Venerdì 23 Aprile 2010 13:53

Emergenza educazione: la lotta comincia nella scuola e nella famiglia

Scritto da Administrator
SOLIDARIETA' e VALORI. Rubano, picchiano, violentano coetanei con la freddezza di un delinquente navigato: quando in un anno solo a Milano vengono aperti quasi quattromila fascicoli di provvedimenti nei confronti di minori si parla di allarme sociale...

 

Sul Corriere della Sera fin dal 1910 si denunciavano i danni del lassismo nell’educazione ed oggi, dopo 100 anni, il lassismo ha raggiunto vette inaccettabili, bullismo, violenza, depressione sono in continua drammatica ascesa: se si lasciano questi giovanissimi immersi nei loro problemi fino al collo, non si salveranno più, la spirale è solo discendente!

Perché gli adolescenti di oggi appaiono sempre più cinici ed insensibili?
Molti puntano decisamente il dito sui video giochi, film e serial nei quali la più feroce ed efferata violenza la fa da protagonista.
Secondo il "Journal of Experimental Social Psychology" “interagire con i giochi più violenti porterebbe ad essere addirittura proprio più cattivi”, secondo altri invece, censurare servirebbe a ben poco perché il divieto si può rivelare una buona pubblicità, un ottimo biglietto da visita per un gioco che fa della violenza la principale attrattiva!

Che fare dunque?
Di certo i video giochi violenti sono conseguenze di qualcosa, prima di essere una “causa”.
Da che mondo è mondo infatti, i giovani, i bambini, gli adolescenti, ma anche gli adulti, possono voler provare piacere nell’uccidere l’orco, esperienza naturalissima se ricondotta all'interno del gioco perchè è il modo più corretto per sfogare la propria rabbia.
D’altro canto la televisione sembra sostituirsi al ruolo delle nonne, delle mamme, dei papà quando in un’atmosfera calda e magica raccontavano le favole pronti ad abbracciare e rassicurare i bambini spaventati dall’orco cattivo.
Oggi i numerosi impegni lavorativi, sociali, ricreativi e lo stress causato da conflitti di ogni genere, rendono sempre più stanchi e meno disponibili ad ascoltare i veri bisogni dei bambini.
Perfino il così detto benessere ha fatto la sua parte ed ha portato a colmare i figli di cose, spesso inutili e ha alimentato negli adulti l’illusione che tutto ciò di cui i bambini hanno bisogno possa essere comprato.

In conclusione appare necessario e più che mai urgente puntare di più sull’educazione che i nostri figli ricevono fin dalla nascita e poi nelle scuole, aumentare il clima di fiducia e la loro stima di sé, necessari per imparare a costruire sani rapporti fondati sulla solidarietà e sulla cooperazione.
Fin dagli anni ’90, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dettato in tal senso delle linee guida ed oltre 30 paesi europei (ahimé l’Italia non è tra questi!) hanno risposto all’appello finanziando programmi nelle loro scuole e ottenendo una notevole riduzione dei fenomeni di bullismo e di depressione.

Anche l’Associazione FuturH@nd Onlus, come tante altre Associazioni che aiutano i bambini disagiati nel Mondo, si è data il medesimo obiettivo scegliendo però l’Italia ed ha già pronto un nuovo progetto ampio e duraturo, che una volta ottenuto il sostegno da parte di una importante Fondazione potrebbe partire in alcune scuole elementari di Roma già dal prossimo settembre.
Per chi volesse sostenere il Progetto “i bambini, prima di tutto!” con la donazione del 5 per mille dell'IRPEF attraverso il 740, il codice fiscale dell’Associazione è 07500621003, mentre per i versamenti (detraibili fiscalmente)  il c/c postale è il n. 55774152.

Orietta Matteucci

Segretario Generale

FuturH@nd Onlus

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