Venerdì 23 Aprile 2010 13:53

"Caro Amico ti scrivo, che qui proprio non va..." di Laura Valvo

Scritto da Administrator
Caro Direttore, vorrei intitolare questo mio pensiero con la frase di una nota canzone:
"Caro Amico ti scrivo, che qui proprio non va..." le sembrerò noiosa e caparbia su questo argomento, ma desidero precisare che "Cambiare le cose con l'Antroposofia", potrebbe essere interpretato come una nuova filosofia da applicare al sociale...

 

...ma non è così. Non è un considerare la realtà in modo astratto, ma la realtà nel suo divenire umano.

Con la prossima campagna elettorale si metteranno a confronto i programmi di governo degli schieramenti dei partiti politici.
I problemi sociali sono sempre gli stessi, sempre affrontati e mai risolti, da qualsiasi Governo si sia avvicendato, perchè ogni volta si è dovuto confrontare con la parte avversa, con l'opposizione, non solo di fatto ma per motivazioni ideologiche, sia pur opponendosi dialetticamente, dall'una e dall'altra parte al fondamento ideologico delle proprie posizioni, con argomentazioni del tipo: vogliamo l'interesse del Paese!
Da questa situazione non se ne esce perchè ogni schieramento, a pretesto della Politica, cerca di affermare la propria posizione ideologica.
Con la Politica si è inteso risolvere i problemi sociali presupponendola come organismo unitario, dando allo Stato la prerogativa gestionale in fatto di Giustizia, Economia, Scuola, Scienza, Cultura.
Perchè non se ne vien a capo?
I problemi non vengono affrontati dal punto di vista della realtà, poichè non si considera che le questioni sociali richiedono la consapevolezza che l'uomo si inserisce nella vita sociale non solo per soddisfare i suoi bisogni materiali, ma per lo sviluppo della sua vita animica e spirituale. (Non intendendo con questo una dottrina religiosa o l'appartenenza a una Chiesa, ma la vita stessa dell'uomo in quanto essere che pensa, sente, vuole).

Dando alla Politica ciò che è della Politica, e cioè la funzione di legiferare per tutto quanto concerne i rapporti fra uomo e uomo, quindi come funzione giuridica, si addiverrebbe ad un effettivo Stato di diritto.
Questo Stato politico-giuridico si interesserebbe all'Economia per l'applicazione di norme giuridiche atte a regolamentare in fatto di: trapassi di proprietà, orario di lavoro, e tutto quanto riguardi il diritto.
Con la Scuola, la Scienza, la Cultura, ecc., non dovrebbe avere nessun carattere istituzionale nè amministrativo, poichè questo organismo sociale, intendendosi come l'attività pensante dell'uomo, dovrebbe autoamministrarsi nella vera concezione di libera Scienza e libero Insegnamento, affinchè sia effettivamente l'espressione dell'esigenza animica e spirituale dell'uomo.

I rappresentanti dei Partiti politici, di destra, di sinistra, di centro e quant'altro, dovrebbero prendere coscienza che la società è fatta di uomini e non di numeri da contare in sede elettorale, perchè alla resa dei conti dovranno confrontarsi con la realtà.

Gentile Direttore, le sembrerò noiosa e caparbia su questo argomento, ma con la pubblicazione sul Sito del mio scritto: "Cambiare le cose con l'Antroposofia", potrebbe essere interpretato come una nuova filosofia da applicare al sociale.
Ma non è così. Non è un considerare la realtà in modo astratto, ma la realtà nel suo divenire umano.

La saluto cordialmente. Laura

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