Domenica 09 Maggio 2010 22:34

Sicurezza oggi. di Maurizio Navarra

Scritto da Administrator
C’è da chiedersi: ma veramente le nostre forze politiche di governo e di opposizione hanno realmente intenzione di offrire ai cittadini maggiore sicurezza nelle città, nelle periferie e nelle strade? Veramente... ...c’è l’intenzione di porre un freno deciso alla sensazione diffusa secondo la quale nel nostro Paese chiunque può porre in essere comportamenti che collidono con le leggi vigenti rimanendo il più delle volte impunito? Si rimane realmente perplessi nel tentare di fornire una risposta a questa domanda nel momento in cui si constata come ogni iniziativa tesa a portare ordine e controllo sul territorio non risulti mai pienamente condivisa, come gli strumenti scelti per il contrasto non appaiano mai a tutti perfettamente adeguati, come non si riesca mai a trovare condivisione piena su nessuna proposta. E’ stato considerato un errore, persino da qualificati ambienti religiosi, impiegare l’esercito per il controllo di zone da sempre e da tutti ritenute a rischio sino al punto da essere di fatto impraticabili dalla gente normale. E’ stato detto tutto ed il contrario di tutto sul tentativo di porre un controllo sull’obiettivo disordine (se vogliamo utilizzare un eufemismo) che regna sovrano nel settore dell’immigrazione. Si grida allo scandalo se si cerca di ridurre il dilagante fenomeno della prostituzione che occupa pressoché indisturbato le nostre strade e le nostre piazze sia in centro città sia nelle periferie. Ogni volta che viene proposto o adottato un nuovo provvedimento si innesca immediatamente una nobile gara che vede protagoniste le più nobili e sensibili anime del Paese: la presenza di militari in compiti di prevenzione e sicurezza che di norma spettano alle forze di polizia fa gridare allo scandalo in quanto, si osserva, ha quasi il sapore di un provvedimento troppo autoritario; tentare di censire e di identificare con certezza persone che sono presenti sul nostro territorio in situazione di clandestinità ha suscitato proteste e fatto levare alte grida che hanno urlato ai quattro venti (anche quelli sede di organizzazioni sovranazionali) come il nostro Paese rischiasse di piombare nella brutalità, quasi evidenziando rigurgiti di neonazismo; è cosa di questi giorni, cercare di ridurre o contrastare la prostituzione con provvedimenti che colpiscono sia le prostitute sia i clienti ha fatto arricciare subito il naso ai più sensibili che sono corsi addirittura a dimostrare contro i provvedimenti. Essere perplessi è realmente poca cosa. Comincio, da anima candida quale sono, ad essere sinceramente sbigottito o, con una punta di malignità, a pensare che da una parte si scarichino insuccessi ed immobilismi alla responsabilità della forte resistenza politica incontrata nel corso dell’iter legislativo delle leggi e dall’altra si faccia del tutto per bloccare ogni cosa, forse nella convinzione che il gioco del “tanto peggio quanto meglio” possa portare a buoni risultati o comunque a fornire buoni argomenti per una campagna elettorale vivace. Eppure i nostri politici hanno realmente memoria corta. Questi atteggiamenti non hanno pagato, soprattutto nella storia più recente della nostra Repubblica. E’ possibile che nessuno si accorga che questi comportamenti sono assolutamente autolesionisti e soprattutto non logici? Lo Stato non deve dunque far nulla per tentare di riassumere il controllo su spezzoni di territorio dove la delinquenza diffusa o organizzata fa ciò che vuole? Dobbiamo tollerare, è da tempo prassi diffusa e ben conosciuta dalla cronaca, che cittadini stranieri (comunitari o non) forniscano ogni volta che sono fermati in attività delinquenziali generalità sempre diverse? E’ possibile che bambini in età scolare invece di ricevere l’istruzione che gli è dovuta siano avviati alla delinquenza da genitori che li sfruttano senza alcuno scrupolo morale? Ci si rende conto che la maggiore forza delle grandi organizzazioni criminali origina proprio dalle grandi masse di denaro contante raccolto attraverso la prostituzione e il traffico di droga? La sicurezza dei cittadini si ottiene pagando un prezzo. Tra le voci che concorrono a formare questo prezzo ci sono quella di assegnare migliori mezzi a chi combatte il crimine, quella di fornire all’apparato preventivo e repressivo strumenti legislativi validi che corrispondano ad una maggiore certezza della pena, quella di far comprendere, infine, ai cittadini che i più frequenti e penetranti controlli delle Autorità non sono sinonimo di perdita di libertà, ma capacità di godere la propria libertà ed i propri diritti. Maurizio Navarra

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