Domenica 09 Maggio 2010 21:38

Un dibattito a volte persino duro e spigoloso visto da una posizione privilegiata

Scritto da Administrator


di Maurizio Navarra

L'iniziativa de "il Movimento d'Opinione" ha avuto il pregio di mettere a confronto diretto posizioni che apparivano inconciliabili e che tali sono in gran parte rimaste anche per un atteggiamento oltranzista del "muro contro muro". Senza dubbio ho assistito al nostro Convegno dedicato alla “Ripartenza del nucleare” da una posizione privilegiata. Ho avuto modo di contattare e parlare con tutti i relatori non soltanto il giorno della scadenza, ma anche prima, in fase di preparazione. Ho avuto modo di osservare, per tutta la discussione, il pubblico riuscendone così a coglierne le reazioni, più o meno espresse, più o meno palesi. Sicuramente chi ha assistito è stato testimone di un confronto a volte duro, ma aperto e sincero, “senza esclusione di colpi”; nel corso dei lavori ogni relatore, pur sotto la tirannia del tempo ristretto preventivamente assegnato, ha liberamente avuto modo di esprimere il proprio parere. Posso affermare con certezza, avendo avuto il modo di scambiare qualche opinione con molti presenti, che tutto quanto è stato detto è stato recepito con molto favore e partecipata curiosità: i contenuti delle relazioni serviranno a “creare opinione”, non c’è dubbio. Il settore del “NO”, rappresentato ad altissimo livello per la presenza di Legambiente (Scalia) , Greenpeace (Onufrio) e del Professor Mattioli, personaggio “storico” del nostro ambientalismo, è apparso quello maggiormente “aggredito” dalla curiosità dei presenti. Nel corso del dibattito, numerose, numerosissime domande sono state poste al “NO” e, dal loro tono, si poteva arguire ciò che poi è stato anche esplicitato direttamente da un commento: l’ambientalismo “paga” oggi, in un certo senso, la caduta di consenso che lo ha visto letteralmente scomparire dal nostro Parlamento. Che nell’opinione pubblica si crei una tendenza di questo genere è un fatto estremamente allarmante. La cronaca di tutti i giorni ci testimonia in moltissimi episodi che di gente che dedica il suo tempo alla protezione dell’ambiente c’è davvero bisogno. Il settore del “SI”, altrettanto rappresentato ad altissimo livello da persone di scienza che, in controtendenza con il risultato referendario, non hanno mai abbandonato l’idea di dotare il nostro Paese di centrali nucleari come Battaglia, Mazzini e Spezia, ha dovuto sostenere un fuoco di fila di domande che chiedevano di saperne di più di più sull’argomento, senza però contestare l’adozione nel nostro Paese di questo sistema di produzione di energia elettrica. Il quadro della giornata si completa con l’intervento di Venceslai che ha evidenziato le più significative perplessità e domande che “girano” nella pubblica opinione sull’argomento mentre, nella sezione pomeridiana, si è avuto modo di ascoltare la testimonianza di un “verde filonucleare” (De Santis) e la nuova e moderna proposta culturale (Negri) che è rivolta ai giovani dal “virtuale” Museo dell’Energia. Prezioso, sempre nella sessione antemeridiana, l’intervento di Diantonio che ha fornito in modo assai chiaro un quadro di riferimento preciso sulla distribuzione di energia elettrica. Tutta la nostra comprensione va all’On. Malcotti, che ha soltanto potuto portare un comunque graditissimo saluto non come oratore, ma realmente come amico. Il perché lo abbiamo letto sulla stampa dell’indomani, 28 febbraio 2010, che ci evidenziava come meri motivi burocratici, c’è veramente da riflettere su questo intoppo che speriamo venga risolto, sembra vogliano eliminare dalla scena la lista della Polverini privando l’elettore della facoltà di scegliere tra lei e la Bonino. Un vero nonsenso. Summus ius, summa iniuria si sarebbe commentato a Roma. La mia semplice riflessione, da persona comune, sui lavori. Inizio con l’asserire che il “muro contro muro” non fa bene a nessuno. Ciò posto. Da quando in qua l’energia solare e l’energia eolica sono “alternative”? Alternative a cosa? Accidenti, ma la storia non insegna proprio nulla? Il sole non è assolutamente “alternativo” a niente: l’energia solare (è quella che fa vivere il nostro pianeta!) è sfruttata da sempre dall’uomo che, altrettanto da sempre, utilizza l’energia eolica e l’energia idraulica. A queste fonti energetiche si sono man mano aggiunte, per l’effetto del progresso tecnologico, l’energia del fuoco, del carbone, del petrolio, del gas naturale …. Non è possibile che l’uomo viva senza consumare energia. Posto che anche un bimbo riesce a vedere come l’utilizzo esclusivo di una di queste energie non è sufficiente a far crescere e progredire una civiltà moderna, posto che, di fatto, queste fonti energetiche coesistono benissimo in molti altri Paesi del mondo, non si vede veramente dove sia il problema. Ecco. Il “NO” non è apparso molto convincente quando ha asserito ed argomentato che avere una centrale nell’estremo sud della Francia piuttosto che sul territorio nazionale rende l’energia nucleare più “sicura” per gli italiani. Sarebbe molto meglio per tutti che “NO” e “SI” insieme, ciascuno con le proprie convinzioni e mantenendo i propri punti di vista, invece di limitarsi a contrapporre tesi ed opinioni lavorassero con l’intento di rendere la produzione di energia più SICURA. Nel pieno rispetto dell’ambiente, mediante l’utilizzo di impianti di produzione (tutti, non solo quelli nucleari) moderni e mediante la scelta oculata dei luoghi dove installarli, sarebbe inoltre ottimale lavorare per fare economia sui consumi e sulla riduzione degli sprechi. Fa male, questa la mia conclusione, vedere che importantissime risorse umane, menti brillanti, bagagli scientifici e tecnologici di grande spessore, siano messi nelle condizioni – opino, forse per gioco politico o per interesse economico più che per reale convinzione – di lavorare su fronti diametralmente opposti piuttosto che insieme.

Roma, 3 marzo 2010

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