Lunedì 10 Maggio 2010 10:05

L'equilibrio dei poteri caratterizza una moderna e compiuta democrazia

Scritto da Administrator
di Giampaolo Bottoni

Il perseguire la giustizia come strumento di lotta politica rischia di sconfinare in una sorta di sconvolgimento della suddivisione dei poteri su cui si regge la democrazia e delinea uno scenario golpista in cui la Magistratura impone legalmente, ma indebitamente, la sua supremazia sugli altri due.

Non sono un giurista ed ho oltretutto poca memoria per certe questioni giuridiche che non mi toccano subito e direttamente ma penso che la Costituzione Italiana sia carente dal punto di vista di cosa fare nel caso di un golpe operato da un organo "superiore" nel confronto degli altri. Il fatto che molti degli 8000 magistrati si oppongano operativamente alla volontà del Parlamento eletto dal popolo italiano per me è un golpe che andrebbe punito almeno per disincentivare la grossa fazione rossa degli 8000 magistrati, eletti da nessuno, dal ritenersi superiori al Parlamento eletto dal Popolo Italiano in nome del quale vengono fatte le leggi e guidato, tramite un Governo di fiducia, il Paese. Che poi le Camere non siano sufficientemente rappresentative del volere del popolo è una altra questione ma è certo che gli 8000 magistrati non sono stati eletti da nessuno e non possono essere loro i detentori reali del potere statale.

Per desiderio di non arrivare ad una guerra civile (una specie di ordalia) dove non è certo che avrebbero la vittoria i democratici veri ma solo la frazione degli italiani più muscolosa, coordinata e meglio armata, direi che è bene chiudere la questione del lodo Alfano accettando il parere tecnico della Corte Costituzionale (un magistrato deve interpretare rigorosamente la legge, non inventarla e se, tecnicamente, il lodo Alfano, al di là delle buone intenzioni, era tecnicamente zoppicante è giusto che i giudici lo abbiano invalidato).

Il rimedio però, a parere mio, potrebbe stare in questo. Abrogare la legge che ha ridotto la possibilità di difesa dei parlamentari dagli attacchi dei magistrati golpisti (intenzionati a far vincere la minoranza parlamentare ossia a far prevalere i partiti usciti sconfitti da democratiche elezioni castrando in vari modi gli esponenti di spicco dei partiti che hanno avuto il consenso popolare).

Un tempo, se non sbaglio, i giudici non potevano processare i parlamentari senza l'assenso della camera a cui il parlamentare appartiene. Questa norma - vedo - è tuttora in vigore in Spagna e da noi (se non sbaglio ed è qui che vorrei essere illuminato) è stata eliminata o ammorbidita sotto la spinta del golpe grigio di Mani Pulite. La precedente regola di temporanea immunità parlamentare era ovviamente ritenuta costituzionale e dunque .... sarà necessario, per colpa della magistratura golpista, tornare all'antico, sopprimendo la soppressione. Mi piange il cuore offrire protezione a certi gaglioffi che possono sfuggire alla giusta punizione in quanto parlamentari abili nel trescare politicamente... ma credo che ancora più grave sia il consentire che, con opportune mosse giudiziarie, multe stratosferiche, indagini pruriginose per comportamenti sessuali privati, calunnie mafiose, condanne per colpe indimostrate (non poteva non sapere) ed espropri vari, i magistrati golpisti sovvertano il verdetto scaturito dalle elezioni popolari ossia rendano ancora più burlesco parlare di una Repubblica Democratica Italiana.

Giampaolo Bottoni

Roma: sabato 10 ottobre 2009

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