Il Generale Speciale ha lanciato il guanto contro il Governo Prodi e le dimissioni dopo la restituzione d’ufficio del Tar sono un atto decisamente politico contro il governo. di Nunzia Auletta
Non si placa la polemica sui modi delle dimissioni del Generale Speciale, presentate al Capo dello Stato, e le indiscrezioni su una sua discesa in campo, che lo vedrebbe impegnato in politica nelle file di Forza Italia.
Sistina
La sentenza del Tar, di pochi giorni fa, aveva annullato la decisione presa dal Governo Prodi, nella figura del viceministro Visco, il 1 giugno 2007, ristabilendo lo status quo ante, ovvero ridando l’incarico al generale Speciale come Comandante Generale della Guardia di Finanza.
Speciale, però, platealmente decide di dare le dimissioni, in un atto manifestamente politico. Infatti dirige la sua lettera non al Ministro delle Finanze, ma al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giustificando questa scelta perchè "il Presidente è il capo riconosciuto delle forze armate, ed è l’istituzione che formalmente nomina i comandanti della finanza", ma soprattutto perchè "non ho più fiducia in questo Governo", e chiarisce "non nel Governo della Repubblica Italiana come istituzione, ma in questo Governo".
Intervistato da Ferrara, il Generale smentisce la discesa in campo immediata, e afferma "io alla politica non ho mai pensato, speravo di andare in pensione nel 2008, al compimento dei mie 65 anni", per ora confessa di essere in una fase di attenta riflessione.
Sull’episodio che sarebbe alla radice di tutto l’incidente Speciale, la richiesta di allontanamento di quattro ufficiali che indagavano sul caso Unipol, il Generale dice: " io avevo il dovere di tutelare l’autonomia della Guardia di Finanza", e dell’avvicendamento dei quattro ufficiale che dovevano essere rimossi per richiesta di Visco, ribadisce chiaramente che non si trattava di normale avvicendamento, ma di un palese intervento per rimuovere ufficiale impegnati in una specifica inchiesta.
I magistrati di Roma intanto dovrebbero oggi, esprimere un parere sul comportamento di Visco, e se in tutta questa vicenda ci sia stato l’abuso d’ufficio oppure no.
A scanso di equivoci, intanto, "La Repubblica", che sembra diventata l’organo di diffusione della magistratura, in quanto sempre fornito di informazione confidenziale delle fasi istruttorie, ha dedicato già una serie di servizi per denunciare il sospetto delitto di peculato del Generale Speciale, per l’uso di risorse dello Stato, ovviamente in accordo con rappresentati del precedente Governo. Il tempismo del giornalismo investigativo è sempre perfetto!
C’è da chiedersi, in maniera forse un po’ ingenua, perchè chiunque si avvicini al caso Unipol, che sia il Comandante della Guardia di Finanza o un semplice Gip del tribunale di Milano, come Clementina Forleo, diventa automaticamente indagato?
Quali interessi si proteggono mettendo a tacere Speciale?
Nunzia Auletta da agoramagazine.it