Milano. Il ministro della Giustizia sugli insulti al Papa: «Non darò l'autorizzazione a precedere. Ora spegnere fuochi» Di Pietro all'attacco: "Dal Guardasigilli un atto di paura" (da corriere.it)
MILANO - «Ho deciso di non concedere l'autorizzazione a procedere conoscendo lo spessore e la capacitá di perdono del Papa che prevale sulle offese». Ad annunciare che, per il Ministero della Giustizia, il caso-Guzzanti 'finisce qui', è il ministro della Giustizia Angelino Alfano presente a Milano ad un incontro all'Universitá Cattolica.
GLI INSULTI - «Da cittadino e cattolico -ha detto il ministro- ho ascoltato anch'io gli insulti lanciati in piazza Navona e ho provato tristezza e vergogna. Ma dopo aver sentito il parere degli uffici che concludono per la procedibilitá ho deciso comunque di non concedere l'autorizzazione a procedere -ha aggiunto il Guardasigilli- anche perchè l'accusata (Sabina Guzzanti, ndr) si è assunta le responsabilitá di quello che ha detto e perchè credo che la stagione delle riforma imponga di spegnere i fuochi e non di appiccare nuovi incendi».
DI PIETRO - «Alfano non venda come opera di magnanimità un atto di paura» commenta Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. «È evidente - aggiunge Di Pietro - la voglia che non si parli delle ragioni per cui a piazza Navona furono presenti oltre duemila personè. Quello di Alfano è solo un maldestro tentativo di mettere una pietra sopra il vergognoso lodo Alfano che affossa il principio della legge è uguale per tutti».
18 settembre 2008, da corriere.it