di Temistocle Sidoti
Fondamentale il ruolo dei genitori anche quando i figli sono entrati nell'età in cui un tempo si veniva considerati maturi.
I "rave party" sono diventati un fenomeno sociale, frequentati da tanti giovani che bevono tanto e soprattutto si "fanno", percorrendo l'intera scala della trasgressione e qualche volta ci scappa pure il morto!
Ho finalmente capito la differenza fra "festino" e "rave party": non credevo ci fosse una differenza invece ce n'è e tanta, credo di averla "capita" e vorrei farla "capire" anche ai pochi o tanti amici che mi leggono su questo sito.
Entrambi rappresentano un modo di trascorrere il tempo libero dei giovani e parto dal "festino":
Quì, il così detto "incidente" rientra nella sfera del possibile, ma è imprevedibile; una barca, in uno dei mille posti di vacanza, si riempie di moltisssimi giovani, prende il largo, spara musica così al massimo che a qualsiasi altro comune mortale si spaccherebbero i timpani e comincia a girare tanto alcool per aumentare lo stordimento, qualcuno può anche "farsi" forse con qualcosa di leggero (ma non è la regola); se qualcuno si sente male non fa notizia, probabilmente è un problema, ma rientra nel rischio calcolato. Questo è il festino!
Un'altra cosa è il "rave party":
Il termine "rave" proviene dall'inglese che letteralmente significa "delirio", ma in senso più ampio indica la voglia comune di svincolarsi da regole e convenzioni socialmente imposte, la ricerca di una libertà totale fisica e mentale che si esprime attraverso il ballo e attraverso il consumo di droghe forse finanche all'overdose...una specie di roulette russa, insomma.
Dunque nel rave c'é il pericolo, addirittura il pericolo mortale! Il frequentatore di un rave è un "carbonaro della trasgressione"; è un figlio di internet perché il raduno si programma attraverso la rete con codici cifrati; non si sa chi organizza, né dove si svolgerà, solo all'ultimo momento si scopre il luogo dell'appuntamento.
Centinaia di giovani si incontrano al luogo convenuto e cominciano a bere come spugne e a drogarsi in misura differenziata partendo dalle pasticche fino all'eroina e alla cocaina: età media 25 anni ma ci sono anche giovanissimi.
Quelli più abituati a questo tipo di incontri si preparano ad una trasgressione "pazzesca", alcool più pasticche di eroina e cocaina, il mix supera facilmente ogni limite, e ogni tanto fatalmente ci scappa pure il morto (già sei quest'anno).
Perché accade ciò? cosa fa scattare in questi giovani la voglia di evadere fino a rischiare la propria vita?
Credo che quanto affermato da Bruno Vespa, in un editoriale pubblicato su Panorama di questi giorni possa aiutarci a dare una risposta:
«È vero che molti giovani non hanno stima di sé e cercano quindi delle scorciatoie. Qui il ruolo dei genitori è fondamentale» e «si prenda atto che oggi non basta più fare i padri e le madri fino a vent'anni. I nostri figli crescono prima (sessualmente) e dopo (come maturità complessiva) dei genitori. Spesso sono adolescenti ancora a trent'anni. Non bisogna stancarsi di guidarli, di invitarli a tener duro, di fargli capire che la vita è troppo bella per lasciarla annegare in un bicchiere di alcool e nelle pasticche in una notte d'estate».
Temistocle Sidoti
Roma: sabato 22 agosto 2009