Mercoledì 05 Maggio 2010 09:23

CRISI FINANZIARIA E DINTORNI. di Massimo Ortolani

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(quarta parte) Quando ad una crisi finanziaria di rilevanza planetaria si comincia a dare una risposta planetaria...
…Nella terza parte dell’articolo avevamo  lasciato i nostri due giornalisti John (J) e David (D) intesi a discutere delle reazioni dei lettori a loro prese di posizioni pubblicate sul loro prestigioso quotidiano anglosassone.
Tenendo presente il contenuto delle email ricevute, ma soprattutto l’evolversi della crisi e delle azioni intraprese dai principali governi, i due giornalisti tornano a ridiscutere, con la sorpresa che, questa volta si unisce a loro l’enigmatico caporedattore Mr Undisclosure (U).   

(J) “ Hai letto le ultimissime notizie? Finalmente si va verso quello che dicevamo noi, vale a dire l’approccio di aggredire l’effetto dei titoli tossici cercando di separarli dal complesso delle altre attività di bilancio delle banche, e rifilandoli in apposite bad banks”
(D) “E la cosa più importante è che la notizia sia venuta dagli USA, la nazione maggiormente implicata in questa faccenda, ma ora guidata da un uomo nuovo”
(J) “Già, ma sto pensando che se si trattasse di titoli tossici diciamo normali si potrebbe procedere ad un piano di ristrutturazione nei confronti di chi li ha emessi come nel caso dei bonds argentini”
(D) “Invece qualcuno li ha addirittura definiti radioattivi; il che vuole dire che non è possibile neanche avvicinarcisi”
(J) “Allora avevo ragione io quando sostenevo che all’origine si trattava di titoli emessi da soggetti di difficile identificazione che per un po’ di tempo hanno fruttato lucrose remunerazioni che hanno fatto gola a tanti che hanno probabilmente anche fatto finta di non vedere”
(D) “Non è vero che sono tutti di difficile identificazione. Prendi il caso Madoff o quello dell’altro finanziere USA recentemente arrestato”
(J) “E perché durante gli ultimi 15 anni le autorità preposte non hanno  svolto i dovuti controlli? Nel caso di Madoff sarebbe stato molto semplice scoprire la magagna”
In quel mentre si presenta in stanza il sig U che, entrando, ha avuto modo di ascoltare la domanda
(U) “Non si è saputo nulla sinora per evidenti coperture politiche, quale altra spiegazione potrebbe essere più appropriata. Lo conferma il fatto che Madoff si è presentato ai giudici con addosso un corpetto antiproiettile”
Tutti e tre sghignazzano.
(U) “Cari collaboratori, dopo la scomparsa di Bush dalla scena internazionale non ho più remore ad affrontare con maggiore incisività sul nostro quotidiano queste tematiche. E a questo proposito vi dico che nei prossimi interventi dovremo affrontare due fondamentali questioni. A) i le tempistiche con le quali uscire dalla crisi (e su questo tema Obama e Panetta potrebbero essere i protagonisti) e b) le modalità ottimali delle regole standard all’ esame del prossimo G 20”
(D) “Ci fa piacere che anche tu ci confermi come non debba esistere una etica solo per il singolo ma anche per gli stati. Ho sempre avuto il dubbio che le modalità con le quali sono state fatte le  iniezioni di liquidità da parte della FED  - per uscire dalle varie crisi economico-finanziarie degli ultimi decenni – abbiano favorito anche manovre non trasparenti volte a finanziare interventi politici che il governo USA non avrebbe facilmente approvato e che hanno contribuito a produrre ammontari di liquidità internazionale di difficile regolazione”
(J) “Non concentriamoci solo sugli USA in questa materia, il mondo è grande e ci sono secondo me anche altri soggetti pubblici, e soprattutto  privati, da considerare al riguardo”
(U) “Come stiano esattamente le cose  lo sapremo solo al momento cruciale in cui si discuterà di chi coprirà gli eventuali importi insoluti dei soggetti debitori emittenti i titoli tossici, vale a dire al momento in cui le banche internazionali li facessero confluire nelle varie bad banks territoriali”
(J) “Già, ma si creerebbe allora  un altro problema per le banche. Dato che pulire il bilancio dei titoli che erano stati contabilizzati a valori significativi fino allo scorso anno e che ora dovessero valere zero comporterebbe delle perdite ingenti con inevitabili implicazioni connesse anche all’accordo Basilea 2”
(U) “Ma è proprio per evitare l’effetto di tali perdite in riduzione del capitale delle banche che sono stati ideati i bonds trasformabili in azioni”
(D) “Però in tal modo si creerebbero quelle nazionalizzazioni che sia in USA che in altri paesi non sono affatto ben viste”
(U) “Intanto la crisi attuale ha fatto cambiare anche l’ordine di priorità tra ciò che è valevole ed opportuno in campo economico e ciò che non lo è più . Tanto che in un paese liberista come gli USA si sono già salvati importanti istituzioni finanziarie ed assicurative, oltre ad aziende come quelle automobilistiche”
Inoltre, nei casi nei quali tali bonds possano essere convertiti in  azioni senza diritto di voto – parlo dei paesi che hanno da poco ultimato processi di privatizzazione in campo bancario, andrebbero ad attutire l’effetto delle perdite senza creare inevitabilmente una nazionalizzazione”
(D) “Ma senza contare il fatto che non sappiamo se il costo, cioè il tasso di interesse associato a tali bonds sarà tale da consentire in ogni paese una fluida continuazione dei finanziamenti alle imprese”
(J) “Inoltre, se si procede con interventi effettuati con caratteristiche istituzionali così difformi, si dovrebbe seguire lo stesso criterio in tema di definizione delle regole standard attualmente allo studio per l’intero assetto dei paesi industrializzati”
In quel momento squilla il cellulare di Undisclosure
() “Devo andare, vi raggiungo nel pomeriggio per terminare questa interessante conversazione”

M.A.X

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