| Caro Direttore, ho già mandato un piccolo sfogo, da ex per tanti anni legato alle sorti di quella che è stata una bella AZIENDA, (prima che i rapaci politici di tutte le sigle ci mettessero le mani)...
Oggi, seguendo quello che dicono giornali, TV di stato e private, chiunque appare in televisione, si profila un quadro della situazione che poco fa sperare in una soluzione positiva della vicenda.
A me sembra che i soci di CAI poco hanno voglia di prendere Alitalia. La loro bella figura (di fronte a LUI) l'hanno fatta, godranno di benefici presenti e futuri, come molti già hanno detto e dicono: il resto poco conta.
Non conta il futuro di 18.000 lavoratori diretti e di un numero non precisato di lavoratori dell'indotto (comunque molto alto), una crisi occupazionale che comprende tutta una regione, e, in special modo, i comuni di Roma e Fiumicino, crisi che non ha precedenti in Italia.
Di questo sembra che a chi appare in TV o fa interviste sui giornali, poco importa.
Finalmente leggo che sia SACCONI che BERLUSCONI, sono preoccupati per come si svolge la trattativa. SCAJOLA seguita a fare il duro e puro prevedendo, da una parte salvaguardia, dall'altra catastrofi se non si raggiunge l'accordo con CAI.
In tutto questo marasma, riappare il fantasma di VELTRONI, che spara a zero sul governo, arrivando anche a dire che l'iniziativa di Berlusconi sulla cordata italiana è venuta dopo abbondanti libagioni in una serata di primavera (vedi Affari Italiani 12/09/08). In tutto questo bailamme di pareri, previsioni più o meno nere, c'è un silenzio assordante.
TREMONTI, quale ministro dell'economia, e proprietario di quel 49,9% che è in vendita, che fa? ZITTO.
Sembra quasi che la cosa non lo interessi. Eppure PRODI la trattativa con Air France la faceva attraverso PADOA SCHIOPPA.
Per ora, spero soltanto che Tremonti proponga una soluzione seria, di quelle che Lui è capace di proporre, che salvaguardi la esistenza dei lavoratori diretti ed indiretti e anche degli investitori, che, se hanno gli attributi, (come vogliono far vedere) e sono degni di chiamarsi imprenditori e non schiavisti, non potranno che accettare, come i sindacati.
Poi, nel giro di due anni, faremo la cura dimagrante giusta, basata su dati certi perchè verificati sul campo, e accettata da tutti.
Da cittadino italiano ex CGIL e poi da simpatizzante di Berlusconi, lo spero, altrimenti, proprio per il Berlusconi, non vedo un futuro tanto roseo.
Ennio Mosci
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