Abbiamo ancora discariche dove tutti sarebbero lieti di accogliere questa casta di bramini incapaci e parolai, maleducati e spocchiosi, che con i nostri quattrini, sudati lavorando, si sono costruiti fortune!
Che nel nostro Paese tutto stia andando male è sotto gli occhi di tutti. Denunce, inchieste, proteste, scoop, a livello locale e centrale sono all’ordine del giorno. I fascicoli delle inchieste aperte e mai chiuse o delle quali non si sa più nulla si accumulano nelle Procure, negli Ispettorati del lavoro, negli archivi della Polizia e dei Carabinieri o della Finanza. Dovunque si metta mano saltano fuori irregolarità, illegittimità, forme palesi od occulte di criminalità amministrativa che hanno, in genere, una matrice soltanto, quella politica.
Non c’è un settore della vita pubblica nazionale che funzioni, che sia all’avanguardia, che possa essere da altri imitato. Quando siamo evoluti, il massimo è imitare ciò che accade in Francia od in Germania o, magari, negli Stati Uniti. E talvolta si scopiazzano malamente istituti altrui che poi, o non funzionano o funzionano male.
Il male è alla radice, lo sappiamo tutti. Siamo in un sistema di democrazia imperfetta, al punto che non possiamo scegliere chi ci deve rappresentare in Parlamento. Secondo la nostra Costituzione il parlamentare è espressione della sovranità popolare, ma non possiamo sceglierlo, lo scelgono per noi i Partiti, associazioni di fatto, che di questa volontà popolare non sono l’espressione.
Ciò significa che una ristretta categoria di persone decide chi deve essere eletto o no. Per rappresentare chi, noi o loro? Questa è una china pericolosa sulla strada della democrazia che porta in fondo alle liste bloccate, al listone, al regime. Cinquantacinque milioni d’Italiani lavorano e votano per pagare le decisioni di rappresentanti altrui le cui azioni politico – governative spesso, troppo spesso, sono espressione dei loro interessi.
Nessuno ha dato ai “nostri” rappresentanti una delega per cancellare le nostre garanzie costituzionali né abbiamo politici così illuminati che vale la pena di lasciarli fare. Anzi, non devono fare più.
Tra qualche mese la Commissione europea ci comminerà delle sanzioni per non aver rispettato regole da noi sottoscritte e mai applicate in materia di tutela ambientale. Il caso della Campania è talmente emblematico che a stento si può immaginare cosa diranno a Bruxelles il Ministro dell’Ambiente e l’Avvocatura di Stato.
Quattordici anni di silenzi, colpevoli e colposi, di omertà e di traffici, di continue, reiterate violazioni di leggi, sono la punta di un iceberg di compromessi, d’incapacità, di complicità omertose.
Probabilmente ci sarà una multa da pagare. Chi la pagherà? Noi. Ma perché dobbiamo pagarla? Non sono i nostri rappresentanti, non li abbiamo voluti ma, indirettamente ce li hanno imposti, non hanno fatto ciò che avrebbero dovuto, non hanno controllato chi doveva essere controllato, non sono intervenuti se non con mezze parole, montagne di carta, intese silenziose e poi dissolte. Chi ha firmato gli ordini di pagamento? Chi ha assunto personale che non ha mai lavorato? Dove sono i suoi dirigenti? Hanno mai controllato qualcosa? Quali Prefetti non si sono resi conto e non hanno denunciato ciò che non avveniva? Cosa ha fatto la Magistratura fino a ieri? Dormiva sonni compiacenti? E la Corte dei Conti, che non ha mai scoperto una truffa, uno scandalo, una tangente? E il Sindaco di Napoli, l’ineffabile Jervolino, non si è mai accorta di nulla? E il Bassolino, a che titolo ha la pretesa di sedere ancora su una poltrona che ha reso inutile oltre che ridicola?
E perché la Polizia carica i manifestanti di Pianura che fanno le barricate sulla discarica quando non la si è fatta intervenire contro i valligiani della Val di Susa, contro i tassinari di Roma, contro i metalmeccanici, contro i camionisti, che facevano anch’essi blocchi stradali? Due pesi e due misure? Quali vergogne ancora nasconde la Campania violentata ogni giorno dai suoi incapaci amministratori? Dove è finita la maestà della legge: nelle discariche infette ed illegali della camorra?
Il disastro di Napoli è emblematico. Tutti sono colpevoli e nessuno pagherà. Pagheremo solo noi, in visibilità negativa, in derisione universale, in euro, per soddisfare le giuste lagnanze di Bruxelles.
Occorre liberarsi di questa casta di bramini incapaci e parolai, maleducati e spocchiosi, che con i nostri quattrini, sudati lavorando, si sono costruiti fortune per le loro famiglie, i loro vassalli e tutto lo scenario sordido dei loro portaborse e cerca voti.
Occorre pulire il Paese. Abbiamo ancora discariche dove tutti sarebbero lieti di accoglierli.