Lunedì 03 Maggio 2010 15:43

Vita metropolitana.Il delitto di via poma

Scritto da Administrator
GiIOVANNA CANZANO intervista CARMELO LAVORINO

Canzano 1- La morte di Vanacore e la difesa di Raniero Busco, può parlarmene?

LAVORINO - La difesa di Raniero Busco ha ben poco da gioire per le dichiarazioni del PM relative a "Vanacore sapeva, Vanacore e moglie hanno depistato per 20 anni le indagini, Vanacore ha scoperto il cadavere di Simonetta, ha telefonato almeno a tre persone dell'AIAG (Volponi, Carboni, Caracciolo, ha pulito, ecc. ecc.). Il motivo è semplicissimo, però  il lettore deve prima leggere il profilo che ho tracciato da anni e pubblicato",  (http://www.detcrime.com/Scheda_viaPomaFinale.pdf).

Canzano 2- Come si è presentata la scena del crimine agli inquirenti?

LAVORINO - Poiché senza ombra di dubbio le evidenze forensi e investigative, le modalità dell'omicidio, l'accanimento selvaggio  sulla vittima e le prime azioni dell'assassino sulla scena ci parlano di un soggetto impulsivo, disorganizzato, in preda a rabbia distruttiva, e il rassettamento dei locali, la tentata volontà di pulire la scena, la morte avvenuta entro le 16,30, le telefonate di depistaggio fatte (se avvenute) a Luigina Berettini ed altri,,  una serie di alterazioni della scena e di depistaggi, il probabile progetto di fare sparire il cadavere da via Poma sede AIAG, e  la chiusura della porta a quattro mandate, ci parlano di un soggetto freddo, ottimo stratega, intelligente, organizzato, controllato e pianificatore, collegato con l'ufficio AIAG, territoriale e  ambientale dell'ufficio, conoscitore della struttura e delle regole dell'AIAG.

Canzano 3- Quale è la tesi del PM?

LAVORINO - Il PM mi sembra proporre  la seguente intelligentissima tesi: prima, entro le 16,30, Raniero Busco uccide Simonetta, tenterebbe una disorganizzata pulizia, esce dall'AIAG senza chiudere la porta, DOPO, Vanacore scopre la porta aperta, entra, allarma con telefonate i tre dirigenti dell'AIAG, forse altri; scatta allora l'operazione di depistaggio, di alterazione della scena, di inquinamento delle indagini, dell'acquisizione di falsi alibi e di copertura di magagne varie, di strane telefonate di cui alcune non dimostrabili.
La tesi del PM di fatto riconosce due attività sulla scena e sul cadavere: la prima disorganizzata, espressiva e impulsiva, assegnandola a Busco; la seconda organizzata, controllata e coordinata, assegnandola a Vanacore, moglie e gruppo AIAG, così sanando TUTTE le contraddizioni dell'originale impianto accusatorio contro Busco.
DUE COMPORTAMENTI,  SCENARI e VOLONTà NON COLLEGATI E NON DIPENDENTI, che hanno agito per scopi diversi.

Canzano 4- Mi parli della sua ricostruzione dell’assasinio.

LAVORINO - Ritengo anche che si risponderà alla mia ricostruzione dell'assassino che ha usato diverse volte la mano sinistra con l'ipotesi "L'assassino ha usate ambedue le mani".
Ritengo, quindi, che Raniero Busco e la sua difesa abbiano ben poco da guadagnare e da gioire da come si sono messe le cose, anche perché mi sembra che il difensore di Busco abbia potuto sottovalutare il suo avversario processuale ed abbia sopravvalutato le proprie armi processuali e strategia, dimenticando che in tal modo le incompatibilità del comportamento dell'assassino (chiusura della porta, depistaggio, rassettamento, eventuale tentativo di fare sparire il cadavere ...) con la figura di Busco cadono. In tal modo resta impigliato nella rete proprio Raniero Busco, senza alibi sino le ore 17,15, col suo dna sulla scena del crimine (saliva sul reggiseno e sul top), col suo morso sul capezzolo sinistro della vittima, con movente (gelosia o rabbia), con le opportunità di essere ricevuto da Simonetta in via Carlo Poma ufficio AIAG.

Canzano 5- Può tracciarmi un profilo dell’assassino?

LAVORINO - Soggetto territoriale dell'AIAG (l'ufficio dove lavorava Simonetta) che usa con disinvoltura la mano sinistra - tanto da sferrare un violento colpo alla tempia destra e ferite al collo, all'inguine - ; soggetto con conoscenza delle password usate da Simonetta per inserire i dati, dei computer dell'AIAG, degli orari di lavoro e delle presenze  di Simonetta; soggetto territoriale avendo tentato una sommaria pulizia, avendo effettuato un rassettamento della scena del delitto e la pulizia delle impronte digitali.
L'uccisione è avvenuta entro le 16,30-45:  la telefonata fatta a Luigina Berettini è stata effettuata da una complice dell'assassino/a, fa parte di una complicata ed astutissima opera di depistaggio, di alterazione della scena (staging), di presa distanza dal crimine e dalla scena stessa, di procacciamento di alibi, di spostamento del momento del delitto.
Omicidio del tipo d'impeto, in seguito a una profonda ferita narcisistica che ha prodotto rabbia distruttiva, volontà di colpire le zone di bellezza femminile (viso e occhi), di vita (il cuore), di maternità (il ventre), di sessualità (l'inguine): over kill e volontà di annichilire la vittima:  29 colpi di tagliacarte (poi lavato e rimesso a posto)
Omicidio camuffato da tentativo di violenza sessuale e di furto (trafugamento dei soldi, delle chiavi e dei monili d'oro di Simonetta), omicidio di un soggetto prepotente e privo di controllo, after crime di una mente geniale: l'impulsivo e l'organizzato!

Giovanna Canzano

Roma, 8 Aprile 2010


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