Domenica 09 Maggio 2010 22:17

Caravaggio alle scuderie del Quirinale

Scritto da Administrator

 

di Laura Traversi

Guida semiseria, anzi poco seria, alla mostra del secolo. E' nato un nuovo genere di letteratura artistica:la scheda-saggio. Eccoci qua, dopo le ingorde inaugurazioni romane del mese scorso (Hopper, Pelanda, Caravaggio) e mentre ne fioccano molte altre. Felici che i curatori e Skira ci abbiano regalato una mostra e un catalogo di sole 24 opere sublimi. Anche se, a caldo, proprio a causa del catalogo, abbiamo avuto un mancamento. Accantonata per l’occasione la tradizionale struttura critica, notiamo che è nato un nuovo genere di letteratura artistica: la scheda-saggio; del resto, annunciata in conferenza stampa d’apertura, con tante noiose annotazioni rigurgitate dentro al testo. Pertanto ci sentiamo autorizzati a proporre ai nostri lettori un nuovo genere di critica giornalistica: la schele-critica, ovvero la critica scheletrica. Ambedue, la scheda-saggio e la schele-critica, ingombrano meno, in peso e volume, ma non per scienza e coscienza. Ci perdonino dunque i lettori dell’azzardo: una personale e appunto scheletrica guida all’andata alle Scuderie del Quirinale, il tempio augusteo della caravaggesca pax romana, per la prima delle celebrazioni prevista dal Comitato(ne) Nazionale per il IV Centenario della morte di Caravaggio. E’ una lista di telegrafiche battute, una per opera, 24 in tutto, anche noi, come i saggi schedatori. Redatte sforzandoci di non leggere, inizialmente, il catalogo e chi lo ha scritto. Sono tutti annoverati tra gli specialisti italiani del Seicento più quotati o in quota, decidete voi se nelle alte sfere dell’empireo o delle nostre culturali bolge terrene. Battute telegrafiche dunque, cogliendo l’emozione fondamentale e qualche associazione semi-inconscia o automatica. Anche perché, se è vero che il Comitato ha avuto solo 300.000 euro per 20 eventi, come è stato dichiarato in conferenza stampa, meglio risparmiare, anche quello che non c’è più, logorato dallo stress: le meningi. Verificando solo alla fine se sia codeste che la schele-lista reggono alla verifica scientifica, cioè dopo aver letto le schede-saggio degli specialisti. Sorprendentemente ci sembra reggano. Giudicate voi. Sulla scheda-saggio, un dubbio sorge spontaneo: equivocando tra divulgazione e semplificazione del lavoro redazionale, non abbiamo forse un ibrido che non centra il target? Né quello popolare, né quello degli addetti? La buona divulgazione è comunicazione assai depurata: semplice nella forma ma solida nella sostanza. Qui si scrive per addetti, è miope negarlo, ma tagliando corto sull’armamentario critico utilizzato per arrivare al testo definitivo. Esso esiste, per carità, ma non viene ordinato per consultarlo ogni volta che sia necessario. Chi lo possiede già, lo legge (o lo salta) tra le righe (letteralmente) e spesso rilegge, per afferrare sinteticamente il discorso principale. In altri termini: non solo non c’è indice dei nomi, dei luoghi (ma ormai a questo ci siamo abituati) ma nemmeno note per risalire sistematicamente agli studi precedenti e diverse schede-saggio non hanno riferimenti bibliografici completi e nemmeno parziali. E’ comunque possibile apprezzare il lavoro fatto, malgrado certi limiti, ma chi dovrebbe comprare un catalogo così concepito? Fortunato chi lo riceve in regalo, visto che non potrebbe esaurientemente utilizzarlo per studio. Altri succosi dettagli glieli racconteranno sotto voce (ad es. pare che il Canestro di frutta dell’Ambrosiana sia stato concesso in cambio di… ). Chi andrà a comprarsi l’opera omnia sui Caravaggeschi da 350 euro? I non addetti sono divisi in due gruppi: chi non trova uno strumento pensato per una sincera divulgazione e chi si sforzerà di leggere al modico prezzo di euro 29. Forse gli studenti? Tanto bisogna fidarsi. E noi ci fidiamo, per carità, almeno in partenza. Malgrado la bagnarola conformistica in cui siamo tutti immersi, noi restiamo interessati… Ma forse ci sbagliamo e il catalogo sarà un successo 1. Proprio quello che il pubblico chiedeva. La schele-critica invece è tutta colpa nostra, ma non serve per estrarre scheletri dagli armadi. Volevamo farlo, ma nessuno si presta. Nemmeno Sgarbi, che arrivando al Ministero… con Calvesi che lo ha invitato a intervenire – in Conferenza stampa-, ha fatto i complimenti al Comitato per tanta operosità ( tra mostre e progetti) quasi rammaricandosi di non aver partecipato con una sua iniziativa e citando anche lui (dopo l’autorevole “Il Giornale dell’Arte”) le restauratrici private – non dipendenti da pubblica amministrazione, per intenderci – dell’Adorazione di Messina. Troppo dotate di spirito imprenditoriale, si rimprovera, ma forse involontarie parafulmini, con la scusa del restauro facile e show-business oriented, di un’Italia che di fatto lascia languire nell’abbandono le sue istituzioni migliori, come l’Istituto Centrale del Restauro 2. Lo Sgarbo nazionale, assente alle Scuderie, il giorno precedente, da Hopper, aveva rubato la scena al padrone di casa, Emmanuele Emanuele, paragonando proprio l’artista americano al Merisi. Anche la temutissima Mina Gregori, che avevamo interpellato speranzosi, sebbene turbata dall’assenza di spunti critici per il pubblico e dal buio pesto delle sale espositive, si fa indulgente per i tanti impegnativi prestiti dall’estero. Ma si riaccende sentendo che Caravaggio non sarebbe mai stato omosessuale (Calvesi). “Lo dice lui! Guardi come somiglia a Jackson.”. Ed è veramente pax romana. Forse, fino alla prossima puntata. (1) La mostra, comunque da vedere, è da un’idea di C. Strinati e a cura di R. Vodret, F. Buranelli. Il catalogo della mostra delle Scuderie invece è: CARAVAGGIO (a cura di C. Strinati et al.; schede di AAVV), Skira Editore, 2010, edizione italiana e inglese, 248 pagine, € 49,00, prezzo in mostra € 29,00 (edizione in brossura). (2) Sulla recente pulitura della pala di Messina vedi: Merlini, V., Storti, D., CARAVAGGIO. Adorazione dei pastori, 2010. La Mostra: CARAVAGGIO. Roma, Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio, 16. Dal 20 febbraio al 13 giugno 2010; orari: da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì e sabato 10.00-22.30. www.scuderiequirinale.it

Roma 29 Marzo 2010

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