Allarme rifiuti: emergenza, incapacità gestionale, camorra, malapolitica, maleducazione, ce n'è per tutti i gusti e spunta anche un difensore civico....
Premesse
Voglio fare il difensore della mondezza di Napoli perchè ritengo che sia il prodotto più importante non solo della città ma anche dell’intera Campania.
Voglio difendere questi umili rifiuti che, ogni giorno, tacitamente, ma con grande dignità e costanza, producono questa grande ricchezza. E pensare che nessuno ne riconosce il valore! Non ho avuto alcun mandato, perché i rifiuti non parlano e non delegano, anzi, si... rifiutano di essere rappresentati perchè devono imporsi con la sola presenza e le loro opere. Ma non basta. Troppe menzogne si accumulano su questa parte così significativa della Campania.
Per questo ho deciso d’intervenire.
Un po' di storia
I rifiuti sono un mondo produttivo di straordinaria importanza. No, non penso al riciclaggio od agli inceneritori o ad altri terribili strumenti di tortura dei rifiuti, concepiti dagli uomini per distruggere i resti dei loro piaceri. Penso, piuttosto, a quanto i rifiuti campani hanno prodotto.
Sul piano dell’immagine, Napoli e dintorni, grazie a loro, hanno avuto un ritorno internazionale di facile notorietà superiore a "O sole mio". Vi par poco? Tutte le spese fatte per promuovere Napoli non hanno mai prodotto un simile risultato. Pubblicità negativa? E chi l’ha detto? La promozione si avvale di qualunque strumento ed essi (i rifiuti) sono lì a conclamare la ricchezza produttiva della regione. Sparlate pure di me, purché ne parliate!
Sul piano nazionale, poi, l’attenzione dei mass media lusinga la vanità dei rifiuti. Nella loro infinita modestia mai avrebbero creduto di poter salire agli onori della cronaca televisiva, dei giornali e d’interessare tanta gente. Potrebbero accoppiarsi con le veline, con i presentatori, fare dei reality shows, aggiungendo un tocco di realismo ad un mondo che sino ad ora li ha ignorati.
Questione economica
Economicamente, poi, i rifiuti hanno determinato e stanno determinando un processo di sviluppo prezioso di cui non si tiene debitamente conto. Pensate, in quattordici anni quanti miliardi sono stati spesi, magari dirottati, grazie a loro, locupletando (arricchendo) ampie categorie di percettori, dagli scopini agli autisti, dagli assessori ai Commissari, dai manutengoli ai camorristi, fino ad un ex capo della Polizia. Tutti ne hanno tratto benefici, anche se non certo d’immagine. Financo i rifiuti pericolosi fanno parte, opportunamente, della loro congrega. Miliardi di lire e forse di anche di Euro (anzi, alla napoletana, di Euri). Altro che piani di sviluppo! Lo sviluppo l’hanno fatto loro e, pensate, più cresce la quantità di rifiuti, più cresce la ricchezza campana. Maynard Keynes ne sarebbe contento: la spesa sviluppa la propensione al consumo.
Risvolti sociali
I rifiuti, un tempo negletti, sono diventati l'unico argomento di conversazione. Quando mai sarebbe accaduto? La gente si stringe attorno ai falò, simpatizza, si coalizza contro le forze dell’ordine, scende in piazza. Per un popolo che tira a campare è un’occasione di socialità importante, unica nel suo genere. Altro che falò! Monumenti si dovrebbero erigere alla funzione sociale della mondezza.
La sicurezza Igienica
I rifiuti sono alla base del commercio dei medicinali, degli anti infettivi, delle mascherine. Quanti farmacisti, medici, operatori sanitari saranno mobilitati? Lo sviluppo dei rifiuti spinge la gente a tutelarsi, a preoccuparsi della propria salute. La salute è un bene importante ed i Campani, forse, un po’ trascurati, adesso sono richiamati all’ordine.
L’amministrazione pubblica
quale? C’è un amministrazione a Napoli e dintorni? Tanta gente. Ma amministrano? Si direbbe di no. Hanno tutti, però, altissimo il senso delle loro responsabilità: nessuno si dimette perché, come dicono la Jervolino e il Bassolino, quando la nave affonda il comandante resta sul relitto (tanto, ai relitti sono abituati). E poi, riuscire a far nulla, in 14 anni, è un delirio da Oscar. Salviamoli e conserviamoli questi "amministratori" in qualche cineteca per i futuri studiosi di come l’Italia declinò nel primo decennio del 2000.
Comitati, commissioni e progetti
E tutti i Comitati, le Commissioni, i piani di bacino, gli studi, i commissari, i chilometri di carte? Mondezza. Rifiuti. Tutti allineati come i chilometri di camion della spazzatura abbandonati davanti alle discariche piene. I rifiuti non parlano, aspettano montagne di carte dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione. E quando arriveranno faranno festa per i falò dei cittadini, un "poco" innervositi da tutta questa pubblicità.
La politica
Poi, la politica. Di Napoli si parla sempre ma non si opera mai. Adesso tutti se ne occupano, quelli che avrebbero dovuto farlo e quelli che non c’entrano per nulla. E’ un’emergenza? Ma quale? In un Paese dove tutto è sempre emergenza, perché poco si sa e nulla si decide, vuoi vedere che proprio i rifiuti ci daranno un Prodi deciso, un Governo forte ed un Parlamento compatto? Si, perché adesso la mondezza è in Parlamento, non ancora con propri rappresentanti diretti, ma ci siamo molto vicini.
Per concludere
Come vedete, non è difficile difendere i rifiuti. Danno colore, sobrietà, sviluppano i commerci, distribuiscono ricchezza, inducono la gente a correre in farmacia. Aggiungono un tocco di vita vissuta al clichè del Vesuvio con il pennacchio.
Alle prossime elezioni io e i rifiuti ci conteremo, vedremo se sarà il caso di fare una lista per appoggiare i nostri candidati. Siamo affezionati alla Jervolino ed a Bassolino. Senza di loro non saremmo stati alla ribalta! A Brescia, a Milano, a Granarolo, a Venezia, i rifiuti sono oppressi, messi in condizione di non nuocere. Qui, in Campania, soprattutto a Napoli, essi sono liberi e forti. Grazie a loro. Occorre tenerne conto al momento opportuno.
E se non li vota la mondezza, questi signori chi li vota più?
Cecco d'Ascoli