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La crisi economica attuale non è dovuta a mancanza di lavoro, salari e pensioni insufficienti per rilanciare i consumi, alle infrastrutture inadeguate, a scarsa defiscalizzazione o carenza di incentivi statali, ma al costo troppo elevato della energia elettrica...
Noi paghiamo il kwh il doppio della Francia, il triplo della Svezia e il 50% in più della media UE. In questa situazione le nostre imprese non possono competere. Lo smantellamento accelerato, “inventato” dall’allora Ministro On. Pierluigi Bersani a dicembre1989 è già costato 36 miliardi di Euro agli utenti elettrici - due miliardi per famiglia all’anno - e ne costerà ulteriori 50 nei prossimi 20 anni. E noi che facciamo ? Ci dilettiamo a “smantellare in modo accelerato” le centrali nucleari dismesse, ma ancora agibili, di Caorso e Trino Vercellese, decisione presa dall’allora Ministro On. Pierluigi Bersani a dicembre 1989. Una iniziativa demenziale, contraria alla prassi internazionale, senza autorizzazione preventiva (il famigerato Decreto Letta del luglio 1991 verrà emanato solo dopo 18 mesi di vandaliche attività che fortunamente non hanno coinvolto la parte nucleare per la mancata identificazione del sito in cui smaltire le scorie radioattive) . Occorre invece diversificare le fonti per ridurre il costo dell’energia elettrica. Le energie rinnovabili del vento e del sole non servono, non bastano, costando di più della generazione termoelettrica da idrocarburi. Solo l’energia nucleare può consentirlo. Già ci aveva pensato l’ENI, assicurando, con una pubblicità ingannevole, uno sconto “del 10% per sempre sulla componente energia” delle tariffe di elettricità e gas. Ma non basta : l’Autorità per l’energia ha successivamente deciso uno sconto dell’ 1.5 % sulle tariffe dell’ energia elettrica e dell’1% sul gas, con un risparmio di 37 Euro all’anno per famiglia, 10 Eurocents per famiglia al giorno, uno sconto che certo non cambia la vita ! Qui siamo al ridicolo : lo “smantellamento accelerato” delle centrali nucleari dismesse; ma ancora agibili di Caorso e Trino Vercellese inventato dall‘On. Pierluigi Bersani è già costato 36 miliardi di Euro agli utenti elettrici. Che fare ? Occorre interrompere immediatamente lo smantellamento accelerato e procedere invece ad un rapido riavvio. Con una spesa pari al 5/6% e in pochi mesi (15 o 20) si potrebbero ridurre le bollette energetiche del 9% e, con la costruzione di 5 o 6 nuove centrali nucleari, riportare le tariffe a livello europeo nel giro di 10 o 12 anni. Caorso e Trino possono e devono essere riavviate. Altrove è stato fatto : a Medzamor (Armenia) in base ad un accordo che feci io stesso con il Ministro dell’energia armeno, la centrale nucleare, fermata per un terremoto è stata ravviata dopo 15 anni e Browns Ferry3 (USA) fermata per un incendio, è stata riavviata dopo 12 anni. E a Caorso e a Trino non ci sono stati né terremoti né incendi. Ma quale Regione italiana accetterebbe mai di realizzare sul proprio territorio una nuova centrale nucleare, fosse anche di terza, quarta o quinta generazione, dopo il “regalo” fatto alle Regioni Emilia e Piemonte? Le due centrali potrebbero esser riavviate e produrre energia elettrica a 2 Euromills/kwh quando a noi costa 200 Euromills/kwh produrla con idrocarburi. Il sollecito riavvio di queste due centrali, costituirebbe il vero segnale di una nuova svolta nella politica energetica italiana.
Paolo Fornaciari, Presidente CIRN
Roma, 8 Aprile 2009
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