Mercoledì 05 Maggio 2010 09:31

Quelle tante Termini Imerese ignorate, perché non targate Fiat

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di Temistocle Sidoti

L'Italia deve uscire dall'economia del capitalismo di Stato, tanto caro a molti "imprenditori", che consistite nel collettivizzzare le perdite, scaricate sul contribuente, e personalizzare gli utili.

Volete sapere perché oggi mi voglio "impicciare" dello Stabilimento FIAT di Termini Imerese?

Perché ritengo di averne titolo essendo stato per circa sei anni della mia vita, in due successive occasioni, dipendente Fiat a Palermo e la seconda volta da Direttore di quella Filiale.

E conoscevo quindi abbastanza bene quei 2300 dipendenti dello Stabilimento di Termini Imerese (tanti erano allora,rispetto ai 1400 attuali), a cui la mia Filiale di Palermo forniva le vetture di delibera per i dipendenti e contro i quali facevamo memorabili ed indimenticabili partite a pallone.

Ed ora, Marchionne (il manager in pullover) vuole diversificare la produzione delle vetture e mandare a casa centinaia di dipendenti, giustificando questa decisione con la motivazione per lui sacrosanta:una vettura Fiat costruita in Sicilia costa 1000 euro in più che nel resto d'Italia!

Ma mi sia consentito fare alcune considerazioni.

Agnelli ha messo da parte (all'estero) tanti miliardi ed ha potuto farlo soprattutto per le cortesie della "politica", dalle rottamazioni alla cassa integrazione.

Sempre ammirato quel furbacchione dell'Avvocato-Senatore, che quando la Fiat andava bene incassava i dividendi ma quando le varie congiunture comportavano tempi grami faceva scattare la cassa integrazione e pagava pantalone (cioè tutti noi italiani).

Non è un comportamento serio né accettabile!

In ballo c'è la solita politica, che deve finirla una buona volta di funzionare come "salvagente" senza nessun costo: la Fiat se la cavi da sola con le sue risorse e riserve accumulate negli anni.

Noi italiani non riusciamo a digerire i ripetuti incentivi riservati alla sola Auto quando per l'Italia chiudono piccole imprese, studi professionali, botteghe artigiane e anche medie imprese senza che nessuno del governo alzi un dito e quando la Fiat si muove si scatena il putiferio.

Il governo si occupi meno di Fiat che è grande abbastanza e fin troppo coccolata: quando è il momento sa badare a se stessa, lo ha dimostrato.

E si interessi soprattutto alle decine di Termini Imerese sparse per l'Italia che ogni settimana si chiudono senza che nessuno se ne accorga.

Temistocle Sidoti

Roma: domenica 6 dicembre 2009


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