dell’intemperanza (anche questa che viene poi, lo dico subito, è una mera ed azzardata ipotesi) masticando amaro per l’essere divenuto l’ennesimo personaggio pubblico caduto nella trappola del “fuori onda”, lui che in onda è già sovrabbondantemente esaustivo in quanto a dichiarazioni un po’ “naif”.

Ma veniamo al fatto. Che cosa era mai successo di tanto grave? Di Pietro ha commesso dunque un errore grave, da correggere a matita blu, o cosa? Se la foto pubblicata da Corsera è uno scoop, questo scoop in che consiste? Ebbene, accidenti d’un accidenti, anche se non ho avuto nessuna nomina ad avvocato difensore, sono obbligato a prendere le difese del nostro Onorevolone (nel senso di grande onorevole, non altro). La cena incriminata si è svolta, per quel che si sa, non nelle catacombe o in un covo terroristico; non si è svolta in un ambiente mafioso … si è svolta addirittura in Via In Selci, nella mensa dei ROS (Reparto Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri). Un posto veramente strano per tessere oscure trame! C’è soltanto da annotare una cosa: Bruno Contrada sedeva vicino a Di Pietro (è un fatto obiettivo) per cui si può arguire che all’epoca il ROS di Roma non sospettava Contrada di collusione con la mafia al punto che, al contrario, veniva addirittura esibito a Di Pietro come persona quanto meno vicina all’Arma. Andrebbe da dire “… Meditate, gente, meditate …”.

E perché, dunque, la foto viene ad emersione proprio adesso? L’unico effetto serio che c’è da annotare è come il nostro Onorevolissimo (nel senso di sommamente onorevole non altro) è stato posto al centro dell’attenzione di un cittadino sempre più “stercofatto” (mi si passi l’espressione cruda, ma come si dice a Roma “quanno ce vo’ ce vo’”) nel vedere che la politica del nostro Paese continua a razzolare nei truogoli invece di cercare vie di confronto più limpide.

E’ praticabile, per concludere evitandomi la sensazione di aver fatto del tutto perdere tempo al mio lettore, la riflessione che la nostra cronaca si occupa di queste bischerate lasciando notizie serie e succose, quelle che tanto per capirci fanno la fortuna di “Striscia la notizia”, ad Ezio Greggio e soci? E’ possibile che soltanto Enzo Ricci possiede oggi vera sensibilità giornalistica e … cervello?

Maurizio Navarra

Roma: giovedì 4 febbraio 2010

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