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di Giorgio Prinzi
Paolo Fornaciari aveva dato vita al Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare nello sforzo di correttamente informare in un campo dove regna la disinformazione.
Il collega Alceste Rilli ha ricordato l’ingegner Paolo Fornaciari sotto il profilo professionale. Io voglio ricordarlo sotto il profilo del tecnico consapevole e responsabile anche sotto il profilo sociale, che si sforza di comunicare con un’opinione pubblica intenzionalmente disinformata.
Per questi motivi avevamo dato vita al Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (Cirn), in cui Paolo Fornaciari era per noi (un gruppo formato in prevalenza da tecnici tra i quali l’ingegner Rilli e chi scrive) un Maestro, un leader, una guida di etica professionale e di impegno sociale. Avevamo scelto di servirci di internet, allora ancora ai primordi, e lo avevamo fatto artigianalmente, con mezzi quasi nulli, ma con grande passione. La “potente lobby nucleare” aveva ed ha un sito web per l’impegno personale di poche e identificate persone.
Soprattutto negli ultimi tempi l’impegno dell’ingegner Fornaciari si è concretizzato in un martellamento di scritti, dovunque trovasse spazio e dovunque potesse comunicare il suo pensiero che, come nel caso della pressante richiesta di ripristino e riavvio delle centrali elettronucleare dismesse (ma diceva “vandalizzate”) di Caorso e di Trino Vercellese, era controcorrente anche rispetto all’atteggiamento diffuso tra gli operatori del settore nazionale, quelli con veste ufficiale in quanto corresponsabili di un costosissimo smantellamento accelerato contrario alla prassi internazionale consolidata, gli altri perché l’unica attività remunerativa (con soldi pubblici) nazionale di settore è ancora attualmente lo smantellamento delle due centrali. Proprio su questo argomento era intervenuto lo scorso 21 luglio con un contributo sul sito de “il Movimento d’Opinione”, che, insieme ad una intervista omologa nei contenuti comparsa lo stesso giorno sul francese “Le Monde”, deve considerarsi il suo testamento di tecnico socialmente impegnato.
Il fisico dell’ingegner Fornaciari era stato minato da un avvelenamento alimentare da pesce crudo consumato in Giappone in uno dei suoi ultimi viaggi di lavoro per conto dell’Enel. La neurotossina aveva innescato un inesorabile processo degenerativo che gli aveva creato difficoltà di deambulazione, sino a costringerlo su una sedia a rotelle. Poi il trapasso.
Per noi che lo abbiamo conosciuto e abbiamo avuto la gioia di potere a vario titolo collaborare con lui, rimane un fondamentale punto di riferimento. Siamo concordi, trascorso il periodo di dolore più inteso, di intitolare il Cirn al suo nome “Paolo Fornaciari: una vita per l’Atomo” postulando il concetto da uno dei suoi libri.
ingegner Giorgio Prinzi Cirn
Roma: 4 agosto 2009
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