|
La vicenda Alitalia, tra annunci, sospiri, indignazioni e polemiche, sembra che stia per chiudersi con un innegabile successo governativo...
..A fronte del disastro del precedente governo Prodi, un primo passo è stato fatto. Manca ancora tutto, in realtà: il vettore straniero, il consenso comunitario, la trasferibilità dei voli dalla vecchia Alitalia alla nuova, l’effettiva operabilità della nuova compagnia, la situazione di Air One, la soluzione del contrasto tra Fiumicino e Malpensa e così via. Ma il primo passo è stato compiuto.
L’Alitalia è in crisi da sempre, fin da quando Prodi era presidente dell’IRI e fece scelte molto opinabili sull’alta dirigenza della compagnia. L’Alitalia non si è mai accorta dei voli a basso costo, della liberalizzazione del traffico aereo, della necessità di ridisporre un sistema aeroportuale adeguato ed efficiente, basatosi su un grande hub nazionale e su una rete di trasporti regionali, così come dello sviluppo delle linee cargo. Le grandi trasformazioni mondiali del traffico aereo sono scivolate come se non fossero mai né prevedibili né accadute. Al di là della competenza tecnica dei suoi operatori, la dirigenza è stata fallimentare. Ma tanto, pagava il contribuente ed una buona parte del personale era una riserva di caccia elettorale.
Per questi motivi il fallimento puro e semplice sarebbe stata una soluzione pulita, ad onta delle proteste corporative. Ora si cerca il partner. L’italianità della compagnia è assicurata. Ma quale italianità se ormai da anni, e soprattutto dagli ultimi tre, questa immagine è stata sputtanata in tutto il mondo? E che senso ha parlare d’italianità se il socio di maggioranza dovrà essere uno straniero? Misteri della politica.
Un discorso a parte meritano i piloti e gli assistenti di volo, che sono quelli che effettivamente tirano la carretta. La difesa dei loro interessi è sacrosanta, ma quanto sono conciliabili con la realtà disastrosa nella quale si trovano? La loro insensibilità politica è pari, forse alla loro professionalità, ma non possono avere diritti di cittadinanza in un sistema che deve, che dovrebbe essere ripulito da cima a fondo.
Ora che il primo dei molti passi da fare è stato compiuto, tutti si affannano a dire che la vittoria è loro. Anche Veltroni, che in fondo è una persona seria. L’unico che in questo momento dell’opposizione sembra essere il più saggio è Rutelli, che emerso dal silenzio dice che si deve operare uniti per la salvaguardia del sistema. Ma gli altri, sono piccoli bòtoli invidiosi del primo passo. Anche Casini dice di aver cooperato per il successo.
Basta questo per capire di che pasta sono i nostri politici in genere.
Cecco d'Ascoli
|