Celentano ottiene il 30 % di share, riportando in un certo qual modo il teatro in tv, ma lo spettacolo è deludende e pone una serie di interrogativi.
"La situazione di mia sorella non è buona" sostiene il cantautore, ma invece la situazione appare "buona" per lanciare il suo nuovo ultimo album. Un grande spottone, in cui il vecchio Celentano veste ora i panni del "predicatore" ora quelli del fustigatore dei costumi e della politica, ora quelli del "salvatore" del nostro Pianeta (sua sorella).
Con poca originalità, molta saccenza e un po' di "terrorismo" psicologico, il cantautore, grazie alla complicità della Televisione di Stato e ai soldi dei cittadini, si permette di sparare giudizi e consigli senza remore. Gli spettatori bombardati da una pressante pubblicità pre-evento, hanno ineluttabilmente scelto di vedere il programma e si sono trovati in una scenografia minimalista che non è riuscita a tenere alto il livello dell'attenzione. Celentano è ancora lì, fermo nella sua via Gluck, non ha scosso gli animi e molti rimarranno quindi rassegnati prigionieri di un'esistenza progettata dagli architetti comunali, continueranno a dire no al nucleare ed il nostro Paese seguiterà ad acquistare l'Enel dai nostri vicini.
Non è stato convincente perchè in lui non c'era passione, ma solo la freddezza ed il calcolo di un geniale operatore di marketing.
Già perchè gli altri, per farsi pubblicità, sono costretti a fare il giro delle sette chiese, a "mendicare" per essere invitati da questo o da quello, perfino ad umiliarsi come fa il povero Bruno Vespa. Lui no, non deve chiedere, non deve mendicare, non solo ottiene un programma tutto per sé, ma anche una sfilza di preziosi spot che tirano la volata al suo cd.
Il livello culturale medio degli italiani e la situazione della nostra tv sono così grami che basta un niente, basta un vecchio carismatico per fare qualcosa che ottenga il 30% di share. E' questo quello che ci meritiamo? Tuttavia saremmo più contenti se Celentano si limitasse a fare ciò che gli riesce sicuramente bene: cantare.
ORMA