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L'ex presidente del senato, Mancino attacca i PM. Il numero due del Csm invoca la riforma della giustizia: << Troppe correnti tra le toghe>>...
...Nicola mancino apre alla riforma del Csm e le toghe si infuriano. << Stupore e preoccupazione>>; <<sconcerto e amarezza>>. Reagiscono così Associazione nazionale magistrati e togati dello stesso Consiglio superiore della magistratura alla proposta di riformare la composizione del Csm diminuendo il peso della componente togata.
L’attuale vicepresidente propone una tripartizione della composizione <<affidata per un terzo ai magistrati, per un terzo al Parlamento e un terzo al presidente della Repubblica. Una modifica che, se approvata, attenuerebbe di molto il peso delle toghe. Basti pensare che oggi i membri “togati” sono il doppio di quelli “laici” eletti dal Parlamento (sedici contro otto). Una <<sproporzione>> che per Mancino ha causato la deriva <<correntizia>> del Csm. Parole che fanno il paio con la proposta che sia il Parlamento, a maggioranza qualificata, <<a stabilire le priorità sui reati da perseguire>>.
Musica per le orecchie del governo, al lavoro sulla riforma della giustizia, ieri oggetto di un incontro tra il Guardasigilli, Angelino Alfano, e il premier Silvio Berlusconi in vista del primo consiglio dei ministri del 2009, previsto per la prossima settimana. In arrivo un primo pacchetto di misure da approvare per via ordinaria con rafforzamento dei poteri della difesa, paletti per i pm e misura della produttività dei magistrati.
Le toghe, però, non ci stanno. L’Anm esprime <<netta contrarietà a interventi di modifica dell’assetto costituzionale della magistratura>>. In questo modo Mancino, aggiunge il sindacato delle toghe, si rende responsabile di una <<oggettiva delegittimazione dell’organo di autogoverno come designato dal costituente>>. All’attacco anche i togati del Csm appartenenti ad Unicost, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia, che accusano Mancino di <<genericità e indeterminatezza>> in ordine alla correntizzazione del Consiglio. A Palazzo dei Marescialli l’unica eccezione è rappresentata da Magistratura indipendente, la corrente più moderata delle toghe, che tende la mano, seppur con riserva, a Mancino. E mentre il diretto interessato tira dritto( <<la mia non è una proposta nuova>>), il Pdl applaude.
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