Eliminare il titolo di studio è l'unico rimedio? PDF Stampa E-mail
di Temistocle Sidoti
L'Università deve selezionare solo in base al merito.
Uno dei fattori della crisi dell'Università in Italia si individua nella trasformazione di un istituto culturale,con l'andar del tempo e a causa dell'imprevidenza dei legislatori, in una Università sempre più allo sfascio.
Ad oggi, l'accesso all'Università è consentito a tutti, senza alcuna verifica di reali inclinazioni individuali e senza soprattutto nessun criterio selettivo.
Tale principio, a mio parere negativo ed inaccettabile, è frutto di ideologie deleterie, che hanno portato a false tesi egualitariste e demagogicamente democratiche.
Non è infatti possibile accettare la regola dei quiz a risposta multipla, che implica un evidente abbassamento del livello qualitativo degli studenti (cui corrisponde ineluttabilmente un comprensibile abbassamento del livello qualitativo dei docenti).
La sciagurata riforma (laurea triennale, innanzitutto e non solo) ha contribuito a determinare l'offerta formativa attraverso una moltiplicazione di insegnamenti spesso ripetitivi che parcellizzano programmi di materie fondamentali.
Il risultato evidente è che gran parte dei laureati non è in possesso dei requisiti culturali minimi che li rende utilizzabili da subito nel mondo del lavoro.
Ciò significa che dopo la laurea, così pressoché inutile, si è costretti ad un inevitabile supplemento di studi, ricorrendo a costosi master di specializzazione.
È finito il tempo quando l'Università era un sacrario che produceva cultura, si faceva ricerca e si preparavano competenze da rendere facile l'inserimento nel mondo del lavoro.
Oggi (è duro ammetterlo) l'Università è un inutile "parcheggio" in attesa della prima occupazione o per dare uno stipendio a tanti, troppi professorini, quindi si è trasformata in una sorta di "ammortizzatore sociale" molto costoso.
Questo è un aspetto della crisi dell'Università di massa fondata sul presupposto che deve essere garantita a tutti la via dell'istruzione. Istruzione di massa quindi!
E ci avviciniamo verso l'unica possibile soluzione:eliminare il valore legale del titolo di studio, distruggendo così il mito della necessità del pezzo di carta!
Ma questo è proponibile? Siamo maturi per intraprendere questa strada?
Sarebbe una svolta storica, epocale, segno di una grande riforma liberale: solo per studenti fortemente motivati a studiare, cioè una riforma di buon senso.
No stipendificio, dunque, ma luogo di studio e ricerca.
Ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere,troppe barriere soprattutto culturali da abbattere!
Forza, Ministro Gelmini, vada avanti col suo Progetto!
Temistocle Sidoti
Roma: martedì 18 agosto 2009