L’Italia rappresentava per la Russia la possibilità di uno sbocco sul Mediterraneo e per l’America un ”osservatorio” sul mondo comunista, quindi eravamo molto appetibili, ma in teoria non finimmo né sotto i “comunisti” né sotto gli “occidentali”.....
In teoria, perché la Russia cominciò a finanziare il Partito Comunista Italiano e l’America ci portò con il piano Marchal ma molto lentamente il progresso.
In una Italia che per le sue vicende storiche (influenze austroungariche, borboniche, dei Papi) unita non era affatto, soprattutto tra il Nord produttore di economia ed il Sud bloccato dalle mafie, di tutto aveva bisogno tranne che di essere ulteriormente spaccata! Ma forse è stata una opportuna strategia per soffocare la nostra espansione.
E già, perché gli Italiani sono intelligenti e creativi e per di più possiedono un notevole patrimonio archeologico, culturale e turistico, invidiato da tutto il mondo, e che se opportunamente sfruttato ci avrebbe collocato fra le potenze del mondo ed in barba a qualsiasi globalizzazione.
Invece fin dal dopoguerra abbiamo distolto i cervelli degli italiani con le lotte interne tra comunisti e democristiani, abbiamo fondato parte della nostra economia sulla trasformazione dei prodotti acquistati dagli altri Paesi e sulle Banche, abbiamo creato artificiosamente il boom economico e la “crescita” iniziata negli anni ’60 non è stata spontanea perché fondata sui “pagherò” per cui le condizioni che avevano operato il così detto “miracolo economico” potevano anche essere positive ma di certo non erano garantite per sempre.
La politica non fece il suo dovere di correggerne gli errori e di generare quella libera concorrenza necessaria per “fare girare” l’economia come avvenne alla riapertura al commercio internazionale dopo la guerra, ma si dedicò principalmente a curare i propri interessi determinando lentamente ma inesorabilmente il fermo e la retrocessione dell’economia stessa e del progresso tecnologico e umanistico.
Infatti, le regole del gioco sono state, spregiudicatamente, stabilite dalle corporazioni, dalle lobbys, dalle burocrazie, dai sindacati e, progressivamente ed inevitabilmente, hanno condotto alla carenza di concorrenza, ai cartelli fra aziende, alla rigidità del mercato elettrico, del gas. La principale conseguenza nefasta di ciò sono i prezzi alti di prodotti e servizi che in primis penalizza i consumatori e poi la produzione, quindi mortifica la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali ed impedisce di fatto, come ha impedito, la crescita e lo sviluppo generali del Paese.
La caduta economica degli anni ’80 ne è drammaticamente l’esempio con l'aumento vertiginoso delle tasse, con il continuo generarsi di nuove "caste" politiche, economiche, sindacali e istituzionali, con l’aumento dei problemi relativi alla Famiglia ed alla sua pianificazione, alla disoccupazione, ai licenziamenti, alla pensione, all'invecchiamento, alle malattie…
I messaggi subliminali e non, che ci vengono propinati dai vari spot pubblicitari, dai talkshow, dai reality, ci invitano a coprire i veri problemi e le reali difficoltà quotidiane come nei versi di Lorenzo il Magnifico: “Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia:di doman non c'è certezza.” Ma lo spirito di quei versi era ben altro e di pertinente c’è solo che il nostro futuro è drammaticamente incerto!
Infatti, la decrescita economica, il vivere al di sopra delle proprie possibilità, il calo generale della tensione etica, la competitività sfrenata, la rincorsa di falsi idoli accanto ad un impoverimento generale hanno fatto assopire nelle coscienze lo spirito di sacrificio, il senso del dovere, il rispetto dell’altro, come nella storia del Gatto, della Volpe, di Lucignolo e di Pinocchio nel Paese dei Balocchi dove nessuno vuole più guadagnarsi il pane con il classico sudore della fronte.
Questa grave distorsione della realtà ha generato nella popolazione ansia, stress , incertezza con un allarmante progressivo aumento di una profonda solitudine interiore, il distacco lento e progressivo da se stessi che altro non è che la Depressione, il pericoloso killer dei nostri tempi, ed i suoi fenomeni di anoressia, bulimia, panico, bullismo e violenze di ogni genere.
E poi dobbiamo fare i conti con i “nostri” immigrati, in continuo aumento soprattutto nelle nascite che ben presto diventeranno (più o meno pacificamente) una popolazione stanziale dapprima parallela alla nostra e che poi ci cancellerà inesorabilmente. E nella storia delle popolazioni non mancano esempi di questo genere e forse dovremo ringraziare se ci sarà risparmiato di fare noi i lavavetri!
Ma per nostra fortuna, siamo convinti che c’è ancora un’Italia che “ragiona con il proprio cervello”, moderata, aperta, europea, che c’è ancora il buon senso dell’uomo della strada, il buon senso dei cittadini, il buon senso dell’uomo “normale”.
Ecco, quindi, la necessità di formare delle aggregazioni di persone per le quali la solidarietà è un intelligente stile di vita, persone che non pretendano di riformare il mondo ma che vogliano dedicarsi “anima e corpo” a migliorarlo, persone che sappiano far nascere l’esigenza di spostare il baricentro dal danaro all’uomo, alla famiglia, all’amicizia, all’amore, alla patria e che riescano, irresistibilmente, a fare prendere alla Società decisioni prima impossibili e, forse, con l’amore per l’arte, la cultura, la meditazione risorgeranno spontaneamente anche gli ideali.
Gli ideali ed i sani principi sono alla base di una democrazia vera, sana e li dobbiamo rispolverare, riseminare, se vogliamo ristabilire l’educazione e il rispetto delle regole verso gli altri ma soprattutto verso noi stessi, questo dobbiamo ad ogni costo fare se vogliamo che le generazioni future si chiamino ancora Italiani.
ORMA








