Domenica 09 Maggio 2010 22:19

SPIGOLANDO QUA E LA': MIGLIORI E PEGGIORI CON INTERNET

Scritto da Administrator
Siamo veramente sicuri che lo smodato ricorso ai motori di ricerca su internet, ai relativi portali, enciclopedie web, blog, sia solo fonte di arricchimento informativo, culturale e professionale? La risposta ad una tale domanda - tutt’altro che retorica come si vedrà nel finale - induce ad una riflessione meditata sulle modalità, sui tempi e, soprattutto sulle capacità critico-discriminatorie con le quali ciascuno di noi è in grado di confrontarsi con una mole decisamente sovrastante di informazioni. Il mito un po’ troppo esagerato della democrazia via web E’ inutile annoverare gli immensi vantaggi di inserirsi in una comunità virtuale dove ciascuno ha in teoria la possibilità di fare sentire la sua… in tal modo inducendo qualcuno a parlare di vera democrazia in confronto a quella della carta stampata, troppo spesso permeabile a pressioni di varia estrazione e, soprattutto, non raggiungibile da tutti, dovendo poter disporre del cartaceo in ogni momento. Ma è anche vero che internet ha talmente fatto esplodere il numero dei siti e portali che la comunità dei navigatori non riesce a conoscere tutte le opportunità visitabili anche disponendo di molto tempo per navigare. Se ci fermiamo a considerare i siti a vocazione politico-sociale, scopriamo allora che solo il sito di Grillo ha raggiunto la meta di essere visitato da una vera comunità web , cioè da una moltitudine elevatissima di visitatori e non solo italiani. Mentre quasi tutti gli altri, seppur con alterne fortune in termini di partecipazione attiva o passiva dei relativi frequentatori, costituiscono esempi di comunità di webnauti ancora ristrette rispetto al potenziale – teoricamente illimitato – di contatti eseguibili, e per ciò stesso non immuni per principio dalle stesse critiche riferibili alla carta stampata. L’uso politico di Internet Su Corriere della sera del 22 u.s. si cita peraltro l’esempio dell’ utilizzo di notizie su certi siti statunitensi mirate a screditare l’immagine del candidato Obama. Alle quali, sempre via web, il candidato ha ribattuto con prove esaurienti e con efficace rapidità. C’è da chiedersi cosa sarebbe successo al lettore di tali siti se la reazione non fosse stata così immediata! In politica quindi più che mai – e il nostro sito ne è una dimostrazione! – il ricorso alla comunicazione via rete deve ritenersi un must da cui nessun candidato può prescindere. Tanto che su Il Mondo del 23 maggio scorso si legge della curiosa richiesta avanzata dal segretario generale dei giovani del partito di maggioranza in Malesia, vale a dire che coloro che si candidano alle prossime elezioni primarie hanno l’obbligo verso gli elettori di aprire un blog personale, di inviare quotidianamente post riguardanti il proprio programma e di collocare con gli elettori. Poiché chi non lo facesse dimostrerebbe la propria incapacità ad essere un leader, e quindi a governare…… A commento di quanto sopra vorrei però chiosare sottolineando che se la necessità dello strumento è ormai di accertata indispensabilità a livello di comunicazione politica, siamo proprio sicuri che politici vecchia-maniera, privi della sensibilità (e talvolta onestà intellettuale) necessaria a carpire i sentimenti ultimi e genuini del corpo elettorale potrebbero apparire più affidabili e preparati approntando un sito stilisticamente accattivante, che regala risposte rinfrancanti ad ogni interlocutore e che gli offre l’opportunità di uno spazio tutto suo perché “senta” che la base comunica con il vertice? La risposta evidentemente è no, e vale non solo per la rete ma anche per tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa. Tutti possono fornire un contributo personale alle enciclopedie su rete….. E passiamo alle fonti informative di rete ad uso più prettamente professionale. Dialogando con alcuni specialisti di fonti di energia ho riscontrato la loro perplessità nel verificare che il potenziale informativo acquisibile con la visitazione di certi portali di informazione (motori di ricerca e soprattutto web-enciclopedie) sia risultato deludente. In taluni casi si è ritenuto che la possibilità di inviare informazioni da parte di ognuno non sempre si associ con la garanzia della qualità dei contenuti trasmessi, in termini di completezza informativa ma anche di affidabilità degli stessi. In tutti i casi infatti nei quali il contenuto abbia un carattere scientifico - o comunque richieda conoscenze di natura specialistica - chi garantisce che venga sempre effettuato il necessario controllo da parte di esperti della materia? Infine le implicazioni di “fisiologia neuronale” da utilizzo eccessivo della rete. Su Il Corriere della sera del 22 giugno scorso è apparso un interessante articolo dal titolo “stupidi e deconcentrati”. Nel quale si cita l’autorevole posizione di Nicholass Carr, ex direttore della Harvard business school – il quale confessa di temere che la civiltà del web stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul nostro modo di leggere, selezionare e memorizzare, ed in particolare frantumando le capacità di concentrazione e di osservazione. Si cita il caso di chi, ormai aduso al linguaggio scarno della rete stia perdendo, stia perdendo l’abitudine alla lettura limitandosi a digerire letture solo a piccoli blocchi. Credo di non sbagliare nel ritenere che, in tema di letteratura, la lettura di un bel tascabile di autore anonimo ma di sole 60 pagine sarebbe di gran lunga preferita da un giovane di oggi ad quella di un classico bel tomo della letteratura. Per non parlare dei forti debiti in matematica dei nostri studenti. Non sarà che l’abitudine a quella che definirei la deconcentrazione attiva generata dalla forte frequentazione della rete abbia un ruolo nello spiegare le cattive performances in tale materie? Se poi qualcuno ci aggiunge anche qualche spinello…. il risultato è certamente acquisito. Per concludere Quanto sopra dovrebbe apparire come un lamento a denti stretti. Ma perché lamentarsi di tutto ciò? E’ preferibile abbandonarsi a della facile ironia quando sul Corriere del 21 u.s. si legge la spiegazione degli errori nel testo di inglese presentato all’esame di maturità negli istituti tecnici: si trattava di un brano di global english deliberatamente prescelto da internet, di dialogo fra persone non di madrelingua; logico quindi che ci fossero degli errori, dato che l’inglese corretto dovrebbe essere già conosciuto dai nostri ragazzi…… M.A.X. (Roma, 22.06.08)
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