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di Renzo Riva
L'ultima assurdità in campo energetico è la garanzia del profitto garantito per i petrolieri che rigassificano in Italia. Ecco perché il nostro Paese avrà più rigassificatori di tutto il resto d'Europa.
Riprendo quanto scritto dall’ingegnere Paolo Fornaciari, il recentemente scomparso Presidente del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare che rappresento in Friuli Venezia Giulia, riportando alcuni dati da un suo rapporto.
I rigassificatori esistenti oggi nel Mondo sono 54 (4 negli Usa e 15 in Europa). Le navi metaniere per il trasporto del GNL (gas naturale liquido) con stazza da 143.000 m3 a 253.000 m3 oggi in servizio sono 192. In tutta Italia sono state depositate richieste per la realizzazione di altri 12 rigassificatori, che, in aggiunta agli esistenti, porterebbero il loro totale a 15.
Ora da tecnico ed abituato a ragionare con i numeri e non a darli, elenco chi produce elettricità con il gas e la percentuale sul fabbisogno totale prodotto. L’Italia al primo posto con oltre il 50%, gli Usa al pari con gli inglesi con il 20%, la Germania col 10% e fanalino di coda la Francia col 5%.
Questi dati danno già la misura dell’anomalia italiana che nel 1987, in epoca di prezzi del gas irrisori, spense l’ATOMO a Montalto di Castro e nel resto d’Italia.
Oggi le centrali a gas a ciclo combinato (CGCC) con la loro resa massima del 65% e di peggio le centrali turbogas (TG) con rendimento massimo del 37% sono la causa del costo proibitivo del kWh che gli utenti utilizzano e pagano (inclusi i balzelli dei costi per l’uscita dal nucleare insieme a quelli originati dalle insensatezze delle energie alternative sponsorizzate dai Verdi che poi sono contrari a tutto: idraulico, biomasse e termovalorizzatori compresi,. dove tali soluzioni vengono proposte.
A favore del turbogas (TG) però c’è la sua versatilità nel rispondere in termini relativamente brevi, da freddo può andare in servizio nel tempo da una a due ore al massimo, alle richieste di aumento di carico e perciò utili per periodi di picco dei consumi nonostante il loro basso rendimento energetico: il caso del loro utilizzo in Germania e Francia.
Ma la ciliegina sulla torta dell’insensatezza italiana nel massiccio uso del gas sta nella delibera n. 178/2005 e successive integrazioni dell’autorità dell’energia e gas che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento RLC. Tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto e ha durata per un periodo di 20 anni.
Che cosa vuol dire? Che se non c’è metano da rigassificare (come accadrà: vedasi i numeri sopra riportati), il gestore incasserà comunque ed ecco perché tutti vogliono venire in Italia a costruire e/o installare i rigassificatori.
Ovviamente a fronte dell’utente-cliente della rete gas a cui toccherà la parte di Pantalone, cioè di pagatore.
L’ironia della sorte vuole che l’importazione di energia elettronucleare, per grande parte dalla Francia al prezzo di 7÷8 eurocents col suo 15% del nostro totale fabbisogno, compie una calmierazione del prezzo di produzione nostro, che altrimenti sarebbe ancora più elevato.
Sapere poi che la bolletta che abbiamo pagata alla Francia negli ultimi vent’anni ha finanziato, per loro a costo zero, un terzo dei 59 reattori del loro parco elettronucleare dà la misura della nostra dabbenaggine di gente dedita al buonismo e alla “politically correctness”.
Ultima considerazione che “taglia la testa al toro” è che dal prossimo anno andrà in servizio il gasdotto Nabucco e proprio questa settimana sono stati firmati gli atti ufficiali per la costruzione del gasdotto South Stream portando perciò le canne del gas che arrivano in Italia al numero di sei: caso unico al Mondo e che pertanto rende inutili i rigassificatori per le nostre necessità che richiedono anzi d’affrancarci dalla quasi totale dipendenza del carente mix energetico del Paese.
Se proprio volessimo poi perché non considerare “tout-court” l’importazione diretta dell’energia elettrica da chi in Europa o sulle sponde del mediterraneo è in grado di fornircela economica ed abbondante come invece noi non siamo capaci d’assicurare al sistema delle imprese e delle famiglie?
Renzo Riva
Roma: domenica 16 agosto 2009
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