Mercoledì 05 Maggio 2010 09:20

I manager dallo stipendio d’oro. di Erostrato

Scritto da Administrator
Valuta questo articolo
(0 voti)
Forme di remunerazione legate alla performance aziendale sono state adottate sistematicamente, sin dall’inizio degli anni novanta, negli Stati Uniti, dove, sembra, abbiano...

...facilitato l’allineamento degli incentivi degli amministratori ai dividendi attribuiti agli azionisti.
Di conseguenza, nel disegno originario, i soli azionisti erano titolati a determinare un eventuale apprezzamento della qualità del manager attraverso la concessione di uno stipendio “d’oro”.
Il criterio, trasferito in Italia, ha subito una modificazione sostanziale in quanto i  manager nostrani hanno eluso la valutazione degli  azionisti e si sono attribuiti, motu proprio, gli stipendi d’oro.
Ma davvero strapagare i manager consente di avere aziende che crescono e creano ricchezza? In questo periodo di seria crisi economica la risposta appare persino scontata: i risultati del lavoro di tanti “cervelli” della scienza economica non si vedono affatto, mentre ogni giorno diventano sempre più allarmanti le notizie su tracolli finanziari e crescita zero. Di contro le retribuzioni dei grandi manager «crescono senza alcun rapporto con il costo della vita e con i progressi delle aziende».

In particolare, le tasche dei banchieri italiani, e del loro codazzo di dirigenti, non sono più sufficienti a contenere i soldi anche se, il presidente della loro associazione ha detto di essere contrario alla fissazione di un tetto massimo allo stipendio dei banchieri e, ciò, nonostante la crisi che molti di essi hanno contribuito a creare in modo determinante al solo scopo di diventare ricchi come Creso.

È singolare che Il presidente dei banchieri non condivida l’ipotesi di un contenimento delle retribuzioni d’oro ai banchieri,  che in proprio non rischiano niente, nemmeno il rischio di andare casa o in galera, come saggiamente sostiene il Ministro delle Finanze. Anzi, più procedimenti penali hanno in corso più si accrescono le cariche e i compensi.

Le retribuzioni dei banchieri italiani delle società quotate in borsa sono ammontati nel 2007 a 100 milioni di euro, nonostante la crisi che si addensava su molti di loro. Tradotti in lire i banchieri delle società quotate in borsa hanno portato a casa 200 miliardi con una media pro capite di almeno 20 miliardi. A questo poi si aggiungono le stock optino e i premi di cessazione. Già perché qualcuno è passato da una banca, dalla quale ha ricevuto una ricca buonuscita, ad un'altra dalla quale ha ricevuta una ricca buonaentrata.

È vero che chiedere ad un essere umano di privilegiare la coscienza alla tasca è impossibile, ma dal rappresentante di una categoria che, si ribadisce,  ha contribuito in modo determinante ad una crisi globale che si ripercuote su milioni persone ci si aspetterebbe un piccolo esercizio di autocritica. Sull’inserto di Repubblica Affari e  Finanza si riferisce di un banchiere che ha confessato «Perfino mia madre mi chiama per lamentarsi che guadagno troppo». Sembra che sia  cassato un bonus miliardario.

Oggi, qualcuno fa notare (ma ieri dove stava ?) che i manager bancari non possono assegnarsi i bonus che vogliono senza neanche consultare l’assemblea dei soci. Era la speranza che i banchieri si impegnassero a svolgere il loro ruolo in modo adeguato e remunerativo per gli azionisti e la collettività a far  illudere qualcuno che una remunerazione in funzione dei risultati raggiunti fosse il toccasana per l’economia ? Ma gli effetti di scelte razionali e  irrazionali, in banca, non si vedono nell’immediato, ma nel lungo periodo, così come fanno dire gli stessi banchieri, agli sprovveduti clienti sottoscrittori di fondi comuni per i quali il periodo medio di osservazione è di sette anni. E allora, perché i bonus i banchieri li percepiscono subito, e annualmente, in base ai risultati, che poi tali non sono,  in quanto futuri e  incerti, autoammirandosi per   investimenti che, a priori, sanno di  essere con  grado di rischio non attenuato?
Erostrato


Administrator

Administrator

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Aggiungi commento


Chi siamo

Il Movimento d'opinione nasce nel 1998 da un'idea di Temistocle Sidoti e Roberto Fait come...
29 Maggio 2011, 22.26

Convegni

In questa sezione potrete trovare tutte le notizie relative ai convegni realizzati da il Movimento
29 Maggio 2011, 23.32

Documenti

L'area del sito dedicata ai testi, documenti e pubblicazioni riguardanti il Movimento...
29 Maggio 2011, 23.52

Tesseramento

Informazioni utili e modulistica per partecipare attivamente alle iniziative de il Movimento Per...
30 Maggio 2011, 00.02
Testata giornalistica del PLI in attesa di registrazione al
Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio.
Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e,
salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.
Testata giornalistica de Il Movimento d'Opinione in attesa di registrazione al Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e, salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.