Tre baby mostri pianificano freddamente l’eliminazione di una coetanea dopo averne abusato a turno e al massimo rischiano 16 anni di carcere. Tre bulletti che messi insieme diventano assassini in un piccolo paese fatto di niente, un piccolo mondo in pochi metri quadrati, la chiesa, la scuola, la piazza, il bar, il parco giochi compresi l’amore ed il sesso per ammazzare la noia e sentirsi più grandi.
Assassini che confessano di aver “pianificato sommariamente le modalità di questo omicidio” per chiedere poi agli inquirenti “ora che ho confessato posso tornare a casa?”, uno dei genitori che li credeva “ragazzi normali, tutti che un po’ studiano e un po’ lavorano” e che ora non riesce a credere che siano dei “mostri”, i nonni della vittima che furibondi affermano “altro che carcere, quei tre andrebbero ammazzati, devono fare la stessa fine…”, insomma siamo davvero in piena emergenza educativa.
Una emergenza vera, la prima di una lunga lista di emergenze del nostro Paese e i troppi fatti ormai della angosciosa cronaca di ogni giorno lo dimostrano inequivocabilmente denunciando una situazione di drammatico non ritorno.
Infatti per la sicurezza e per i rifiuti le soluzioni ci sono basta attuarle, nelle problematiche legate alla buona educazione invece, è quasi impossibile trovare soluzioni a meno che non ricominciamo dall’Abc culturale e morale, a meno che non insegniamo a sciogliere il gelo dell’anima, dell’indifferenza, a meno che non insegniamo cosa è l’affetto, la cooperazione, il senso del dovere.
I genitori dei tre assassini hanno detto di non voler perdonare i loro figli, ecco cominciamo da qui.
Orietta Matteucci
Counselor Mediazione familiare e
risoluzione dei conflitti








