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di Maurizio Navarra
Le trasmissioni televisive in grado di influenzare il voto. Dopo avere visto Santoro ho deciso come votare.
Chiaramente non potrà interessare nessuno. Magari al massimo potranno prestare attenzione alle mie parole un paio di lettori disposti a sorridere delle mie elucubrazioni mentali. Scrivo per loro e solo per loro. Vengo ai fatti. Su tutta la stampa, su tutto il Web da qualche giorno si strombazzava della trasmissione “libera” di Santoro. Una trasmissione propagandata come piratesca, forse il commosso e vibrante discorso fatto dal patriota condannato alla ghigliottina prima di immolare la sua vita per l’onore e la bandiera, la visione di una sorta di ultima spiaggia cui sono stati relegati dai potenti di turno un pugno di onest’uomini perseguitati. Ebbene forse potrebbe trattarsi dell’edizione speciale di una sorta di isola dei famosi sulla quale sono stati lanciati, e magari anche con imperizia, i veri paladini della nostra informazione e del nostro giornalismo televisivo e non. Uno spettacolo realmente fantasmagorico nel corso del quale, con piglio a metà strada tra il taumaturgo e il Divino Otelma, Santoro ha perfino accennato ad effettuare una evocazione di forze e testimonianze dall’aldilà.
Caspita! Certamente ha fatto i suoi bravi studi di retorica Michele nostro … e con quale ottimo profitto! Il discorso di Bruto sul cadavere di Cesare confrontato al ricco e forbito, vulcanico eloquio santorino sparisce! E, vi assicuro, ho visto non più di cinque minuti di trasmissione! Come la vedo io sarebbe ora che Santoro iniziasse ad utilizzare il pluralia maiestatis: gli si addirebbe esattamente come si addiceva il neo sulla guancia alla damina del settecento! Stop, a questo punto. Secondo il linguaggio delle ricette esattamente ho raggiunto il q.b. (quanto basta). Il tempo giusto per ascoltare soltanto l’incipit del monologo di Travaglio.
Vi giuro che ero fortemente indeciso su chi e cosa votare dopo i pasticci e pasticcini delle liste romane. Dopo l’ascolto ho deciso. Parlo per me e solo per me, la mia non è una indicazione di voto: qualunque sia l’dea propugnata da Santoro e soci … voterò per l’altra parte!
Maurizio Navarra
Roma; venerdì 26 marzo 2010
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