di Vehlia
L 'amore non fa parte integrante del nostro animo, delle emozioni che siamo in grado di provare?
Ma poi, tu, anche tu, che ti chiedi, l’Amore, in cambio che mi da? Finisci in quel vortice assurdo che tra la vita e la morte ti fa scegliere, sbadatamente proprio l’amore. E’ così che ci si accorge di vivere in un’incoscienza futile.
Lo specchio di Verona ne è concausa:
una storia tendenzialmente mortale, un sentimento, un business indescrivibili nonostante quella sorta di prerogativa che i geni hanno anche nel delucidarci su ciò a noi incomprensibile. Ma si sa che “Anche i geni si innamorano”.
Difficile dire se, tra graffiti e lucchetti, essendo tutti in una personale interiore prigione, l’amore esista o meno. Cosa dire del famoso balcone, quello per intenderci di Giulietta e Romeo, nel pieno centro di Verona, che abbia visto davvero i sospiri di due innamorati, come ce li racconta il sommo William Shakespeare? Che siano esistiti o meno questi due giovani veronesi quel che conta del resto è che la gente lo creda. A testimoniarlo sono il mare di graffiti, firme, dichiarazioni di amore eterno proclamate da molti che, adorando quella storia, vi si recano in viaggio di nozze per ammirare il portone, il cortile d’accesso al balcone ed il balcone stesso del XIII/XIV secolo. Del resto oggi il sito dedicato alla loro storia è tra i più visitati nel mondo. Pensando all’amore non si può non riflettere anche sulla quasi “fiction” di Ponte Milvio il cui lampione centrale, il terzo, è barcollato per un’idea di Federico Moccia, autore del famoso libro “Tre metri sopra il cielo”. Si è proprio a lui che si deve la brillante discutibile utopia degli amori eternamente incatenati e di rendere il “Nostro” fiume, un fiume meraviglioso, ora impecettato come inchiavato, o in gergo inchiavettato. Idea geniale, magari l’amore lo fosse!, quella di mettere una catena su quel stupendo lampione storico, tra l’altro, ed incentivare ad inserirci un lucchetto con incisa dedica, a chiuderlo ed a gettare la chiave nel fiume, il famoso “biondo” Tevere dove oramai non si trovano più pesci ma solo topi, se va bene nutrie, immondizia e chiavi, d’amore dicono, no l’oro fasullo di chiavi abbandonate. Questo è l’amore, proprio oro fasullo di chiavi abbandonate! Vogliamo concluderne che le persone, e in special modo i giovani, hanno bisogno, e addirittura non hanno mai smesso, di sognare? A dire il vero la cronaca quotidiana ci rende scettici. Tante sono, infatti, le brutture che, giorno dopo giorno, i mass media, giornali, tv, radio, persino il mondo della celluloide ne è invasa, continuamente, ci somministrano. Si parla frequentemente di delitti incomprensibili nella loro crudeltà estrema, droga e alcool dilaganti, e allora la domanda d’obbligo diventa: siamo ancora capaci, noi e soprattutto i giovani, di amare ?
O quel mare di graffiti attorno al balcone di Giulietta e Romeo è solamente una testimonianza d’obbligo che mai e poi mai si traduce nei fatti? O l’amore non fa parte integrante del nostro animo, delle emozioni che siamo in grado di provare? Legittimo porsi delle domande del genere. E tuttavia, con qualche esempio, talvolta in grande e altre volte in spicciolo, viene spontaneo di abbattere quel muro di pessimismo che spesso e volentieri ci circonda. Tra i giovani attualmente spicca, per esempio, il moltiplicarsi delle attività di volontariato, che, il presidente Napolitano, ricevendone una delegazione al Quirinale, ha catalogato come un fenomeno altamente positivo. E sempre per ciò che concerne l’universo giovanile, avete mai provato ad interrogare un fioraio per domandargli chi compera i suoi fiori? Io l’ho fatto, e la risposta è stata quasi sorprendente ma delucidante, in molti hanno confermato la prevalenza di ragazzi sempre in aumento, prodighi a regalare un piccolo sogno fiorito al loro amore.
E allora, per tutti, anche per quelli che amano da tanti anni senza essere corrisposti e senza mai poter vedere la persona in questione, evviva se la piena dei sentimenti sopravvive, vuol dire che c’è speranza nel presente come nel futuro.
Certe volte la domanda potrebbe trasformasi in questa: si ama davvero o ci si butta dal balcone? A voi la scelta spero consapevole che amare è per sempre ed infinito, morire è un attimo finito eternamente.
Roberta
Roma, 8 Aprile 2010








