Domenica 09 Maggio 2010 22:08

Letture da spiaggia e considerazioni "estive" sotto l'ombrellone

Scritto da Administrator
di Maurizio Navarra L'Europa è solo tollerante o sta pericolosamente abdicando alla sua cultura, ai suoi principi, ai suoi valori? Caldo sole di luglio. Vento un po’ sostenuto, ma non tanto da impedire la lettura. Una manovra difficile quella di manovrare un quotidiano sulla spiaggia. Occorre mettersi in giusta direzione di vento … non lasciarsi distrarre da quanto si vede sulla spiaggia … dare ogni tanto una occhiata ai propri bimbi per sincerarsi che non combinino guai … insomma non è tanto questione di vento quanto di concentrazione. Il risultato è che difficilmente si riesce a leggere per intero gli articoli e che spesso e malvolentieri ci si ferma a titoli e sottotitoli. Eppure un paio di notizie lette sul Corriere della sera” hanno decisamente attirato la mia attenzione. Due veri e propri eritemi solari, di quelli che non possono essere neutralizzati da creme protettive. Due tasselli di grande interesse, invece, da aggiungere ad un mosaico che ogni giorno si arricchisce di qualche nuovo particolare in questa nostra vecchia Europa che stancamente perde pezzi di civiltà, una civiltà a volte ereditata dalle tradizioni ed a volte raggiunta a prezzo di guerre e sanguinarie rivoluzioni. La prima notizia (ho poi controllato che non si tratta di una novità in quanto l’argomento è stato già trattato più volte anche da Magdi Allam) riguarda la presenza a Londra di numerosi tribunali islamici che, come tali, applicano la sharia e si pronunciano in cause di divorzio, matrimoni ed eredità. La seconda viene dalla Svezia che, abbandonando con decisione l’immaginario collettivo diffuso nel mondo negli anni ’60 di nazione di costumi assai moderni e liberi, si presenta ora sotto una nuova veste … da bagno che l’autore dell’articolo definisce “burkini”, un costume tutto islamico, ben più castigato di quello che potevano indossare le nostre bisnonne agli inizi dello scorso secolo e ben diverso dal topless che la legge svedese consentirebbe. Ritenevo si trattasse delle solite notizie “estive”, lanciate a bella posta per attirare lettori ed attenzione. Avevo torto. Si tratta di notizie veritiere, riscontrate e documentate. Premetto che, a mio avviso, ciascuno è perfettamente padrone di abbracciare una convinzione religiosa fino al punto di arrivare a controllare, affacciandosi nell’aldilà, se la teoria lanciata dal nostro straordinario Benigni è giusta o sbagliata: rammentate quando con il suo fare scanzonato ipotizzava che nell’aldilà ci si sarebbe potuti trovare al cospetto di Manitù? Io, come molti altri, ho perfino provato ad immaginarlo! Premetto ancora che ciascuno è, sempre a mio avviso, perfettamente padrone di mostrare o nascondere a casa sua entro limiti di decenza tutti i centimetri quadrati di epidermide che desidera. Il punto è un altro. Immaginate, provate ad immaginare se la Chiesa cristiana, Anglicana Luterana o Cattolica poco importa, decidesse di aprire suoi tribunali in Europa amministrati e diretti da religiosi, non collegati da leggi approvate dal Parlamento all’apparato giudiziario, per dirimere, secondo una legge solo religiosa che non è riconosciuta dallo Stato, controversie tra cittadini cristiani in tema di diritto di famiglia o di eredità. Provate ad immaginare se questi tribunali emettessero sentenze mediante le quali, ad esempio, un marito rimanda a casa la moglie semplicemente perché questa non è più di suo gradimento. Peggio. C’è di peggio. Provate ad immaginare cosa capiterebbe a nostri religiosi cristiani in terra islamica se dovessero fare ciò che gli islamici fanno da noi. Tranquilli! Tutti tranquilli ed anestetizzati. Questi giudici, intervistati da qualche bella mente, hanno dichiarato che non bisogna aver paura e che non sono intenzionati a tagliare mani ai ladri o a condannare alla lapidazione adultere. Davvero ci dobbiamo sentire sicuri? E se un giorno si sentissero tanto forti da poterlo fare impunemente posto che oggi impunemente fanno ciò che fanno? La decenza poi! Il confine della decenza è ovviamente diverso tra popolo e popolo e, giustamente, ogni popolo lo fissa secondo la sua cultura e secondo le sue convinzioni, ma a casa sua. Per quale motivo devo essere costretto ad accettare e tollerare a casa mia usanze di altri? Il mondo è villaggio globale? Bene! Allora se è così io, se donna, dovrei essere libera di andare sulle spiagge saudite in bikini o magari in topless! Povero me, ma è un ricordo datato, del secolo scorso! Ricordo la tortura mediatica cui furono a suo tempo sottoposti alcuni nostri Magistrati (per lo più Pretori) che denunziavano e facevano denunziare donne che si presentavano sulle spiagge in bikini! E ricordo l’indignazione delle femministe che sfilavano in cortei colorati dal variopinto sventolio di reggiseni. C’è qualcosa che non va; questo conto, per me tutto estivo, non mi torna. Sarebbe ritenuto offensivo chiedere al nostro apparato di sicurezza se questi fenomeni sono presenti anche nel nostro Paese? Abbiamo un tribunale islamico di Milano o di Napoli piuttosto che di Palermo e nessuno se ne è accorto? Anche in Italia si accetta che i rapporti tra cittadini italiani o stranieri siano sul nostro territorio regolamentati dalla Sharia e da giudici dilettanti piuttosto che dai nostri codici e dalla nostra Magistratura? E che valenza avrebbero “extra omnes” sentenze emesse da questi improbabili giudici religiosi quando incidono sullo stato civile secondo queste procedure ed applicando queste leggi? E’ possibile ad un cittadino italiano di religione islamica di essere bigamo, ad esempio? E’ possibile che per questi argomenti di grave allarme sociale in quanto disgreganti per il nostro senso dello stato e per il nostro modo di vivere nessuno dei nostri chiarissimi e coltissimi professionisti dell’indignazione senta il bisogno di svegliare dal riposo le penne sin qui impegnate a tempo pieno ad occuparsi degli amorazzi del nostro Premier? Tutta la nostra stampa di inchiesta preferisce occuparsi di gossip? Ognuno fa le sue scelte. Se un Magistrato italiano venisse a conoscenza della presenza di tribunali religiosi “alternativi” sul nostro territorio, come si comporterebbe? Mi auguro di sentire le opinioni di altri lettori su questo argomento e mi auguro che l’attenzione di tutti sia in questo campo ben vigile. Maurizio Navarra Roma: martedì 28 luglio 2009

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