Mercoledì 05 Maggio 2010 14:50

Le fonti rinnovabili creano problemi alla rete ed invalidano il sistema di distribuzione

Scritto da Administrator
di Giorgio Prinzi

La corsa all'energia dal sole e dal vento caratterizza soprattutto il Sud, dove l'affare sono l'ecoassistenzialismo degli aiuti pubblici a queste forme invalidanti d'energia e il commercio dei cosiddetti "certificati verdi", che minano pesantemente le regole della concorrenza

Che le cosiddette fonti alternative siano una emerita “bufala” lo diciamo da sempre, per quel che mi riguarda dai tempi della tesi di laurea svolta proprio sull’argomento. Il concetto è stato ribadito nel corso del convegno sull’energia di cui è su questo sito disponibile un sintetico documentario che può essere visto premendo sull’icona del manifesto, nel menù di destra.

Dov’è allora la novità? La novità è che i nodi prevedibili e previsti da chi ha da sempre affrontato la questione in scienza e coscienza e non con approccio fideistico, peggio se in malafede, vengono ora al pettine. Il gestore di rete, di fronte al vero e proprio “attentato” alla regolarità del servizio costituito dal diffondersi di questi impianti, è stato costretto ad emettere un documento, di cui è stata data notizia con un lancio dell’agenzia giornalistica Ansa, che pubblichiamo a seguire di questo nostro scritto, con il quale ne spieghiamo il reale significato.

Il sistema elettrico è un qualcosa di estremamente rigido e, per questo, anche delicato. Il primo fondamentale dato è che deve esserci permanente equilibrio tra erogazione ed assorbimento, nel senso che tanta energia viene prodotta, altrettanta ne deve venire contestualmente consumata; e viceversa.

Come se non bastasse, c’è una ulteriore complicazione. L’energia elettrica viene erogata alla frequenza di 50 hertz, valore fisso e inderogabile pena anche gravi danni agli utilizzatori, alcuni, come gli apparati elettronici, particolarmente delicati. Cosa succede se in rete si verifica un’improvvisa oscillazione, ad esempio una significativa richiesta di maggiore potenza per l’inserimento di un grosso utente o per il calo repentino dell’intensità del vento (o una nube improvvisa su un impianto fotovoltaico) che peraltro spira a raffiche? Se il carico repentino è relativamente piccolo rispetto la quantità di energia erogata in quel momento nella maglia e c’è sufficiente potenza (concetto relativo alle caratteristiche specifiche) in riserva (ma tenere potenza in riserva costa, perché bisogna bruciare combustibile senza produrre chilowattora, quindi a scapito dell’efficienza e dell’economicità) si immette in turbina l’equivalente termico della potenza richiesta (è come pigiare sull’acceleratore per evitare di rallentare nell’affrontare una salita) e si riequilibria l’erogazione di energia elettrica con la domanda.

Ma cosa succede se non c’è sufficiente potenza in riserva o se l’oscillazione del carico è superiore a quella tollerabile in maglia? Se la centrale non c’è la fa a compensare la maggiore repentina richiesta, dal momento che non può rallentare il regime di rotazione, in quanto l’erogazione deve inderogabilmente avvenire alla frequenza di 50 Hz, in attesa di adeguare la potenza e renderla idonea al mantenimento del regime essa viene temporaneamente staccata dalla rete e il carico da essa sostenuto ripartito sull’intera rete.

Tutto bene finché la rete nel suo complesso è in grado di assorbire il maggior carico, ma se una maglia vicina non ha sufficiente potenza in riserva o è già al limite verrà anch’essa automaticamente distaccata, con il rischio di un effetto domino, quello che in gergo è conosciuto come black out. Riavviare l’erogazione, una volta andati in black out, richiede un tempo anche notevole, come in un passato non molto lontano, il 28 settembre 2003, abbiamo potuto sperimentare direttamente, perché le centrali non devono semplicemente essere riavviate, ma devono anche venire rimesse in parallelo, nel senso che tutte devono tornare ad erogare in sincrono alla frequenza di 50 Hz. Se ne avvia prima una e la si mette in frequenza, poi un’altra e la si mette in sincrono con la prima, e così proseguendo sino a riavviare l’intera rete.

Cosa dice allora, alla luce di questi aspetti tecnici che si siamo sforzati di spiegare in maniera sintetica, il documento del gestore della rete? Dice che, a causa del notevole aumento di installazioni di aerogeneratori si è verificato, soprattutto al Sud, un incremento della potenza variabile superiore a quella che la rete è in grado di sopportare per cui si è dovuta fermare l’erogazione in rete di queste macchine (traduzione in linguaggio parlato del “nel 2008 e nei primi mesi del 2009 a un costante ricorso alle modulazioni in riduzione programmate e in tempo reale della produzione da rinnovabili non programmabili e, in particolare, degli impianti eolici”), il cui proliferare non è compatibile con la natura stessa del sistema elettrico.

Come uscire dall’assurdo in cui ci si è andati ad impelagare? Il gestore della rete non propone una sua soluzione, ma la chiede ai soggetti interessati, sempre che siano in grado di darne una valida.

La nostra è quella di smetterla con queste costose, inefficienti e dannose soluzioni.

Giorgio Prinzi

Roma: lunedì 14 settembre 2009

 

 

Riportiamo a seguire il testo integrale del lancio dell’agenzia giornalistica Ansa in cui si da notizia di un documento del Gestore della rete elettrica, nel quale si mette in evidenza il danno che il significativo crescente ricorso a erogazione elettrica da generatori azionati da fonti rinnovabili produce alla sicurezza ed alla affidabilità delle rete.Richiamiamo inoltre l’attenzione su un articolo pubblicato da “il Sole 24 Ore” a firma di Luca Salvioli e consultabile alla pagina web

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/energie-rinnovabili-angelo-spena.shtml?uuid=def3c24e-9e0c-11de-8d06-65c305b3f5e4&DocRulesView=Libero

nel quale vengono ben argomentate e documentate tesi da noi da tempo sostenute.

 

ANSA) - ROMA - L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha pubblicato un Documento di consultazione con gli Orientamenti per il dispacciamento dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, che prospettano una revisione della nuova disciplina del dispacciamento. L'intento è quello di superare le criticità riscontrate nell'attuale assetto del mercato e nel quadro regolatorio. Negli ultimi anni infatti si sarebbe registrato in Italia un aumento progressivo delle installazioni di impianti da fonti rinnovabili, soprattutto eolici e fotovoltaici che per loro natura sono fonti di natura intermittente, quindi con una produzione non programmabile. Tali impianti, specie quelli eolici, sono concentrati soprattutto nell'Italia meridionale e insulare, già interessata da inefficienze in termini di regolazione e controllo della rete. La non programmabilità di questi impianti, unita allo scarso fabbisogno elettrico che caratterizza le aree in cui sorgono e ad alcune rigidità del parco termoelettrico presente in queste aree, ha reso ancor più critico l'esercizio in condizioni di sicurezza delle reti. Proprio questo ha persuaso l'Autorità a effettuare una riflessione e a aprire una consultazione sull'attuale disciplina del dispacciamento e sull'attuazione della priorità di dispacciamento, prevista dalla normativa vigente, in situazioni in cui la sicurezza del sistema potrebbe non essere garantita. Il sempre crescente incremento delle installazioni eoliche, però, unite a una permanente difficoltà di sviluppo della rete di trasmissione esistente, hanno portato nel 2008 e nei primi mesi del 2009 a un costante ricorso alle modulazioni (in riduzione) programmate e in tempo reale della produzione da rinnovabili non programmabili e, in particolare, degli impianti eolici, rendendo di fatto necessario, da parte dell'Autorità, un intervento regolatorio che disegni una nuova disciplina del dispacciamento della produzione da fonti rinnovabili non programmabili favorendone una maggiore integrazione nel mercato. I soggetti interessati sono invitati a far pervenire all'Autorità, per iscritto, le loro osservazioni e le loro proposte entro il 15 settembre 2009.


Aggiungi commento


Chi siamo

Il Movimento d'opinione nasce nel 1998 da un'idea di Temistocle Sidoti e Roberto Fait come...
29 Maggio 2011, 22.26

Convegni

In questa sezione potrete trovare tutte le notizie relative ai convegni realizzati da il Movimento
29 Maggio 2011, 23.32

Documenti

L'area del sito dedicata ai testi, documenti e pubblicazioni riguardanti il Movimento...
29 Maggio 2011, 23.52

Tesseramento

Informazioni utili e modulistica per partecipare attivamente alle iniziative de il Movimento Per...
30 Maggio 2011, 00.02
Testata giornalistica del PLI in attesa di registrazione al
Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio.
Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e,
salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.
Testata giornalistica de Il Movimento d'Opinione in attesa di registrazione al Tribunale di Roma. Le foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Per chiederne la rimozione scrivere alla redazione del sito. Le collaborazioni sono su richiesta della Direzione e, salvo quando espressamente dichiarato dalla Proprietà, a titolo gratuito.