In questi ultimi tempi sono purtroppo molti i protagonisti delle arti e della cultura che ci stanno lasciando.
L’appartenenza generazionale, che fa pesare il tempo che passa, è inevitabile motivazione di qualcosa di ineluttabile e naturale che però pesa come un macigno sulle nostre vite e sulla società tutta.
Così, tra tristi elenchi che ci lasciano sempre più soli, anche intellettualmente, dobbiamo inserire Mario Verdone e Luce Marinetti.
Mario Verdone, che ho conosciuto quale persona di gentili maniere, affabile, ironica e di rara eccellenza, è stato professore ordinario (emerito) di Storia e critica del film,materia fortemente voluta e adottata grazie a lui all’Università.Studioso di spettacolo, critico d’arte, saggista, scrittore e poeta, inizia la sua carriera accademica negli anni Cinquanta, con corsi liberi di filmologia in alcuni atenei mentre, parallelamente, lavora al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e in diverse strutture internazionali. Attivo sostenitore, e a ragione, del Centenario futurista durante il quale ha presentato i suoi Diario Parafuturista e Il Movimento Futurista. Ha a lungo lottato per vedere riabilitato e approfondito proprio questo movimento avanguardista italiano del quale è stato e resta un fine ed entusiasta studioso. Raccontò di aver scoperto il Futurismo quand’era un ancor giovane giornalista: attraverso un fortunato incontro professionale con Filippo Tommaso Marinetti.
Quasi una settimana fa, anche Luce, una delle tre figlie del padre del movimento, se ne è andata: appena il tempo di dolersi di tali lutti e di rimpiangere importanti parti di memoria storica e culturale che non potremo più incontrare e rinnovare di persona ma solo sui libri, sui documenti e sulle testimonianze di quanti li hanno conosciuti…
Anche lei viveva a Roma, dove era nata, in quell’abitazione in Piazza Adriana che ha rappresentato per anni la vera sede del Futurismo: dove Filippo Tommaso e Benedetta Cappa, la madre delle tre belle sorelle, lavoravano, studiavano, ricevevano ospiti e artisti (per un approfondimento, si navighi qui: http://lasinorosso.myblog.it/archive/2009/06/22/luce-marinetti-e-volata-nel-cibercielo.html).
L’Assessore alla Cultura di Roma, Umberto Croppi, ha sottolineato l’intelligenza, gli studi e l’ostinazione di Luce per far superare all’italia l’incomprensione e l’ostilità per il Futurismo.
La sorella Ala Marinetti, qualche tempo fa, ha ricordato con noi la storia della sua famiglia e proprio quelle difficoltà che il Futurismo ha avuto per essere apprezzato e ufficializzato in Italia (leggi anche: http://www.artapartofculture.org/2009/05/09/serata-futurismo-di-ala-marinetti/); un riconoscimento sacrosanto che, si diceva, è avvenuto anche grazie a Mario Verdone.
Il Professore era era nato ad Alessandria il 27 luglio 1917; se ne è andato a Roma, città dove viveva, a 92 anni, dopo una lungo ricovero in clinica per una malattia purtroppo incurabile. I suoi funerali si terranno lunedì 29 giugno 09 alle 16 nella Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva a Piazza della Minerva.
Barbara Martusciello
Roma, 6 Luglio 2009